Esquilino Piazza Vittorio RomaSecondo appuntamento per il Forum pubblico “Esquilino chiama Roma”, che si tiene presso l’Acquario Romano dalle 17. Il primo incontro, tenutosi nella stessa sede lo scorso 31 maggio, ha avuto ampia partecipazione di cittadini, operatori economici, rappresentanti istituzionali e ha visto costituirsi quattro tavoli tematici:

  • patrimonio culturale
  • spazio urbano e mobilità
  • attività di commercio e ristorazione
  • vita e servizi nel quartiere

Nel nuovo incontro riprenderà il lavoro dei tavoli tematici, con l’obiettivo di realizzare la massima condivisione della conoscenza di base per ciascuno dei temi, a partire da:

  • progetti e studi già prodotti in passato e ritenuti tuttora validi;
  • banche dati esistenti e utili per la lettura della situazione attuale;
  • ogni altro elemento conoscitivo ritenuto di interesse per meglio focalizzare il tema.

IL FORUM

Il Forum Esquilino prende le mosse dal ritorno in chiesa della statua restaurata di S. Bibiana. In quell’occasione, gli animatori del Forum si sono chiesti se da un così importante intervento si potesse ricevere lo stimolo per un «restauro» di tutto il Rione. “Questo ritorno della scultura berniniana in via Giolitti ci invita ad aprire gli occhi su tutti i beni culturali che sono proprio qui, lungo la strada che da Porta Maggiore conduce alle Terme di Diocleziano, collegando la Basilica neopitagorica, il Tempio di Minerva medica, S. Bibiana, il poderoso fianco della Stazione progettato dal Mazzoni, l’Ambra Jovinelli, la Cabina ACEA del Costantini, l’acquedotto romano dell’Anio Vetus e così via”. Il Forum Esquilino vuole invece proporre di pensare come, a partire dalla conoscenza ed apprezzamento dei monumenti, la vita del Rione possa venire rigenerata, sviluppando una nuova attrattività positiva.

“Da parecchi anni si stanno realizzando, o si tenta di realizzare, interventi di recupero e restauro edilizio nel Rione – fanno presente gli organizzatori -. Altri arriveranno. Tanti altri tentativi di riqualificazione riguardano invece non le cose ed il sito, ma le persone che lo abitano e lo frequentano. Sono tentativi numerosi e spesso apprezzabili, ma ancora troppo scollegati fra loro. Non partono da una conoscenza complessiva dell’area. Roma Capitale non ha ancora assunto una responsabilità di regia. Questo scoordinamento rende ogni intervento faticoso, più lento, più costoso, meno efficiente ed efficace”.

Il riconoscimento di valore del patrimonio culturale “può aiutarci, perché è di tutti noi, riguarda la nostra vita e la nostra memoria, può essere l’alimento per il nostro futuro, come un seme lo è per la nuova pianta che da esso nasce. Rilanciando la collaborazione fra residenti, università, operatori culturali ed economici interessati al miglioramento integrato dell’Esquilino, potremo arrivare non soltanto a definire un Progetto Urbano realistico e condiviso, ma soprattutto ad individuare il percorso amministrativo, organizzativo, finanziario per realizzarlo davvero in tempi ragionevoli”.

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