Silvia Costa Europa Creativa“Sulle risorse per la cultura (e per Europa creativa) si faccia una battaglia comune in Europa. Spero che il ministro Bonisoli lo faccia ai tavoli europei, noi faremo la nostra parte”. Lo ha detto l’eurodeputata Silvia Costa nel corso dell’audizione alla commissione Cultura della Camera dei Deputati. La Costa è stata chiamata a illustrare il nuovo programma Europa Creativa per il 2021-2027 di cui è relatrice nella Commissione CULT dell’Europarlamento. Costa ha segnalato e apprezzato che il Parlamento svolga l’esame della proposta di modifica del programma in parallelo con l’esame in Europa.

Non è stato facile in questi anni, ha ricordato Costa, “affermare la centralità della cultura in Europa e ne vediamo gli effetti. È stata fatta una grande interlocuzione negli anni scorsi con il Parlamento e i governi italiani fin dal 2014. E proprio in questa fase è nata una policy sulla cultura. Abbiamo aperto nuove vie dedicate alla cultura. L’accesso alla fruizione del patrimonio culturale per prima cosa è fondamentale. Ci sono tuttavia ancora troppi ostacoli all’accesso alla cultura”.

Questa audizione, ha sottolineato Costa, si colloca “nella fase ascendente, che ho sempre seguito e che mi vedrà colloquiare con tutti gli Stati Membri e gli stakeholders in vista della presentazione del testo in novembre in Commissione CULT. L’intenzione del PE è di riuscire a portare in votazione il testo nella plenaria di febbraio, per avere il mandato ad avviare il negoziato con il Consiglio, che non potrà esaurirsi in questa legislatura ma sarà la base da cui dovrà partire la prossima”.

L’AGENDA DELLA CULTURA

Silvia Costa ha poi delineato il quadro complessivo rappresentato dalla nuova agenda della cultura Ue in cui il nuovo programma Europa Creativa si muove. Un quadro in cui si inscrive anche la Convenzione di Faro che ha configurato un diritto e una responsabilità delle comunità sul patrimonio culturale. “Sono felice che, dopo la firma fatta nel 2013 dal Governo italiano ora il Parlamento abbia presentato una proposta di legge per arrivare alla ratifica. Importante che avvenga nel 70 anniversario dei Diritti umani”. (Per approfondimenti: Dall’economia al digitale: l’Europa ha una nuova Agenda per la cultura).

IL LAVORO DELLA COMMISSIONE

Dagli Atti parlamentari, spiega la Costa, “ho avuto modo di leggere le relazioni molto interessanti fatte dal relatore delle due Comunicazioni Agenda europea e Costruire un’Europa più forte, Paolo Lattanzio, e della relatrice di Europa Creativa, Flora Frate e degli interventi dei membri. Condivido la sottolineatura fatta da Lattanzio del passaggio segnato dalla dichiarazione dei leader fatta a Roma per il 70esimo dei trattati sullo sviluppo culturale nonché della importanza dell’inserimento di educazione e cultura nel pilastro europeo sociale approvato a Göteborg nel novembre 2017. Una conferma che la cultura è riconosciuta per il suo ruolo di crescita e di coesione in un’Europa in fase di profondo cambiamento e per costruire la cittadinanza europea e l’unità nella diversità, che è la cifra dell’Europa”.

Dalla relazione Frate emerge poi “con chiarezza il duplice valore, intrinseco ed economico, generato dal settori culturale e creativo in termini di contributo al PIL, occupazione e numero di imprese e quindi la necessità di rafforzare la cooperazione e la competitività ma anche l’accesso più vasto alla cultura in una dimensione internazionale”.

IL NUOVO QUADRO

“Diciamo una cosa dolorosa che riguarda le risorse – ha detto Costa -: Il quadro pluriennale finanziario globale arriva a circa 1.100 miliardi. Il segno meno prevale. In questo quadro Europa creativa tuttavia ha ottenuto un aumento: da 1,4 mld a 1,8 mld. Tuttavia saranno risorse inadeguate. Come avete giustamente messo in evidenza anche voi nelle relazioni, le risorse dedicata a Europa creativa, sono del tutto inadeguate per sostenere i nuovi obiettivi, le nuove linee di azione e l’ampliamento della missione a nuovi obiettivi, tra i quali il pluralismo e la qualità dei media. Sulle risorse – ha chiesto Costa -, si faccia una battaglia comune in europa e spero che lo faccia il ministro Bonisoli ai tavoli europei, noi faremo la nostra parte”.

LE NOVITA’

Dopo aver descritto l’importanza del programma Europa Creativa per la cultura europea in questi anni. La struttura del programma viene confermata, come il Parlamento europeo ha chiesto nel rapporto sulla implementazione di cui la Costa è stata relatrice. Tre settori: Cultura, Media e transettoriale. “Cultura si arricchisce di nuove azioni – ha spiegato -, con miglior sostegno alla mobilità degli artisti, al libro e editoria, alla musica (basata sul progetto pilota Music Moves Europe), al patrimonio culturale anche se troppo specifica su architettura e apertura ad altri settori come design, moda, turismo culturale. In Media non c’è rivoluzione ma viene più accentuata la attenzione alla presenza delle donne nel settore e digitale. In transettoriale, oltre a sostenere i Desk nazionali, finalmente si sosterranno attività interdisciplinari e laboratori creativi”. Inoltre è “importante che sia nel Regolamento della Coesione, Erasmus, Horizon, Invest EU, politica estera e di cooperazione, siano individuate cultura e educazione”.

LE PROPOSTE

Silvia Costa ha poi lanciato le sue proposte (chiedendo alla Commissione di sostenerle) per correggere alcune criticità. Innanzitutto, “rendere più cogente il rapporto e l’integrazione tra i diversi i programmi (risorse e azioni). Aggiungere un obiettivo generale sulla qualità della produzione artistica e attenzione maggiore agli artisti e creativi. Il regolamento è molto light e si limita ai titoli. Non descrive le azioni, non mette le priorità. La Commissione non può tenersi le mani troppo libere.

CULTURA – La Cultura resta il settore più sottofinanziato. Mancano i riparti interni alla quota di finanziamento tra le tre azioni orizzontali, settoriali e specifiche. Mancano indicatori qualitativi che vanno diversificati in rapporto alle specificità dei bandi. Abbiamo chiesto un incontro tecnico con la Commissione a settembre. Mancano i dettagli che fanno la differenza. Specificare priorità di ciascuna delle nuove azioni. Nel settore dei premi va aggiunto il premio europeo per il Teatro che era presente, ma va ripristinato.

MEDIA – Silvia Costa chiede di “rendere più espliciti i collegamenti con la Direttiva AVMS. Riprendere anche la dizione ‘indipendenti’ rispetto ai soggetti che chiedono risorse per il sottoprogramma Media. Indicare i generi animazione, kids, docu, shorts che mancano rispetto al programma precedente.

TRANSETTORIALE – Per la Costa “è molto innovato, è stato creato sulla formazione dei giornalisti e sulla pluralità dell’informazione”.

IL RACCONTO DELL’EUROPA

Infine Silvia Costa, rispondendo a una domanda, ha ricordato di aver letto “un bell’articolo di Paolo Rumiz sul vuoto narrativo intorno all’Europa. Ha ragione, ma posso dire che i contenuti e i risultati ci sono e abbiamo cercato in questi anni di creare le condizioni, l’attenzione e il coinvolgimento degli intellettuali e degli artisti per aiutarci a dare voce a questa Europa impegnata per il meglio delle nostre comunità. La diversità culturale – ha concluso Costa – è una ricchezza: il nostro impegno sarà affinché ci sia una linea dedicata per gli artisti al racconto dell’Europa che faccia tesoro dell’Anno europeo del patrimonio culturale”.

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