È sul tavolo dell’Unesco dal 2006, quando fu inserita nella “tentative list” dei siti che possono concorrere a diventare patrimonio dell’umanità: la via Appia antica – l’antica arteria di collegamento tra Roma e Brindisi – aspetta da allora un dossier scientifico e un piano di gestione che possa candidarla a ottenere l’ambito marchio. Dodici anni dopo si rinnova l’interesse e la Regina Viarum torna a sperare: il ministero dei Beni culturali è infatti al lavoro sul dossier di candidatura insieme al comune di Benevento, che si è proposto come capofila del progetto.

Tutto iniziò qualche mese fa, quando a Benevento fu organizzata una conferenza sulla via Appia dove si parlò di rilanciare la candidatura: “In quell’occasione dissi che era necessario che qualcuno promuovesse e sostenesse la candidatura facendosene garante presso il ministero”, racconta ad AgCult Angela Maria Ferroni, funzionaria archeologa all’Ufficio Unesco del Mibac. Un comune capofila, insomma, che sostenga il progetto anche politicamente: a raccogliere la sfida è Clemente Mastella, sindaco di Benevento, che di recente ha confermato pubblicamente di volersi fare promotore dell’iniziativa. Per ufficializzare il tutto, però, serve una delibera di giunta da mandare poi al ministero. Raggiunto al telefono da AgCult, Mastella assicura: “Ne ho già parlato in giunta, siamo da questo punto di vista già a uno stato avanzato”. “Abbiamo lanciato questa iniziativa – prosegue il sindaco di Benevento – e spero che rivolgendomi a tutti i sindaci, da Roma fino a Brindisi, siano disponibili con me, e io con loro, a trovare questa forma suggestiva di candidatura”. Secondo Mastella “sarebbe un fatto di prestigio e non solo per Benevento. L’Appia rappresenta la ‘via delle vie’ e sarebbe per tutti noi una cosa che ci riempirebbe di gioia”.

DOSSIER IN PREPARAZIONE

Ferroni ricorda che “nel 2014 l’allora Direzione generale Archeologia del Mibac (successivamente accorpata con Belle Arti e Paesaggio, ndr) intendeva riavviare la candidatura come ministero. In quell’occasione avevo iniziato a lavorarci”: il dossier quindi “non parte proprio da zero, di materiale ce n’è già molto”. I prossimi passi? “Dovremo fare una prima riunione con i tecnici, con le soprintendenze e con le università per selezionare i tratti da inserire. Ci sono due possibilità – spiega Ferroni –: la strada può essere inserita tutta come sito culturale oppure come sito seriale, inserendo i tratti migliori. La seconda ipotesi è quella più semplice perché si prenderebbero solo i tratti ben conservati, valorizzati, tutelati e accessibili al pubblico, che hanno tutti i requisiti che rispondono alle richieste dell’Unesco. Un elenco di questi tratti già c’è, anche se ora si ricomincia da capo sentendo tutti gli studiosi che hanno lavorato sull’Appia”.

UN PERCORSO IN SALITA?

Quella della via Appia è una candidatura scientificamente molto forte, ma riunire insieme tutti gli attori coinvolti potrebbe non essere così facile. Quattro Regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), molte province, tantissimi comuni, gli uffici territoriali del ministero, le diocesi, le università, gli enti di ricerca, le associazioni e tutti coloro che gravitano intorno alla Regina delle strade: “Non si tratta di un percorso semplice, ma si può fare”, sottolinea Ferroni ricordando la buona riuscita, ad esempio, della candidatura dei siti Longobardi, che vanno dal Friuli alla Puglia. La candidatura dovrebbe essere pronta per febbraio 2020. “In un anno e mezzo si può fare – insiste Ferroni – se iniziamo a lavorare fin da subito e di buona lena. I tavoli di concertazione sono la parte più difficile da portare avanti perché il tutto va messo insieme ed espresso nella maniera più corretta: si sta affermando l’unicità e l’eccezionalità, i concetti vanno offerti nel modo giusto”.

UNA MANO DAL TERRITORIO

“Se si vuole fare, si dovrà iniziare a pedalare in maniera decisa dopo l’estate, noi mettiamo a disposizione quello che abbiamo fatto”, commenta con AgCult Alfonso Santoriello, alla guida del progetto Ancient Appia Landscapes, che indaga il tracciato della via Appia a sud di Benevento (per approfondimenti leggi: Ancient Appia Landscapes: come valorizzare le aree interne seguendo i principi della convenzione di Faro). “E’ un processo lungo e irto di ostacoli – sottolinea il professor Santoriello -, ma se non altro c’è un interesse rinnovato. Il segnale positivo arriva dal comune di Benevento che si è proposto di essere capofila. Credo che la via Appia, per tutto quello che rappresenta, abbia i requisiti richiesti dall’Unesco”. Santoriello ricorda il “lavoro sinergico delle associazioni e del mondo culturale beneventano: grazie in particolare alle iniziative del Club Unesco di Benevento e ad altre associazioni locali che sono riuscite a recepire tutta una serie di attività in corso nel territorio, tra cui la nostra, e a promuovere tavoli di discussione”.

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