Sistema museale nazionale‘Burocrazia zero’, sistema di accreditamento senza scambi cartacei, autovalutazioni informatiche, comunicazione digitale. Sono alcune delle novità introdotte dal direttore generale della Dg Musei del Mibac Antonio Lampis attraverso il decreto direttoriale “Prime modalità di organizzazione e funzionamento del Sistema Museale Nazionale”. Parole che raramente si sentono nella Pubblica amministrazione ma di cui il dg Lampis ha fatto quasi un mantra da settembre scorso, da quando cioè si è insediato alla Direzione Musei. Il decreto, datato 20 giugno 2018, è stato già oggetto di confronto con ICOM, ANCI, altre associazioni di categoria e i rappresentanti delle Regioni.

Un decreto frutto anche dei primi colloqui con il Ministro Alberto Bonisoli e delle indicazioni programmatiche del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, rese recentemente in Parlamento (“La forma non può essere scambiata per legalità: troppo spesso gare formalmente perfette nascondono corruzione e non impediscono la cattiva esecuzione (…). Dovremo lavorare alla semplificazione della disciplina normativa. L’ipertrofia normativa contribuisce all’incertezza giuridica, che finisce per avvantaggiare i disonesti e penalizzare i cittadini e le imprese che operano nella legalità […]”).

LA NASCITA DEL SISTEMA MUSEALE

A fine febbraio l’ex ministro Dario Franceschini aveva firmato il decreto che istituiva il sistema museale nazionale. Quel decreto ministeriale definiva contestualmente anche le modalità di accreditamento dei singoli luoghi di cultura e adottava i Livelli uniformi di qualità (LUQ) ai quali ogni museo deve adeguarsi per poter entrare nel Sistema nazionale. Alla Direzione Generale Musei del Ministero era affidato il compito di mettere a punto l’organizzazione del Sistema, di predisporre gli strumenti di identificazione del sistema museale (compreso il logo), di realizzare e tenere aggiornato l’elenco dei luoghi della cultura aderenti alla rete.

IL DECRETO

La Direzione generale Musei ha quindi previsto un sistema di collegamento dei musei e di accreditamento di coloro che raggiungeranno i livelli minimi di qualità funzionante senza scambi cartacei, fondato sui modelli di autovalutazione in piattaforma informatica (che sarà attivata entro ottobre 2018), utilizzabile anche per la verifica successiva e periodica, secondo modelli sperimentati con successo da grandi operatori della valutazione dei servizi al pubblico, come Tripadvisor.

Il decreto che approva le prime linee di organizzazione e funzionamento del sistema stabilisce che la commissione prevista nel Decreto ministeriale 113/2018 sia organizzata e operi a “burocrazia zero”. E che il suo funzionamento sia fondato sulla costante comunicazione digitale tra i componenti, con uso sempre ammesso e favorito della videoconferenza e dell’assenso esprimibile di norma attraverso la piattaforma informatica. Il processo di accreditamento produrrà un voto, leggibile da chiunque, da 0 a 10.

I musei (anche non statali) entreranno a far parte del Sistema a partire dal punteggio di 6,0. Tuttavia, stabilisce il decreto, con un punteggio minore i musei registrati si intendono lo stesso “collegati al Sistema museale nazionale per l’avvio di un percorso di crescita e di consapevolezza sugli standard museali”. Nel decreto viene poi formalizzato l’appuntamento bimestrale alla Sala Ottagona delle Terme di Diocleziano dedicato a dare visibilità al Sistema museale nazionale. Sarà infine previsto un incontro annuale dei direttori dei musei italiani.

Approfondimenti:

Leggi il decreto della Dg Musei

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