La grande sfida della gestione del patrimonio culturale si vince più o meno facilmente quando si parla di grandi attrattori. Più difficile, invece, è cercare di promuovere le aree interne, una realtà con un potenziale enorme ancora inespresso. Lo sa bene Alfonso Santoriello, alla guida del progetto Ancient Appia Landscapes, che dal 2011 “indaga” il tracciato della via Appia a sud di Benevento inserendolo in un più ampio programma di ricostruzione dei paesaggi antichi. Il progetto è svolto nell’ambito delle attività del dipartimento di Scienze del patrimonio culturale dell’Università di Salerno: l’obiettivo, spiega Santoriello in un’intervista ad AgCult, “non è solo quello di ricomporre il tracciato, ma anche di valutare un contesto più vasto e intercettare le caratteristiche ambientali nel loro complesso, dando forma e vita ai paesaggi intesi come interazione uomo-ambiente”. Comprendere, quindi, come si caratterizzavano questi paesaggi e come interagivano con le comunità.

PROCESSO PARTECIPATIVO PARTENDO DALLE COMUNITA’

Qui entra in gioco la convenzione di Faro (sottoscritta nel 2013 dall’Italia ma non ancora ratificata dal Parlamento) che – muovendo dal concetto che la conoscenza e l’uso dell’eredità culturale rientrano fra i diritti dell’individuo – invita gli Stati a promuovere un processo di valorizzazione partecipativo. C’è un “filone di ricerca parallelo” che ha spinto Ancient Appia Landscapes a fare un passo avanti e a “verificare se la convenzione di Faro è applicabile o meno”, prosegue Santoriello spiegando che il progetto porta avanti “attività e iniziative a favore e con le comunità, che non sono solo le amministrazioni, con le quali abbiamo portato avanti operazioni importanti, ma le persone che abitano e producono in questi sistemi territoriali”.

Partendo dai principi scritti nella convenzione di Faro, quindi, si è passati a un’operazione di comunicazione: “Abbiamo deciso di realizzare un brand del progetto che costituisse il simbolo sia dell’attività di ricerca sia del territorio che è protagonista – afferma Santoriello -. Volevamo fare passi decisi verso la promozione del nostro ‘prodotto’ basandoci su un sistema aperto, di condivisione dati con un sito web e l’uso dei social. Se volevamo raggiungere e far comprendere le indicazione della convenzione di Faro, dovevamo comunicarla nella maniera più diretta possibile”.

L’obiettivo è “far capire cosa significa tutto questo, far capire che con la condivisione di memorie del patrimonio si diventa ‘guardiani’ del paesaggio. Mettendosi insieme si diventa più forti”.

LA REGINA VIARUM E IL PRINCIPIO DELLA PIRAMIDE ROVESCIATA

Ad Ancient Appia Landscapes, quindi, si lavora tutti i giorni applicando i principi della convenzione di Faro. “Anche attraverso la comunicazione abbiamo riorientato parte del progetto – sottolinea Santoriello -: sulla base dei riferimenti e delle curiosità che ci arrivavano, abbiamo deciso di reindirizzare eventuali operazioni di conoscenza e approcci sul campo che favorissero una più immediata comprensione dei principi della convenzione di Faro. In tale direzione ci siamo mossi anche con le amministrazioni”. Nel 2017, ricorda il professore alla guida di Ancient Appia Landscapes, “è stato ratificato il protocollo d’intesa per la costituzione della rete dei Comuni della via Appia Regina Viarum”.

I comuni coinvolti sono quelli interessati dal passaggio dell’antica strada romana, nel tratto tra Benevento ed Aeclanum (Benevento, San Nicola Manfredi, San Giorgio del Sannio, Calvi, Apice, Venticano, Bonito e Mirabella Eclano): il protocollo “contiene espressamente un riferimento alla convenzione di Faro per la sua applicazione”, continua Santoriello sottolineando anche il ruolo dell’archeologia. “I ricercatori molto spesso vengono visti come quelli che, dopo aver fatto ricerca, vanno via non lasciando nulla alla comunità. In questo caso non è così”, rileva Santoriello facendo l’esempio di una piramide rovesciata. “Noi siamo la punta e siamo in basso: tutto quello che produciamo insieme alla comunità viene rappresentato poi sulla base della piramide che è in alto”.

ANCIENT APPIA LANDSCAPES: RISULTATI E NUOVE INIZIATIVE

Dal 2011 le ipotesi messe in campo da Ancient Appia Landscapes “sono state oggetto di verifiche puntuali – spiega ancora Santoriello ripercorrendo le tappe del progetto – e dal 2015 su concessione ministeriale, nella località Masseria Grasso, dove auspicavamo di intercettare le tracce ‘definitive’ o particolarmente significanti delle nostre ipotesi ricostruttive, abbiamo avviato uno scavo che ci ha rivelato l’esistenza di un tracciato stradale largo 5,60 metri databile tra la fine del IV secolo a. C. fino alla tarda antichità”.

A partire dal 2016, poi, è stato “intercettato un imponente quartiere artigianale, che lo scorso anno abbiamo scavato per 200mq – prosegue il docente -. Quest’anno gli scavi sono in corso e stiamo seguendo una serie di saggi topografici per continuare a definire la planimetria e verificare alcune anomalie”. Un’altra attività del progetto è “documentare attraverso il rilievo digitale sia monumenti importanti come Ponte Rotto sia elementi sparsi nel territorio, altrettanto importanti ma non immediatamente visibili. Stiamo rilevando modelli tridimensionali fruibili in remoto e li stiamo regalando ai comuni interessati”.

Il contesto da cui partire è il territorio: “Gli scavi sono sicuramente momenti esaltanti, ma sono verifiche all’interno di una più ampia visione che mira a recuperare le dinamiche dei sistemi produttivi ed economici interessati dal passaggio dell’Appia”. L’attività di ricerca si arricchisce di altre iniziative, dalla produzione di un vino dedicato al progetto da parte di una start up beneventana al patrocinio di eventi volti a valorizzare il patrimonio culturale. “Le campagne sono un volano di sviluppo in tutte le direzioni – conclude Santoriello – ma c’è bisogno di sinergia. Quando non c’è convergenza e non si mettono insieme le buone pratiche che favorirebbero lo sviluppo dei territori, inevitabilmente si generano paesaggi dell’abbandono”.

Per approfondimenti:

http://www.aalproject.eu/ancient-appia-landscapes

 

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