“Vorrei lanciare nel 2019 un concorso di almeno 2000 posti per avere un serbatoio maggiore su cui lavorare”. Ad annunciarlo il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, davanti alle Commissioni Cultura riunite di Camera e Senato. “Preferisco farne uno nel 2019 e uno di uguale o maggiore entità un paio di anni più avanti per evitare l’entrata massiccia in un unico anno – prosegue Bonisoli – in modo da diluire l’entrata e favorire una crescita armonica”. Il titolare del Collegio Romano cita un dato specifico: “dal 1980 a oggi solo il 32% delle assunzioni è stato fatto tramite concorso. Dobbiamo allora porci la domanda se la meritocrazia sia solo un concetto teorico o qualcosa che vogliamo mettere in pratica”. Secondo Bonisoli “la forma più opportuna per entrare nella pubblica amministrazione dovrebbe essere un concorso, in cui si valutano i titoli”. “Abbiamo utilizzato il servizio civile per sopperire al deficit di organico. Utilizziamo Ales per fornire personale e questo – secondo il ministro dei Beni culturali – ci deve far riflettere. E’ il momento di porci domande e capire se è possibile trovare una situazione strutturale”.

UN MINISTERO VECCHIO

La carenza di personale è “la situazione più ricorrente che mi viene segnalata – spiega il ministro del Mibac -. Avviene in tutta Italia e in tutti gli ambiti. L’organico complessivo è di 16mila persone ma la pianta organizzativa è di 19mila unità”. Entro il 2020 “saranno 3437 le persone che andranno in pensione con le regole vigenti – ricorda Bonisoli -, circa il 20% dei funzionari e degli addetti del Mibac”. Un ministero che “ha un’età media di 54,66 anni mentre l’età media della pubblica amministrazione italiana, che è già anziana, è di 48 anni. E’ un ministero vecchio – chiosa Bonisoli – e sotto dimensionato: questa è situazione”. Come stanno andando avanti le cose? “Con piccole assunzioni”, prosegue Bonisoli ricordando il “piano assunzioni di 500 funzionari del precedente governo. Siamo però abbastanza lontani da quelle che sono le esigenze”. Il ministro del Beni culturali assicura che “si sta andando avanti con le assunzioni. Nel precedente concorso abbiamo avuto la fortuna di avere 163 idonei in più rispetto ai 1000 posti. Faremo in modo che saranno i primi a cui offriremo il lavoro nel momento in cui faremo un passaggio normativo”. Secondo Bonisoli “l’opportunità che abbiamo è di incentivare la carriera interna, un aspetto da non sottovalutare. Dobbiamo ricordarci che esiste la motivazione delle persone e ha mia sensazione è di un ministero con un tasso basso di motivazione. Un ministero che ha bisogno di essere caricato”.

GLI ESUBERI DAL MIUR

“In alcuni ministeri ci sono esuberi in funzioni o in profili che ci interessano – continua Bonisoli -. Il Miur ad esempio in alcuni Regioni ha esuberi di persone laureate e appassionate: se riusciamo a prenderne alcune centinaia che vivono di supplenze e precarietà e dargli su base volontaria, senza nessun trasferimento, la possibilità di venire a lavorare da noi è una buona opportunità”. La necessità quindi è di “lavorare insieme al Miur per qualcosa di interessante da realizzare”.

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Secondo il ministro dei Beni culturali “il nostro è un settore che appassiona le persone, potenzialmente disponibili a essere coinvolti nella gestione complessiva dei beni culturali”: una potenzialità da “mettere a frutto per il bene e l’ottimizzazione dei risultati”. Ne è l’esempio l’alternanza scuola-lavoro: “Prescindendo dalle posizioni su cosa è e come è stata realizzata, bisogna trovare una forma protetta per cui ci sia un minimo di specialità nel fare alternanza in questo settore – spiega Bonisoli -. Si potrebbe pensare ad esempio di dare dei riconoscimenti in sede di concorso pubblico: penso che potrebbe essere un incentivo ad attrarre i ragazzi che naturalmente hanno una propensione ad occuparsi di temi culturali”.

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