FUS Camera MolliconeSi è tenuta a Montecitorio la conferenza stampa del neocostituito Movimento spettacolo da vivo per “denunciare pubblicamente” i danni provocati ai vari settori dello Spettacolo dal vivo dalle commissioni consultive relative al FUS (Fondo Unico dello Spettacolo). Presenti, tra gli altri, alcuni componenti delle commissioni Cultura di Camera e Senato: Cristina Patelli (Lega), Nicola Acunzo (M5S), Antonio Iannone e Federico Mollicone (Fdi) e il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (Fdi).

Con questa conferenza Stampa, Il Movimento ha voluto denunciare i “gravi danni provocati ai vari settori dello Spettacolo (Teatro, Danza, Musica, Circo, ecc.) dalle commissioni consultive, relative al Fus per il triennio 2018/2020, nominate dal governo uscente, le quali azzerano di fatto centinaia di imprese storiche e di riconosciuto valore, creando un danno occupazionale per migliaia di lavoratori fra artisti e tecnici”.

Con l’entrata in vigore del nuovo DM del 27 luglio 2017, spiega il Movimento, “viene sancito un fatto gravissimo: l’accesso ai contributi ministeriali in favore delle imprese dello spettacolo viene sottoposto prima di ogni valutazione dei dati quantitativi (oneri sociali, paghe, giornate lavorative, recite, piazze, ecc.) ad un preventivo e insindacabile giudizio di “qualità” ad opera di cosiddetti “esperti” del settore che, nonostante la loro carente conoscenza della maggior parte delle realtà su cui sono chiamati ad esprimersi, hanno pieno potere di annientare o far crescere una struttura, in maniera del tutto arbitraria”.

“Questo viene fatto attraverso giudizi espressi esclusivamente mediante valori numerici, senza che vengano forniti alle strutture ulteriori parametri di riferimento o motivazioni scritte che facciano presumere uno studio approfondito dei programmi e delle domande da loro presentate. E’ evidente che questo strumento di sbarramento conferito alle Commissioni attribuisce loro un potere spropositato e privo di controllo”.

In particolare, il Movimento chiede al ministro Bonisoli e al governo, “fiduciosi che possa davvero essere il governo del cambiamento, di far luce su quanto avvenuto e di intervenire immediatamente in autotutela, per procedere alla nomina di nuove commissioni che possano rivalutare le domande delle realtà escluse, individuando criteri di equa proporzionalità nella redistribuzione delle risorse stanziate o utilizzando ulteriori fondi. L’attuale Governo, qualora decida di non affrontare il problema, si assume il rischio di subire ogni azione anche in sede giurisdizionale che verrà certamente intrapresa dallo scrivente Movimento e da tutte le imprese illegittimamente danneggiate”.

RAMPELLI

“Offro la solidarietà e la disponibilità a un impegno”, ha dichiarato il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (Fdi). “Siamo in presenza di monumenti della cultura italiana. La domanda quindi è solo una: perché delle commissioni non hanno trovato gli strumenti per tenere in vita queste realtà? Forse c’è stato poco tempo per approfondire e analizzare i progetti, forse il precedente governo è arrivato lungo e non si sono fatte analisi approfondite” si chiede. “La cultura è al di sopra delle parti, è pluralismo, e va preservata e rispettata a prescindere dai colori politici. Non voglio pensare che sia stato dato un aiutino solo a qualcuno. Lancio quindi due appelli, alle commissioni e al ministro Bonisoli”. Quest’ultimo in particolare “si svegli e capisca che qualcuno gli sta sottraendo il diritto alla programmazione in questo comparto che comunque gli spetta”.

MOLLICONE

“La presenza istituzionale trasversale della commissione Cultura dimostra la nostra solidarietà e il desiderio di aiutarvi a organizzare un incontro con il ministro”, spiega Federico Mollicone. “Al di là delle appartenenze è infatti importante aiutarvi ad ottenere giustizia. Fdi per prima ha presentato interrogazioni per denunciare questa vicenda ma oggi abbiamo partecipato come componenti delle commissioni di Camera e Senato con i colleghi della Lega, di Fi e del M5S che hanno voluto portare la solidarietà agli artisti. Un’ultima interrogazione firmata trasversalmente, chiederà al ministro di riesaminare in autotutela gli esclusi e in subordine finanziare ulteriormente il Fus. Chiederemo anche che il movimento possa incontrare il Ministro e i sottosegretari Borgonzoni e Vacca per salvare la scena italiana da un’ipoteca davvero ‘sinistra’. Bonisoli ascolti le vostre istanze, le istanze dello spettacolo dal vivo italiano, un patrimonio artistico che è fondamentale che non vada disperso”.

PATELLI

“Recentemente ho avuto modo di verificare che proprio in coda alla passata legislatura la commissione ha deciso di penalizzare alcune rappresentazioni di spettacoli dal vivo che racchiudono, guarda caso, le caratteristiche citate dal Ministro con attenzione a favore di altre realtà più d’avanguardia ma senza un concreto riscontro in termini di ricaduta territoriale”, rende noto Cristina Patelli della Lega. “Sono stati esclusi dal Fus – spiega la deputata – festival che permettono di dare lavoro a tantissime compagnie, che si collegano in modo perfetto con il turismo del luogo, in una sinergia che da anni unisce e lega cultura, storicità e turismo, tenendo conto proprio delle specificità, e cito ad esempio il Festival “Acqui in Palcoscenico” in Piemonte, sul territorio alessandrino, tra città e provincia, che ad oggi è stato penalizzato economicamente. E messo a rischio di sopravvivenza”.

“Chiedo quindi di voler concretizzare senza indugio il potenziamento della disponibilità del Fus, ma soprattutto di riporre l’attenzione che è necessaria sugli elementi di premialità, affinché non siano penalizzati storici eventi che si fondono con la cultura di un luogo e che oltre al consenso sono collegati alla tradizione dei territori”.

ACUNZO

“Porto la vicinanza del M5S e voglio ribadire che nelle linee programmatiche presentate qualche giorno fa dal ministro Bonisoli c’è la revisione della modalità di assegnazione dei Fondi, oltre a rafforzare impegno per lo spettacolo dal vivo, per il cinema e per l’audiovisivo”, ha sottolineato Acunzo.

GLI ESPONENTI DEL MOVIMENTO

“Si tratta di una questione che coinvolge anche i lavoratori del circo”, ha spiegato Paride Orfei. “Noi quest’anno, per esempio, abbiamo investito per costruire un’accademia e ci siamo svegliati una mattina senza il Fus. Siamo tutti in queste acque torbide, quindi siamo in perfetta linea e sintonia con quanto sottolineato dal Movimento”.

“La finalità della nostra azione è quella di tornare a dare al cittadino la libertà di scelta culturale, un lavoro, un orientamento di vita, il benessere e la giustizia”, ha sottolineato Renato Greco, direttore artistico dell’Associazione European Choreographic Organization-Italia. “L’azione dovrà essere presentata al governo e in particolare al ministro dei Beni culturali, perché è rivolta a contestare le assegnazioni economiche che sembrerebbero non essere il frutto di un corretto nè logico riconoscimento della verità, sia nei riguardi degli esclusi che nei riguardi degli ammessi. Sembrerebbe un iter che si sta ripetendo ormai da anni, volto a ridurre sempre più le assegnazioni con grave pregiudizio di tante realtà artistiche le quali, trovandosi prove di risorse economiche, si vedono costrette a chiudere e ad interrompere le loro attività, a favore di poche realtà che invece riescono a beneficiare dei finanziamenti. Si tratta di un comportamento che il ministero sta portando avanti anno dopo anno mediante l’adozione di continui decreti ministeriali”, ha concluso Greco.

LE RICHIESTE DEL MOVIMENTO SPETTACOLO DAL VIVO

Sono cinque le richieste avanzate dal Movimento spettacolo dal vivo.

  • Nomina di nuove commissioni consultive attingendo dall’Elenco del bando per il triennio 2015/2017 indetto dal Mibac, con l’esclusione di tutti i membri che ne hanno già fatto parte
  • Inserimento nelle commissioni consultive di un commissario super partes di controllo, senza diritto di voto, nominato dal ministro della Giustizia. Il soggetto dovrà essere un esperto altamente qualificato per ogni settore, in rappresentanza degli ambiti Musica, Teatro, Danza, Circhi e Spettacolo viaggiante.
  • Riesame di tutte le domande con inserimento di griglie di valutazione dei punteggi, per la conferma o la variazione delle determine già assunte, comprese quelle degli eliminati.
  • Che l’intervento economico suppletivo al Fus 2018, che sembrerebbe essere stato disposto dal nuovo ministro, venga utilizzato a favore degli esclusi e secondo il Decreto ministeriale 1/7/2014 per ottenere l’anticipo del 70 per cento del contributo già concesso nell’ultimo anno del triennio precedente. Questo a copertura delle spese sin qui sostenute e/o da sostenere alla data del 30 settembre per l’attività già iniziata e contrattualizzata.
  • Solo dopo aver preso conoscenza dell’esito dei singoli ricorsi al Tar, si richiede il Rinvio di tutte le assegnazioni definitive Fus 2018 a consuntivo.

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