CoopCulture Rapporto‘Cultura e cooperazione’ è il binomio che incrocia meglio i principi dell’Anno europeo del Patrimonio culturale e i 17 goals dello sviluppo sostenibile. Giovanna Barni ha illustrato a Palermo i risultati in termini culturali, economici e sociali di CoopCulture nel 2017 presentando al Museo archeologico Antonio Salinas il Rapporto Sostenibilità relativo all’anno scorso. Numeri di grande rilevanza che “rendono orgogliosi”. “Abbiamo fatto un cammino nel nostro metodo e nella nostra rendicontazione – dice la Barni ad AgCult a margine della presentazione del Rapporto -. Abbiamo iniziato cercando di evidenziare attraverso gli indicatori come l’impresa culturale produce ricadute non solo dirette in termini di occupazione e servizi ai visitatori, ma anche indirette sui territori in cui opera nella dimensione culturale, sociale, economica. Ancora prima che fosse istituito l’Anno europeo del Patrimonio culturale, siamo andati a Bruxelles in Commissione Cultura a portare il nostro esempio di come si può mettere a valore il patrimonio culturale. Dopo è venuto anche il riconoscimento dell’impresa culturale. L’anno scorso invece abbiamo incrociato la Giornata europea della Cooperazione. La Cooperazione è stata riconosciuta dall’Onu come uno dei fondamenti di una nuova economia sostenibile”.

BINOMIO CULTURA-COOPERAZIONE

Ecco allora, prosegue la presidentessa di CoopCulture, che “quest’anno non potevamo non stringere il binomio ‘cultura e cooperazione’ come quello che incrocia meglio i principi dell’Anno europeo del Patrimonio e i 17 goals dello sviluppo sostenibile”. Lo ha detto anche Silvia Costa nel videomessaggio inviato per l’occasione che “il nostro è il modello migliore per fare cultura in forma cooperativa e cooperando. Dall’Europa si chiede alla cultura di produrre valori condivisi e condivisibili. Questo crea quindi sviluppo nel senso di nuova economia sostenibile, inclusione sociale, dialogo interculturale e dialogo anche fra popoli e nazioni”.

SVILUPPO SOSTENIBILE

Anche il portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis) Enrico Giovannini ha avuto parole di apprezzamento per il lavoro di CoopCulture e ha annunciato di voler accogliere il mondo della cooperazione ‘in un gruppo lavoro (appena istituito, ndr) che pone la cultura come goal che attraversa tutti i goal’. Si tratta, spiega Barni, “di una grande soddisfazione, ma anche di una grande responsabilità che ci assumiamo nel fare della imprenditorialità culturale cooperativa un nuovo modello di business sostenibile esportabile in Europa attraverso network a formare una piattaforma europea”.

RAPPORTO PUBBLICO-PRIVATO

Oggi, conclude la presidentessa, “non siamo potuti essere presenti all’avvio delle consultazioni sul programma Europa Creativa condotte a Roma da Silvia Costa, ma abbiamo lo stesso inviato il nostro contributo: sono necessarie nuove competenze imprenditoriali e modelli di partenariato pubblico-privato, perché questo cambiamento non lo può fare una cooperativa da sola, ma va fatto tutti insieme al fianco delle istituzioni. C’è in ballo un cambiamento troppo grande per riguardare solo il pubblico o solo il privato in forma separata”.

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