Emanuela Rossini Unesco

Si è costituito, su iniziativa di Emanuela Rossini deputata del Partito autonomista trentino, un intergruppo parlamentare dedicato ai “Siti Unesco Italia”. Lo scopo, si legge nella mail di adesione che l’esponente della componente Minoranze linguistiche del gruppo Misto ha inviato a senatori e deputati, “è quello di creare una rete tra noi parlamentari, attraverso cui approfondire e conoscere maggiormente la cultura Unesco, così da essere interlocutori sia presso la commissione Unesco Italia che presso il governo e i ministeri, al fine di valorizzare maggiormente il Paese Italia come ‘destinazione Unesco’ con i tutti i risvolti sul turismo nei nostri territori. Un progetto che potrebbe diventare una bella scommessa per tutti noi in questa legislatura”.

Intervistata da AgCult, la promotrice Rossini racconta: “L’annuncio della costituzione dell’intergruppo l’ho volutamente fare durante l’audizione del ministro Bonisoli davanti alle commissioni Beni culturali congiunte di Camera e Senato. Nel pomeriggio ho spedito la mail ai colleghi e solo dopo 50 minuti avevo già ricevuto 15 adesioni di parlamentari di entrambe le Camere, di schieramenti politici trasversali e geograficamente distinti tra loro”.

DIFFONDERE IN PARLAMENTO LA “FILOSOFIA” UNESCO

Sono 54 i principali siti Unesco nel nostro Paese riconosciuti come Patrimonio dell’umanità. Oltre a questi, vi sono i siti che rientrano nella sottocategoria di GeoParchi e Riserve della Biosfera. Il primo obiettivo dell’intergruppo, spiega Rossini, “è arrivare all’adesione di almeno un parlamentare per ciascuna Regione. L’auspicio è diventare operativi già nei prossimi giorni, ma sicuramente a settembre, al rientro dalla pausa estiva, saremo pronti a partire”.

I primi passi, afferma la deputata trentina, “vedranno uno scambio di best practice su quello che si sta facendo sul territorio in modo da far nascere delle piccole collaborazioni transregionali e magari unire tra loro siti Unesco che non sono collegati. Dall’intergruppo possono nascere idee capaci di trasformarsi in proposte legislative”.

Ancora più importante, sottolinea Rossini, “sarà far conoscere e diffondere la ‘filosofia’ Unesco tra tutti i parlamentari. Una sorta di formazione e conoscenza tra i colleghi. Perché quando si parla di Unesco si pensa solo ai riconoscimenti più prestigiosi, come la candidatura di un sito a Patrimonio dell’umanità, mentre si disconoscono tanti altri premi di sottocategorie anch’essi di altissima qualità”.

COORDINARE MEGLIO GLI UFFICI UNESCO

Tra i primi punti all’ordine del giorno dell’intergruppo quello di migliorare il coordinamento degli uffici Unesco in Italia. “Oggi tutta l’attività Unesco è ‘spalmata’ su quattro ministeri: Beni culturali, Ambiente, Esteri e Politiche agricole – afferma Rossini -. In ciascuno di questi dicasteri c’è una task force ad hoc e del personale efficiente. Andrebbero però organizzate in maniera snella in modo da arrivare a un maggiore raccordo tra loro, soprattutto quando si deve lavorare alla candidatura di qualche sito”.

Un’attenzione particolare, inoltre, l’intergruppo la rivolgerà alla gestione dei flussi turistici. “Ci sono alcuni siti, tipo Firenze, che sono congestionati dall’affluenza e vengono messi a repentaglio. E poi, al contrario, ci sono siti Unesco nel nostro Paese che non sono inseriti in circuiti turistici di primo piano. Insomma, c’è chi ha troppo e chi nulla. Serve una razionalizzazione”.

Se l’intergruppo parlamentare riuscisse nel suo intento di interloquire con la commissione Unesco Italia, con il governo e i quattro ministeri, conclude Rossini, “potremmo veramente realizzare il progetto di promuovere l’Italia nel suo insieme come bene Unesco e miglioreremmo la nostra presenza unitaria, culturale e ambientale sul piano internazionale”.

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