Cultura, rigenerazione, cura del territorio: sono alcune delle parole chiave uscite dalla tavola rotonda “Connecting innovation” che – il 14 luglio all’Ex lanificio di Napoli – ha visto confrontarsi il team Re-Generation (Y)outh con alcuni “innovatori” della Campania e non solo. Re-Generation (Y)outh è un gruppo di giovani donne campane e lucane che a giugno a Strasburgo ha partecipato all’European Youth Event con altri ottomila giovani mentre gli “innovatori” sono professori, associazioni, start up, che lavorano tutti i giorni sul territorio. Dalla cultura all’ambiente passando per crowdfunding e progetti digitali: si fa innovazione in tanti modi ma un approccio transdisciplinare è quello che permette di costruire connessioni che si alimentano a vicenda.

RIPARTIRE DAL TERRITORIO

È proprio la contaminazione di più saperi (rigenerazione urbana, ambiente e patrimonio culturale sono solo alcuni esempi) a caratterizzare il team Re-Generation (Y)outh: “Abbiamo affrontato le sessioni a Strasburgo proprio applicando il principio della transdisciplinarità”, racconta la team leader del gruppo Giusy Sica sottolineando che “innovazione non è solo dialogo con la tecnologia ma soprattutto contenuti e conoscenze”. Re-Generation (Y)outh ha portato al Parlamento europeo le buone prassi provenienti dal territorio campano e lucano facendo delle proposte sui temi trattati. In attesa di sapere se le loro idee saranno inserite nel report del Parlamento europeo, le giovani donne del team non si fermano e hanno in mente nuovi programmi. “Il progetto si aprirà sia ad altri giovani che vogliono intraprendere questo percorso sia alle comunità e ai territori – afferma Sica – per continuare a rappresentare le buone prassi e costruire connessioni: lavorare fattivamente per rendere più partecipato il nostro territorio”.

IL CONFRONTO TRA “INNOVATORI”

Alla tavola rotonda di Napoli si sono confrontate diverse realtà che fanno della rigenerazione urbana la carta vincente di un’innovazione continua. Si tratta di: Antonio Martiniello (Officina Keller), Maria Camilla Spena (Università degli Studi di Napoli Federico II), Salvatore Pope Velotti (INWARD), Ilaria Vitellio (MappiNa), Aldo Petrucciani (Commissione Gestione imprese della cultura – Ordine dei Commercialisti di Napoli), Maurizio Simeone (CSI Gaiola ONLUS), Alfonso Santoriello (Ancient Appia Landscapes- Università di Salerno), Paolo di Lauro (Meridonare), Gabriele Granato (3d0 Digital Agency), Anna Ruggiero (Crowdfunding Formazione) e Rosy Rox, artista e performer (“l’arte è quel processo che mi ha salvata”, ha detto).

Alfonso Santoriello è alla guida di Ancient Appia Landscapes, progetto che nasce dalla volontà di affrontare in modo organico lo sviluppo topografico del tracciato della Via Appia a sud di Benevento, inserendolo in un più ampio programma di ricostruzione dei paesaggi antichi. “Il lavoro quotidiano dei nostri ricercatori ha dato l’impronta a step successivi orientati a perseguire le indicazioni della convenzione di Faro sul campo”, sottolinea Santoriello ripercorrendo la storia di Ancient Appia Landscapes. Fondamentale in questo contesto il lavoro di squadra: “Non collaborare realmente produce paesaggi dell’abbandono”, afferma Santoriello.

Presente anche l’ordine dei Commercialisti di Napoli, che al suo interno ha una commissione dedicata alle imprese della cultura. “Stiamo lavorando a un protocollo d’intesa con Ales, società in house del ministero dei Beni culturali e con il segretariato regionale del Mibac per quanto riguarda le reti delle imprese culturali e creative”, spiega Aldo Petrucciani, presidente della Commissione Gestione imprese della cultura dell’Ordine dei Commercialisti di Napoli. “Si può fare impresa culturale profit in questo ambito”, afferma Petrucciani ricordando alcuni dati del rapporto “Io sono cultura” di Symbola-Unioncamere: 92 miliardi di euro generati dal sistema produttivo culturale e creativo, il 6 per centro del Pil.

Maria Camilla Spena è professoressa di Diritto amministrativo all’Università Federico II e direttrice del Coordinamento di settore in Beni culturali, Diritti umani e integrazione sociale presso il Centro Europe Direct LUPT “Maria Scognamiglio” dell’Ateneo federiciano. Si tratta di un “centro interdisciplinare dove c’è la possibilità di dialogare con architetti, ingegneri, sociologici, filosofi”, spiega la professoressa che al Centro si occupa di Anno europeo del patrimonio culturale, beni culturali, sviluppo territoriale sostenibile. Il Centro Lupt è attivo sul territorio dell’Area metropolitana di Napoli, della provincia di Avellino e in quella di Benevento.

Inward è un osservatorio sulla creatività urbana (street art, urban design, graffiti, muralismo) con sede a Napoli, nel quartiere periferico di Ponticelli. Tutto iniziò qualche anno fa con il volto di una bambina rom ritratto sul muro di un palazzo e da allora la riqualificazione artistica della città non si è più fermata. Inward, infatti, ora coordina il Parco dei Murales, un programma di creatività urbana. “Si tratta di un lavoro complesso – racconta Salvatore Pope Velotti, direttore sviluppo di Inward –, abbiamo attivato dei laboratori insieme ai residenti per realizzare murales che rappresentano valori, bisogni e sogni di chi ci vive”. Le facciate realizzate sono in tutto otto: l’ultima è in via di realizzazione grazie a una raccolta fondi realizzata insieme a Meridonare.

Meridonare è una piattaforma di crowdfunding sociale della Fondazione Banco di Napoli che sostiene idee sociali, culturali e innovative per sviluppare il dono nella sua accezione filantropica e il senso di comunità. Dono, comunità, condivisione, merito e meridione sono le parole chiave che caratterizzano la piattaforma. “L’idea è quella di aiutare a sviluppare progetti sociali – commenta Paolo Di Lauro di Meridonare –. Il nostro è un crowdfunding di comunità e di relazioni, che sono ingredienti fondamentali”. “L’innovazione la pratichiamo giorno per giorno – continua Di Lauro – e l’interdisciplinarietà fa la differenza”.

3d0 è una digital agency specializzata nella realizzazione di progetti digitali e campagne di web marketing, sviluppo software e app: dei veri e propri sviluppatori di idee digitali. “Una delle parole chiave che mi porta a essere qui oggi è ‘cultura’ – spiega Gabriele Granato, co-founder di 3d0 -. L’innovazione è sempre in divenire e nell’ultimo periodo mi sono imbattuto nel settore culturale e nella valorizzazione del patrimonio culturale attraverso il web e gli strumenti tecnologici”. 3d0 segue alcuni siti archeologici come quello di Paestum: “Una connessione tra lavoro e passione”, sottolinea Granato.

MappiNa è una piattaforma di mapping collaborativo che coinvolge direttamente i cittadini: una mappa interattiva in grado di sviluppare una nuova narrazione urbana. Si tratta di “un progetto che fa raccontare ai cittadini un’immagine diversa della città attraverso cinque categorie”, spiega Ilaria Vitellio, che da sempre si occupa di processi di rigenerazione a leva culturale. Dopo qualche mese dal lancio, MappiNa da Napoli inizia a viaggiare per l’Italia, mettendo la piattaforma a disposizione anche per la realizzazione di mappe alternative di altre città. MappiNa ha lanciato inoltre la call Mapping Street Art, che quest’anno è stata inserita nel calendario dell’Anno europeo del patrimonio culturale.

La Gaiola Onlus è un centro di studi interdisciplinari che nasce nel 2004 come evoluzione di un progetto di ricerca nel quale, per la prima volta, è stata eseguita una specifica analisi territoriale sul sistema ecologico marino-costiero di Posillipo nel Golfo di Napoli. “Il nostro centro studi comunica le attività di ricerca”, afferma Maurizio Simeone, direttore della Gaiola Onlus sottolineando l’importanza di “trasmettere alla collettività qual è l’importanza del nostro patrimonio e far comprendere l’esigenza della tutela”. La speranza è anche quella di “dare un valore ai rifiuti – dice Simeone – reintroducendo il concetto di ‘vuoto a rendere’ perché le campagne di sensibilizzazione non risolvono il problema”.

Il crowdfunding è un modello di finanziamento, ma è anche un’occasione di condividere idee e progetti. Anna Ruggiero – fondatrice di Crowdfunding Formazione e consulente esperta in business e raccolte fondi online – sottolinea che “il crowdfunding non è lo sviluppo di raccolta fondi ma la costruzione di un’identità di idee da condividere in un progetto individuale o di gruppo. Quando si sbaglia nel crowdfunding è un valore aggiunto: non raccogliere fondi è la capacità di rendersi conto che bisogna riorganizzare il processo” migliorando le tecniche per coinvolgere le persone in un progetto.

Leggi anche:

Quando l’innovazione è transdisciplinare, dall’idea al team: Re-Generation (Y)outh si racconta

Non solo agricoltura: lo sviluppo delle aree rurali europee passa anche per la cultura

European Youth Event: cultura e best practice italiane protagoniste a Strasburgo

Rispondi