Osservatorio PiemonteIn crescita, dopo un lungo periodo, le risorse pubbliche e private destinate alla cultura in Piemonte nel 2016 superando i 264 milioni di euro (+7,9%). Oltre 21mila imprese culturali e creative attive nel 2017 nella regione che hanno prodotto un valore aggiunto regionale del 4,5%. E ancora: oltre 6,5 milioni di visitatori nei musei piemontesi sempre nel 2017 in crescita dell’11% e con l’80% dei visitatori che si concentrano in tre musei di Torino: la Venaria Reale, il Museo Egizio e il Museo del Cinema. Sono alcuni dei dati positivi del 2017 raccolti dall’Osservatorio Culturale del Piemonte (Ocp) che ha raccontato, in occasione dei suoi vent’anni, come le “turbolenze del digitale” hanno rivoluzionato i consumi culturali.

L’OSSERVATORIO

L’Osservatorio Culturale del Piemonte ha come missione l’attività di ricerca, analisi dei dati e delle informazioni su consumi, risorse economiche e occupazionali, produzione e offerta culturale e la ricostruzione del quadro complessivo regionale; il caso italiano più longevo di osservatorio in ambito culturale che, proprio nel 2018 – Anno Europeo del Patrimonio Culturale – compie venti anni. Il ventennale è l’occasione per guardare quanto avvenuto all’interno del sistema cultura in una prospettiva di lungo periodo. Secondo Luca Dal Pozzolo, Direttore OCP, “Non è la cultura che cambia… A cambiare è il mondo, e la cultura dentro al mondo. Concentrarsi sulle minime variazioni dei dati, sui cambiamenti delle percentuali annuali, non è sufficiente. Dobbiamo cambiare prospettiva e capire quanto il digitale ha pervaso le nostre esistenze, impattando in modo capillare sui nostri comportamenti, dando origine a nuovi vissuti e a nuovi tipi di socialità oltre che a nuovi modi di consumare cultura”.

Ma se l’Osservatorio ha raccontato molti dati in crescita nel settore culturale piemontese, a fare da contraltare ce ne sono altri meno incoraggianti. In Piemonte, così come in Italia, il 2017 dell’esercizio cinematografico è caratterizzato da un segno negativo: nei 262 schermi, distribuiti in 54 comuni del territorio regionale, sono stati venduti 7 milioni di biglietti, il 12% in meno rispetto all’anno precedente, per un incasso complessivo di 43,8 milioni di euro, ovvero l’11% in meno di quanto realizzato nel 2016.

REGIONE PIEMONTE E COMUNE DI TORINO

Alla presentazione dei dati sono intervenute anche Francesca Leon e Antonella Parigi, assessori alla cultura rispettivamente di Comune di Torino e di Regione Piemonte.“I venti anni dell’Osservatorio Culturale del Piemonte – ha detto Francesca Leon – ci consentono di ragionare sui cambiamenti epocali avvenuti e su uno stile di vita digitale in cui siamo perennemente interconnessi. Per quanto riguarda gli obiettivi di lungo periodo è necessario guardare alla trasversalità: se pensiamo alle vite digitali, da colmare c’è un divario enorme tra competenze e conoscenze. Credo sia sempre più necessario lavorare sulla capacità innovativa delle nostre istituzioni culturali poiché più si alza la qualità, più si lavora su un ampliamento del pubblico, più si riesce a crescere come collettività”.

“Il Piemonte – ha spiegato Antonella Parigi – è stata una regione con una forte connotazione manifatturiera e la messa in crisi di questo settore ha generato una ferita profonda. Un risultato possiamo però dire di averlo raggiunto: in questi anni è cresciuta nei territori la consapevolezza dell’importanza della cultura per lo sviluppo. Sono fiera che finalmente la cultura venga riconosciuta come una leva di sviluppo importante. In relazione al digitale, credo ancor più che la tecnologia debba essere associata alla riscoperta dei saperi e del passato utilizzando le leve del presente, recuperando ciò che siamo stati per costruire l’umanità del futuro”.

RACCONTARE LO SCENARIO E CONTESTUALIZZARE I DATI

Il flusso dei contenuti culturali non è più compartimentabile: si ascolta musica lavorando, ci s’informa e si legge allo stesso tempo, navigando nella rete. Le vite sono cambiate ed è necessario cercare modi nuovi per raccontarle perché in questo contesto i dati non bastano. Di qui l’idea di adottare una diversa prospettiva d’analisi, che metta al centro le persone e i loro vissuti. Per far questo sono state realizzate circa 40 interviste a donne e uomini tra i 16 e gli 80 anni, con una prevalenza di adulti tra i 28 e i 40 anni, molti dei quali residenti a Torino e solo alcuni in piccoli centri di altre province del Piemonte. Un lavoro di analisi che l’Osservatorio ha deciso di raccontare attraverso la performance “Vite Digitali”, una rappresentazione della vita quotidiana che – in occasione della Relazione Annuale 2017 – mette in scena alcuni aspetti chiave emersi dal percorso di ricerca. Cinque ritratti realizzati con la collaborazione di Valter Malosti ed Elena Serra per rappresentare i comportamenti e l’impatto del digitale sulla vita delle persone e sulla quotidianità.

RISORSE ECONOMICHE: 264 MLN DESTINATI ALLA CULTURA NEL 2016

Le risorse pubbliche e private destinate alla cultura in Piemonte nel 2016 hanno superato i 264 milioni di euro. Dopo un lungo periodo si registra un segnale positivo e di incremento delle disponibilità finanziarie (+7,9% rispetto all’anno precedente). Un aumento delle risorse economiche che però corrisponde a disponibilità ben distanti dalle cifre pre-crisi del 2008: la scarsità di risorse è ancora routine difficoltosa per gran parte degli operatori. A incidere maggiormente sono le risorse erogate dalle amministrazioni comunali che, pur avendo nel 2016 ridotto del 12% le spese per la cultura rispetto all’anno precedente, rappresentano il 39% delle erogazioni complessive destinate al settore. Seguono la Regione a cui afferisce il 25% delle risorse, le Fondazioni Bancarie (22%, in lieve calo rispetto al 2015) e lo Stato (12%).

MUSEI E BENI CULTURALI NEL 2017

Nel corso del 2017, si conferma la tendenza positiva in atto già da qualche anno e che vede una progressiva crescita d’interesse nei confronti dei musei. In Piemonte si registrano 6,64 milioni di ingressi con un incremento dell’11% sull’anno precedente. Il dato si riferisce al pubblico dei 184 musei piemontesi aderenti al monitoraggio: 49 afferenti al sistema museale metropolitano di Torino e 135 distribuiti sul resto della regione. Considerando unicamente il gruppo di beni per i quali si dispone del dato in entrambi gli anni, si conferma il dato positivo del 2017 ma con una variazione contenuta (+ 3% sul 2016). Anche nel 2017, a trainare l’andamento positivo sono i beni dell’area metropolitana: ben l’80% degli ingressi riguarda infatti le sedi di Torino e solo il restante 20% si distribuisce su tutti gli altri beni della regione. In particolare, quasi 4 ingressi su 10 tra tutti quelli fatti nei beni del Piemonte sono riconducibili a 3 musei: la Venaria Reale, il Museo Egizio e il Museo del Cinema. Accanto ai 3 grandi catalizzatori, troviamo una dozzina di beni che si attestano tra 100 mila e 350 mila ingressi ma soprattutto un numero molto elevato di strutture che non raggiungono le 5 mila visite nel corso di un anno.

L’incremento degli ingressi non riguarda però tutti i musei del sistema: sono circa 40 i musei che nel 2017 hanno visto diminuire, anche con quote significative, le visite nella propria sede rispetto all’anno precedente. Il picco di ingressi riguarda il periodo primaverile (aprile-maggio) ma anche i mesi di agosto e ottobre. Cresce infine il numero di residenti in Piemonte interessati all’Abbonamento Musei: nel 2017 si contano infatti oltre 136 mila tessere vendute con un incremento del +6% sul 2016, anche se cala lievemente l’uso rispetto all’anno precedente.

I dati finora disponibili sul primo quadrimestre 2018 segnano un risultato negativo per i musei del sistema metropolitano: rispetto allo stesso periodo del 2017 si registra infatti un calo complessivo delle affluenze pari al 7,8%.

CINEMA: DIMINUISCONO GLI INGRESSI NELLE SALE

In Piemonte, così come in Italia, il 2017 dell’esercizio cinematografico è caratterizzato da un segno negativo: nei 262 schermi, distribuiti in 54 comuni del territorio regionale, sono stati venduti 7 milioni di biglietti, il 12% in meno rispetto all’anno precedente, per un incasso complessivo di 43,8 milioni di euro, ovvero l’11% in meno di quanto realizzato nel 2016. Il weekend continua a rappresentare il momento prediletto per recarsi nelle sale cinematografiche mentre, per quanto riguarda l’andamento mensile, si evidenzia una maggiore perdita di ingressi nel mese di gennaio: – 28% nel 2017 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, da attribuire all'”effetto blockbuster” di Quo Vado? il film campione di incassi di Checco Zalone nel 2016. Tra film più visti nel 2017 si segnala che 6 pellicole su 20 sono film d’animazione indirizzati principalmente ad un pubblico di famiglie e bambini che sembra essere quello ancor oggi maggiormente coinvolto da questo consumo.

Riguardo al trend negativo che emerge guardando i risultati ai botteghini degli ultimi anni, la concorrenza dell’offerta digitale rappresenta certamente uno dei fattori che influenzano fortemente la frequentazione dei cinema: la quantità di titoli messi a disposizione dai principali provider è oramai immensa, a fronte di costi di abbonamento o noleggio estremamente contenuti.

BIBLIOTECHE: AUMENTANO GLI ISCRITTI UNDER 14

La fruizione dei servizi offerti dalle biblioteche civiche del Piemonte risulta stabile nell’ultimo triennio. Nel 2016 sono state stimate da parte delle biblioteche civiche del Piemonte circa 1,8 milioni presenze, a fronte di poco più di 340 mila iscritti attivi, pari all’8% della popolazione regionale.

Tra gli iscritti, si registra un aumento degli under 14, segno di una concreta capacità da parte delle biblioteche piemontesi di coinvolgere i più giovani: il 12% circa della popolazione tra i 3 e i 14 anni è utente attivo di una biblioteca. Nel triennio 2014-2016 il patrimonio documentario è aumentato del 5% e i prestiti del 2%, mentre gli iscritti totali sono aumentati dell’1%. Il pubblico delle biblioteche si conferma molto attivo: l’indice di fidelizzazione – che restituisce la frequenza di lettura degli iscritti – è al di sopra degli standard nazionali, con 8,17 documenti presi in prestito per ciascun utente nel 2016.

Queste istituzioni, inoltre, si trovano ad affrontare la progressiva dematerializzazione del libro e il cambiamento stesso della pratica di lettura, imposto dall’affermarsi delle nuove tecnologie. In questa direzione va la creazione della Media Library On Line (MLOL), piattaforma di prestito digitale che mette in rete le biblioteche nazionali.

LA PRODUZIONE CULTURALE E CREATIVA

Nel 2017 in Piemonte si contano (Dati Fondazione Symbola) 21.065 imprese attive nella produzione culturale e creativa e nelle performing arts che hanno prodotto il 4,5% del valore aggiunto regionale corrispondente a 5.333 milioni di euro. Aumenta, a parità di numero di imprese attive sul territorio regionale, il numero di occupati (+3,6%) e la dimensione economica in termini di valore aggiunto prodotto (+4,3%), segno di una lieve ripresa che riguarda soprattutto i settori dell’industria culturale.

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