Alberto Bonisoli Cultura

“Le domeniche gratuite rimangono però va fatta una riflessione sul nuovo modo di intendere l’attrattività. Giovedì riunirò i direttori dei grandi musei per porre questo tema”. Così il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, davanti alle Commissioni Cultura riunite di Camera e Senato. “L’orientamento che sto ricevendo è che la domenica gratuita andava bene nel momento in cui dovevamo vendere il prodotto museale e i dati ce lo dimostrano. Ora l’opportunità è passare dalla promozione del prodotto museale al marketing del museo vero e proprio”, dice Bonisoli sottolineando la necessità di “lasciare la libertà ai musei. Non tutti i musei sono uguali. Si potrebbe lavorare su orari diversi, su giornate diverse. Se vogliamo che diventi strutturale, qualcosa che rappresenta il motore per la crescita, dobbiamo diventare diversificati”. Il che non significa “dire cosa devono fare le soprintendenze ma ragionare con tutti per trovare la quadra e vedere come le linee guida che arrivano dal centro possano essere applicate a livello locale”, prosegue il titolare del Collegio Romano.

RIVEDERE I RAPPORTI CON I CONCESSIONARI

“I ricavi da biglietti dei musei stanno crescendo, ma quello che non sta crescendo sono gli introiti netti per lo Stato. Aumento gli incassi ma allo Stato arrivano sempre gli stessi soldi: Dei servizi aggiuntivi, l’87% dei ricavi va ai concessionari”, spiega Bonisoli sottolineando che “bisogna ragionare sulla concentrazione. Andiamo avanti con le politiche per capitalizzare sui grandi attrattori, ma troviamo soluzioni anche per valorizzare ciò che grande attrattore non è”. Secondo il ministro del Mibac è necessario trovare “una forma di collaborazione pubblico-privato per il rapporto con i concessionari, nel rispetto della libertà di mercato. Fare un po’ più i nostri interessi è un’opportunità da cogliere”.

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