Cristina Patelli“Sono molto soddisfatta dell’incontro di oggi, anche perché il ministro Bonisoli si è dimostrato favorevole a un incontro con il Movimento spettacolo dal vivo, che nei giorni scorsi ha chiesto di riesaminare le domande degli esclusi” dal Fondo unico per lo spettacolo (Fus). Così Cristina Patelli, deputata della Lega in commissione Cultura della Camera, commenta con Agcult l’audizione del numero uno del Collegio Romano, che a proposito del Fus ha annunciato la volontà di “incontrare a breve il Movimento per lo spettacolo dal vivo” e di ascoltare “tutti soggetti coinvolti con estrema attenzione”.

Nel suo intervento in commissione Cultura, la Patelli aveva in precedenza sottolineato che “sul tema dello spettacolo dal vivo apprendo con favore l’aumento del Fondo unico per lo spettacolo (Fus); in particolare nella relazione si parla di revisione degli attuali criteri d’assegnazione, citando in modo estremamente condivisibile l’incentivazione fiscale ma soprattutto introducendo meccanismi premianti per la creazione di occupazione, l’inclusione sociale e il recupero delle periferie”.

“Recentemente ho avuto modo di verificare che proprio in coda alla passata legislatura la commissione per il Fus ha deciso di penalizzare alcune rappresentazioni di spettacolo dal vivo che racchiudono le caratteristiche da lei citate, con attenzione invece a favore di altre realtà più d’avanguardia ma senza un concreto riscontro in termini di ricaduta territoriale”.

“Sono stati esclusi dal Fus – sottolinea la Patelli – festival che permettono di dare lavoro a tantissime compagnie, che si collegano in modo perfetto con il turismo del luogo, in una sinergia che da anni unisce e lega cultura, storicità e turismo, tenendo contro proprio della specificità. Un esempio è il festival ‘Acqui in palcoscenico’ che si svolge in Piemonte, nell’alessandrino, che è stato penalizzato e messo a rischio sopravvivenza”.

Per queste ragioni, la deputata leghista ha chiesto a Bonisoli di “riesaminare in auto tutela le domande degli esclusi, 140 imprese sane che danno lavoro a tanti giovani e rischiano la chiusura. Chiedo di voler concretizzare il potenziamento della disponibiltià del Fus ma soprattutto di riporre attenzione sugli elementi di premialità, affinché non siano penalizzati eventi storici che sono collegati alla tradizione dei territori”.

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