CoopCultureUna crescita complessiva del valore economico generato del 28% rispetto al 2016 (passato da 50 a oltre 64 milioni), con una maggiore diversificazione e un allargamento territoriale in cui la parte del leone nelle novità l’ha fatta la Sicilia. È uno dei dati che meglio rappresenta i risultati ottenuti nel 2017 da CoopCulture, la più grande cooperativa nel settore della cultura. Questi numeri sono contenuti nel Rapporto di Sostenibilità relativo all’anno scorso presentato al museo archeologico Salinas a Palermo dalla Presidentessa Giovanna Barni. Non è casuale la scelta del titolo della giornata: “#CoopforCulture”, a indicare l’impegno che la cooperativa vuole dedicare al settore della cultura. E non è casuale neanche la scelta di Palermo: in questo 2018 la città sta dando straordinari segnali di vitalità in occasione della capitale italiana della cultura e, insieme a tutta la Sicilia, è percorsa da elementi di innovazione e di valorizzazione del patrimonio culturale come grande elemento di dialogo interculturale, di coesione sociale e strumento di una crescita sostenibile.

Alla presentazione del Rapporto di sostenibilità hanno partecipato anche il presidente di Legacoop Sicilia Pietro Piro e l’assessore della cultura del Comune di Palermo, Andrea Cusumano, e quello regionale Sebastiano Tusa, oltre al membro della Commissione Bilancio dell’Ars Luigi Sunseri e a un video messaggio dell’europarlamentare Silvia Costa.

I NUMERI

Numeri eccezionali per incassi, per occupati, per qualificazione dei dipendenti, per investimenti quelli del 2017. Sono stati 600mila gli euro investiti in innovazione e sviluppo (1,6 milioni in 3 anni). I visitatori accolti negli istituti di cultura sono stati 13,5 milioni e 220mila le chiamate al contact center. Quanto a internet, CoopCulture ha potuto contare su 10 milioni di visualizzazioni web e 24mila follower. tornando ai dati economici, oltre alla crescita complessiva del valore economico generato del 28%, anche il valore aggiunto prodotto da CoopCulture è arrivato a rappresentare nel 2017 circa il 2% del totale del valore aggiunto attivato dal settore patrimonio storico artistico in Italia, in crescita del 26% rispetto al 2016, a fronte di un decremento del 3,2% del dato complessivo nazionale sull’anno (fonte rapporto Symbola).

Il numero degli occupati fa segnare un balzo in avanti del 20% che arriva al 32% con la fusione con Copat: al 31 dicembre 2017 la popolazione aziendale di CoopCulture era composta da 1697 lavoratori, di cui 985 soci lavoratori e 712 dipendenti. Così complessivamente il 3,3% degli occupati nel settore Patrimonio storico artistico italiano è all’interno di CoopCulture. Il 73% dei dipendenti sono donne, il 53 % ha una laurea e un altro 40% un diploma superiore. Il 78% dei dipendenti ha un contratto a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda più da vicino il territorio regionale siciliano, CoopCulture conta 80 nuovi occupati il cui 90% è laureato, l’80% ha meno di trent’anni e il 70% è donna. Ultimo accenno all’impegno di CoopCulture al Parco archeologico della Valle dei Templi ad Agrigento: nel 2017 ha accolto 860 mila visitatori, + 31% rispetto al 2016.

IL MESSAGGIO DI SILVIA COSTA

“L’Anno europeo del patrimonio culturale ha messo in evidenza il mainstreaming della cultura, una dimensione trasversale che tocca tutte le policies della UE e si manifesta nelle politiche di coesione, nell’educazione, nel sostegno all’impresa. Come si può evincere dal Rapporto di Sostenibilità 2017 di CoopCulture, il mondo cooperativo della cultura, della creatività, dell’audiovisivo è attivo e ben attrezzato a cogliere tutte le opportunità che ne derivano”. Lo ha detto l’eurodeputata Silvia Costa in un contributo video inviato per l’occasione. La parlamentare europea ha aggiunto che CoopCulture “afferma da sempre un’etica del lavoro che coniuga persona e comunità, chiede una responsabilità condivisa, l’attenzione alla sostenibilità che non è soltanto equilibrio di bilancio ma anche equilibrio nelle dinamiche interpersonali, di genere, di crescita nella professionalità. E lo fa nell’ambito di un vero e proprio modello di sviluppo territoriale su base culturale e turistica che offre il contesto ottimale per una co progettazione e co gestione di iniziative e programmi di valorizzazione del patrimonio culturale comune, mobile e immobile”. Questo metodo, conclude la Costa, “ha un grandissimo valore in sé perché dimostra che è possibile, anzi vincente e pure bello lavorare insieme, uscendo dalla solitudine, talvolta eroica, anche nelle terre più tormentate e connotate da tanto individualismo, ritardi, (spesso) illegalità”.

LUIGI SUNSERI (REGIONE SICILIANA)

“Stiamo vivendo un omicidio delle generazioni più giovani. Un omicidio che è quello dell’impossibilità di realizzarsi nella terra più bella d’Europa”. Una metafora forte quella usata da Luigi Sunseri, membro della Commissione Bilancio della Regione Siciliana, nel corso della presentazione a Palermo del Rapporto di Sostenibilità 2017 di CoopCulture per descrivere l’impossibilità per i giovani siciliani di trovare sbocchi professionali nella propria terra. Una soluzione, secondo Sunseri, può essere rappresentata proprio dal settore culturale. “L’investimento più certo – ha aggiunto Sunseri – è quello sulla cultura. Un investimento che restituisce alle casse dello stato tre volte quello che si è investito”. Bisogna quindi “ricominciare a riscoprire la bellezza di quello che abbiamo intorno. Tanti giovani riscopriranno così la possibilità di realizzarsi in una delle terre più belle del mondo”.

LEGACOOP E CULTURMEDIA

Il settore culturale in ambito cooperativo “è un settore che sta crescendo e che rappresenta oltre 2.400 cooperative che operano nel settore della cultura, della creatività e del turismo”, ha detto Roberto Calari, presidente di CulTurMedia. “Un patrimonio straordinario di esperienze e buone pratiche. Opportunità eccezionali per giocare un ruolo importante a livello europeo. Lo sviluppo sostenibile dei territori è fondamentale e deve essere valorizzato”. Un plauso all’attività di CoopCulture è venuto anche dal presidente di Legacoop Sicilia Occidentale, Filippo Parrino, che ha apprezzato come nei progetti di CoopCulure, pur avendo a che fare col patrimonio storico artistico, “non si parla di passato, ma di futuro”. Col suo lavoro CoopCulture “sta fertilizzando la cultura siciliana. E’ la prova che la cultura non è mai staticità, è invece crescere insieme”.

ENRICO GIOVANNINI (ASVIS)

In collegamento video anche il portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis) che ha annunciato che “l’Associazione ha deliberrato di avviare un gruppo di lavoro sul tema della cultura perché sia adottato come tema trasversale ai 17 goal”. Nell’introdurre il saluto di Giovannini, Giovanna Barni aveva ricordato come CoopCulture nella stesura del Rapporto di Sostenibilità avesse incrociato con i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile proprio “i principi alla base dell’anno europeo della cultura: il patrimonio culturale come leva di inclusione sociale, come democrazia culturale, come accesso alla cultura, come strumento di innovazione nelle società capace di generare lavoro, e ancora come possibilità di rallentare la fuga dei giovani”. La cultura improntata a questo princìpi, ha spiegato Barni, “può essere trasversale a molti obiettivi dello sviluppo sostenibile”. E ha lanciato la proposta: “Non varrebbe la pena che la cultura fosse il 18esimo goal dello sviluppo sostenibile? Non la cultura e basta, ma la cultura cooperativa. #Coopforculture”.

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