senato aula cultura faroParere favorevole dalla commissione Cultura del Senato al ddl per la conversione in legge del dl (n. 86 del 12 luglio 2018) che prevede il trasferimento delle competenze in materia di turismo dal ministero dei Beni e delle attività culturali a quello delle Politiche agricole alimentari e forestali. Voto favorevole del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord, contrari il Partito democratico e Forza Italia.

Una scelta, ha spiegato la relatrice del provvedimento, Bianca Laura Granato (M5S), “che il Governo ha compiuto, assumendosene la piena responsabilità, ritenendo che si possano portare avanti politiche anche di marketing connesse al settore agroalimentare che promuovano l’Italia all’estero e il turismo nel Paese, sottraendo i beni culturali da politiche speculative che ne potrebbero pregiudicare la tutela”.

La scelta operata dal Governo, ha quindi aggiunto, dà “priorità alla tutela del patrimonio culturale, archeologico, architettonico del Paese” e caratterizza “anche la valorizzazione come strettamente connessa alla tutela piuttosto che al fattore economico”.

Nel corso della seduta il senatore dem, Roberto Rampi (Pd) ha evidenziato che “la scelta di dividere radicalmente la tutela dalla valorizzazione dei beni culturali non è condivisibile”, rilevando una “profonda contraddizione tra il contratto di governo, le dichiarazioni del ministro dei beni e delle attività culturali nel corso dell’audizione sulle linee programmatiche del suo Dicastero e quanto affermato dalla relatrice”. Infatti, “mentre sarebbe stato comprensibile – anche se non condivisibile – il trasferimento delle funzioni in materia di turismo al ministero dello Sviluppo economico, resta senza valide ragioni la loro attribuzione al Ministero dell’agricoltura; il vero motivo di tale assetto risiede infatti nella volontà di conferire un determinato complesso di competenze a un esponente politico”.

Simona Malpezzi (Pd), ha espresso “forte preoccupazione per un’impostazione che non vede nella valorizzazione dei beni culturali un elemento di crescita per il Paese”.

Contrario Andrea Cangini (FI), secondo cui il “trasferimento di competenze così realizzato è lesivo dell’interesse nazionale ed è avvilente ridurre tale settore al turismo enogastronomico: la sua connotazione economica avrebbe dovuto semmai suggerire una collocazione presso il ministero dello Sviluppo economico, mentre ribadisce come risulti incomprensibile l’opzione per il ministero dell’Agricoltura”.

IL DISEGNO DI LEGGE

Il ddl prevede all’articolo 1, comma 1, il traferimento al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali – che assume la nuova denominazione di ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo – Mipaaft – delle funzioni in materia di turismo attualmente esercitate dal ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo – Mibact, che torna ad assumere la denominazione di ministero per i Beni e le attività culturali – Mibac.

Dal 1° gennaio 2019, al Mipaaft sono inoltre trasferite le risorse umane, strumentali e finanziarie, compresa la gestione dei residui, della Direzione generale turismo del Mibact nonché quelle comunque destinate all’esercizio delle funzioni oggetto del trasferimento. Il comma 2 sopprime la Direzione generale turismo del Mibact e contestualmente istituisce, presso il Mipaaft, il Dipartimento del turismo, al quale sono trasferiti i relativi posti funzione di un dirigente di livello generale e di due dirigenti di livello non generale.

Il comma 6 dell’articolo 1 prevede che resti nelle competenze del Mibac, con le relative risorse finanziarie, la Scuola dei beni e delle attività culturali e del turismo, ridenominata “Scuola dei beni e delle attività culturali”. La Scuola provvede, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, ad apportare le conseguenti modifiche al proprio statuto.

Il comma 7 demanda a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri l’individuazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie da trasferire al Mipaaft e la definizione delle modalità di trasferimento. Dalla data di entrata in vigore di tale decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, cessano gli effetti dei progetti in corso e delle convenzioni stipulate o rinnovate dalla Direzione generale Turismo del Mibac con la società in house Ales. Nel comma sono dettate disposizioni di dettaglio che regolano alcune modalità di tale trasferimento e si stabilisce che le capacità economiche nel disporre assunzioni da parte del Mibac sono ridotte per un importo corrispondente all’onere per le retribuzioni complessive del personale non transitato.

In base al comma 8, al fine di mantenere inalterato il numero massimo di 25 uffici dirigenziali di livello generale del Mibac, previsto dal decreto legislativo n. 300 del 1999, la dotazione organica di tale Ministero, ridotta per effetto del trasferimento della direzione generale turismo, è incrementata di un posto di funzione dirigenziale di livello generale; al fine di assicurare l’invarianza finanziaria, i corrispondenti maggiori oneri sono compensati dalla soppressione di un numero di posti di funzione dirigenziale di livello non generale equivalente sul piano finanziario. Le dotazioni organiche e le strutture organizzative del MIBAC sono adeguate con successivo regolamento di organizzazione.

Il comma 10 disciplina la fase transitoria prevedendo che, fino alla data del 31 dicembre 2018, il ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo si avvalga delle competenti strutture e delle dotazioni organiche del Mibac. I commi 11, 12, 13 e 14 introducono modifiche alla normativa riguardante l’Enit-Agenzia nazionale del turismo, la società Promuovi Italia S.p.A. in liquidazione e il Club alpino italiano (CAI), volte a sostituire il Dicastero competente per l’attività di vigilanza, individuandolo nel Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.

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