Culture Concept StorePiccole realtà con un fortissimo legame col territorio in un percorso condiviso con le comunità locali di costruzione dell’offerta culturale. È questa per Letizia Casuccio, direttore generale di CoopCulture la ‘nuova frontiera’ dei luoghi di cultura per l’Italia. Una valutazione che assume un valore ancora più significativo se a dirlo è una donna che dirige appunto la più grande cooperativa italiana in ambito culturale e che gestisce mostri sacri come il Colosseo o i Civici Musei di Venezia. Casuccio parla con AgCult a margine della presentazione del Rapporto di Sostenibilità a Palermo ospitato negli spazi rinnovati del Museo archeologico Antonino Salinas nel cuore di Palermo. Un esempio concreto proprio di questa idea di spazi restituiti alla città e aperti alle comunità del luogo che li vivono e li animano.

“A partire da Palazzo Merulana a Roma – racconta Casuccio – nasce e si sviluppa Culture Concept Store, uno spazio contaminato dalle città. L’idea è quella di dividere le zone di accoglienza in quattro grandi linee guida e ognuna ha dentro due parole chiave: il comfort e la partecipazione”. CoopCulture nel 2018 ha dato (o darà a breve) vita a cinque Concept Store: Castello di Santa Severa a Santa Marinella, Palazzo Merulana a roma, Museo Salinas a Palermo, Terracina e il quinto a Todi sotto il Palazzo comunale (“che sarà il più bello”, assicura Casuccio).

IL CULTURE CONCEPT STORE

Il percorso di avvicinamento ai nuovi Culture Concept Store comincia con “una biglietteria completamente smaterializzata: non è un luogo dove si scambiano soldi o si danno i resti, ma un luogo dove il visitatore si informa e si orienta”, spiega il direttore generale. Il percorso prosegue poi con lo store vero e proprio che offre “una selezione di editoria indipendente, di artigianato e di prodotti tipici del territorio”. Il passo successivo è rappresentato dal Caffè “che è un bar sharing, una rete di produttori che sono nostri partner e non nostri fornitori coinvolti in prima persona nel racconto delle bellezze e delle eccellenze della zona”.

Infine, a Palermo, c’è il Culture Hub, di fatto una call che invita cittadini, operatori e istituzioni culturali “a costruire insieme a noi un network e un palinsesto partecipato di attività”. Un percorso partecipativo di produzione culturale all’interno del quale, i soggetti che svolgono attività socioculturali sono chiamati a concorrere insieme alla costruzione e alla promozione degli eventi.

“Immaginiamo piccoli eventi, ma con una presenza importante di pubblico. Noi non siamo quelli che vanno in un posto e comprano un’attività, siamo quelli che la costruiscono insieme al territorio. Per la call è previsto un comitato di valutazione dei progetti composto da quattro palermitani di chiarissima fama (Davide Camarrone, Ivan Scinardo, Marco Betta, Helga Marsala, ndr) e Cristina Da Milano dell’Eccom che sull’Engagment è la persona più competente”. Palermo Culture Hub si rivolge in primo luogo ad associazioni, istituzioni e operatori culturali del territorio. Pertanto, tutte le forme di espressione culturale e artistica sono invitate a proporre i propri progetti culturali innovativi per il Culture Concept Store.

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