Palazzo Madama senato Faro CulturaUna carta del valore di 500 euro da assegnare a tutti i lavoratori al fine di “consentire l’accesso diffuso ai prodotti culturali, incoraggiare l’accesso a eventi e spettacoli culturali e artistici, sviluppare le attività di natura artistica e culturale, contribuire alla crescita culturale”. È la proposta contenuta nel disegno di legge depositato al Senato dall’esponente del Partito democratico Roberto Rampi. La carta permetterà a tutti i lavoratori di acquistare biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo; libri; titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali; musica registrata; prodotti dell’editoria audiovisiva. Un’iniziativa che ricorda molto il Bonus Cultura per i diciottenni di cui eredita lo spirito. L’idea nasce quasi in contemporanea con la 18App, oltre due anni fa con un lungo lavoro di studio. Alla base, spiega Rampi ad AgCult, c’è l’intenzione “di far crescere la domanda di cultura. Questo è uno strumento che si può incrociare con una serie di politiche attive per il lavoro come il welfare aziendale”.

LO SPIRITO DELLA LEGGE

La legge, infatti, propone “un’azione da parte dello Stato ma che coinvolga le imprese, il sistema creditizio in un’alleanza di tre soggetti che faccia sì che ci siano interventi statali di sgravio fiscale e interventi aziendali per dare in mano a tutti i lavoratori una carta spendibile in ambito culturale”. A differenza delle gratuità, spiega il senatore Pd, che si rivolgono soprattutto a un pubblico già interessato, il fine della legge è “spingere alle attività culturali chi non è abituato a farlo, chi non ci ha mai pensato, chi non è abituato, non solo chi non se lo può permettere. Occorre lavorare sui costumi culturali e quindi sulla domanda di cultura”.

Un percorso in salita quello che ha davanti il disegno di legge Rampi. Innanzitutto perché oggi il Pd è all’opposizione. E anche perché quando si parla di nuove risorse e crediti fiscali la Ragioneria dello Stato si mette in allerta. Tuttavia l’idea non dovrebbe dispiacere né al ministro Alberto Bonisoli (che ha detto più volte di voler allargare il Bonus cultura ad altre categorie) né alla maggioranza. L’intenzione, conclude Rampi, è quella di presentare proprio per questo motivo un provvedimento “assolutamente aperto al contributo di tutti. Presentiamo una legge strutturata che è frutto di un lavoro lungo e attento, ma è una proposta emendabile e aperta a modifiche”.

L’ESEMPIO BRASILIANO DEL “VALE CULTURA”

Programa de Cultura do Trabalhador – Vale Cultura, rappresenta uno dei principali esempi in questo campo, voluto dal Governo federale del Brasile, istituito nel 2012. Il programma ha i seguenti obiettivi: consentire l’accesso e il godimento di prodotti e servizi culturali; incoraggiare la visita a luoghi artistici e culturali; incoraggiare la partecipazione ad eventi e manifestazioni culturali e artistiche. Per valorizzare l’iniziativa il Governo federale brasiliano ha avviato una partnership con le aziende interessate a diffondere lo strumento tra i propri lavoratori.

La misura ha portata nazionale. Il beneficio concesso al lavoratore tramite una carta prepagata magnetica è di circa 14,75 dollari al mese. L’importo, può essere utilizzato per acquistare CD, DVD, libri, riviste e giornali, o anche per pagare mensilmente onorari di corsi e workshop culturali su tutto il territorio nazionale. Le tasse sulla sicurezza sociale oi fondi di compensazione per il periodo di servizio non incidono sull’importo speso con il Buoni Cultura dalle società che offrono il beneficio ai propri dipendenti, e la misura è esente dalle imposte sul reddito.

LA LEGGE

La proposta di legge, consta di 10 articoli. L’articolo 1 stabilisce che è assegnata una Carta elettronica, denominata “Carta cultura per i lavoratori”. L’articolo 2 prevede che il Ministro dei beni e delle attività culturali è il soggetto responsabile della realizzazione della Carta cultura per i lavoratori”. L’articolo 3 stabilisce che i soggetti beneficiari della “Carta cultura per i lavoratori” sono i soggetti iscritti al Registro delle Imprese che provvedono alla distribuzione della Carta cultura dei lavoratori presso i dipendenti delle imprese con un regolare rapporto di lavoro in essere.

L’articolo 4 prevede che la Carta sia realizzata dal soggetto responsabile in forma di applicazione informatica, utilizzabile tramite accesso alla rete Internet. Ai sensi dell’articolo 5 la Carta è utilizzabile per acquisti presso le strutture e gli esercizi di cui all’articolo successivo e viene usata attraverso buoni di spesa assegnati ai dipendenti del soggetto beneficiario. Secondo l’articolo 6, le imprese e gli esercizi commerciali, le sale cinematografiche, da concerto e teatrali, gli istituti e i luoghi della cultura e i parchi naturali, le altre strutture ove si svolgono eventi culturali o spettacoli dal vivo, presso i quali è possibile utilizzare la Carta cultura dei lavoratori sono inseriti, a cura del MIBACT, in un apposito elenco.

Ai sensi dell’articolo 7, a seguito dell’accettazione del buono di spesa al momento dell’acquisto, è riconosciuto un credito di pari importo al soggetto registrato e inserito nell’elenco di cui all’articolo 6, che ha ricevuto il buono. L’articolo 8 prevede che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali vigili sul corretto funzionamento della Carta. Infine gli articoli 9 e 10 recano disposizioni di copertura finanziaria.

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