vito crimi informazioneE’ necessario pensare a un meccanismo che produca una “cultura dell’informazione di qualità” e che faccia “rinascere nei cittadini la voglia di informarsi attraverso strumenti che fanno informazione di qualità”. Una chiave in quest’ottica potrebbe essere il trasferimento del contributo dall’editore al sistema editoria, ovvero al cittadino, privilegiando la domanda anziché l’offerta.

Su questa linea si articolerà l’azione del governo in materia di editoria, così come annunciato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Vito Crimi, intervenuto in commissione Cultura della Camera per illustrare le linee programmatiche del governo in questa materia.

“Il settore dell’editoria appartiene a quegli ambiti in cui la combinazione della congiuntura economica e della trasformazione tecnologica hanno provocato problematiche complesse in cui evidente risulta il contrasto tra l’era analogica e il digitale”, ha esordito.

L’obiettivo dell’azione del governo, ha sottolineato, “è di preservare i valori della libera informazione anche attraverso un organico intervento sull’intero sistema del sostegno pubblico diretto e indiretto all’editoria”.

Ogni cambiamento tecnologico epocale, ha aggiunto, “porta con sé una crisi del sistema precedente” e gli “attori devono essere in grado di utilizzare il sostegno” che arriva per governare questa trasformazione: purtroppo questo non è accaduto in passato e sta accadendo ora ma con molto ritardo”.

SPOSTARE SOSTEGNO DALL’EDITORE AL CITTADINO

Il sottosegretario con delega all’editoria spiega che per garantire trasparenza e qualità bisogna innanzitutto “introdurre l’obbligo per le testate registrate di indicare con chiarezza l’assetto societario completo”.

Altro punto fondamentale è il “trasferimento del contributo dall’editore al sistema editoria, al cittadino, privilegiando la domanda anziché l’offerta. Vogliamo provare a spostare il sostegno direttamente all’editore a un sostegno ai cittadini, che possono essere così invogliati a cercare informazione di qualità: si tratta di un processo culturale di trasformazione. E’ possibile pensare di modulare questo intervento individuando target di consumatori o prodotti editoriali”.

Un meccanismo quindi “che produce una cultura dell’informazione di qualità, che fa rinascere la voglia di informarsi attraverso strumenti che fanno informazione di qualità”.

COS’E’ INFORMAZIONE DI QUALITA’

Ma cosa s’intende per informazione di qualità? Per Crimi, quando si parla di qualità si parla di informazione “che per sua natura dovrebbe essere verificata e indipendente, con una linea ben precisa di responsabilità (direttore responsabile, editore, etc) che rispondano di informazioni non vere, non verificate e diffamanti”.

GUERRA ALLE FAKE NEWS

In quest’ottica rientra anche la guerra alle false notizie, “alle frottole”: “Per combattere le fake news – spiega – non bisogna mettere il bavaglio alla rete ma creare una cultura, educando i nostri ragazzi ad un approccio critico al messaggio. In questo – aggiunge – la scuola deve rivestire un ruolo essenziale”.

AGENZIE DI STAMPA

Elemento fondamentale del sistema editoria è l’informazione primaria, vero e proprio “sistema nervoso dell’informazione professionale”. Il dipartimento Editoria, ha ricordato Crimi, “svolge un ruolo di centrale d’acquisto dei servizi d’agenzia nell’interesse di tutte le Pubbliche amministrazioni statali, stanziando più di 46 milioni di euro per garantire un’informazione primaria adeguata, affidabile e pluralista”.

L’anomalia riscontrata negli anni passati, spiega, “è che alcune aziende avevano come principale cliente lo Stato. Le agenzie devono però essere competitive sul mercato, la parte della Pubblica amministrazione deve essere una parte non necessaria alla sopravvivenza dell’agenzia, altrimenti diventa un contratto diretto”.

DIRITTO D’AUTORE

Altro tema toccato dal sottosegretario nel corso della sua audizione è quello del diritto d’autore del ruolo della Siae. “Di concerto con il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, abbiamo deciso di adottare ogni iniziativa legislativa per rendere effettiva la liberalizzazione del sistema di gestione del diritto d’autore. Non è un’operazione semplice e lo sappiamo” (leggi anche: Diritto d’autore, Bonisoli: al lavoro per superare il monopolio della Siae).

LA PROFESSIONE DEL GIORNALISTA

Infine un richiamo alla professione del giornalista. “Sull’Ordine dei giornalisti e sulla sua utilità ci siamo più volte espressi. Sono in attesa dell’autoriforma annunciata, che è in corso d’esame in seno all’ordine stesso, per valutarne gli effetti prima di intraprendere iniziative sul tema”.

“Ritengo comunque doveroso intervenire a sostegno della professione, per questo sosterrò ogni iniziativa volta a superare il precariato del giornalismo, a tutelare le fonti e a tutelare il giornalista dalle cause per diffamazione a carattere intimidatorio”, ha assicurato.

LIMITE ALLA CONCENTRAZIONE REGIONALE DELLE TESTATE

Crimi ha infine evidenziato la necessità “di prevedere a livello regionale un limite alla concentrazione delle proprietà delle testate giornalistiche, perché questo contrasta con il pluralismo che è un diritto costituzionalmente garantito”.

LATINI: BENE LIMITE A CONCENTRAZIONE PROPRIETA’ DELLE TESTATE

Postivo il commento di Giorgia Latini (Lega), che ritiene “molto interessante” la proposta avanzata da Crimi di creare un meccanismo per una cultura dell’informazione di qualità. Bene anche la volontà di portare i contributi dagli editori ai cittadini (“un cambio di paradigma”) ma soprattutto la deputata leghista ha accolto con favore la necessità di prevedere a livello regionale un limite alla concentrazione delle proprietà delle testate giornalistiche.

Un modo, spiega la Latini ad Agcult, “per garantire al 100 per cento la libertà d’espressione, quindi su questo è giusto tornare al passato perché così si ripristina una tutela per i cittadini”.

LATTANZIO: CRIMI HA UNA VISIONE COMPLETA DEL SISTEMA

“Sono decisamente soddisfatto delle dichiarazioni di Vito Crimi”, le fa eco il deputato M5S Paolo Lattanzio. “Crimi – spiega ad Agcult – ha dimostrato di avere una visione completa di tutto il sistema editoriale e non a compartimenti stagni. Già i primi confronti che ha avuto sia con i top del settore che con i sindacati degli edicolanti, dimostrano un’attenzione di spessore del sottosegretario verso tutta la filiera”. E questo, aggiunge, “è l’unico modo per avere degli interventi mirati, che tengano conto di tutti gli interessi e le competenze in gioco”.

Inoltre, aggiunge l’esponente M5S, “mi è piaciuto il passaggio in cui Crimi ha parlato della necessità di porre l’attenzione non soltanto sugli editori ma anche sui beneficiari finali. Sono questi ultimi, infatti, una controparte fondamentale e meritano sia strumenti educativi per poter accedere a un’informazione di qualità, ma anche incentivi per accedere a quel tipo di informazioni sotto forma di abbonamenti”.

GALLO: IMPORTANTE SALVAGUARDARE INFORMAZIONE PRIMARIA

È importante, aggiunge il presidente della VII commissione Luigi Gallo, “salvaguardare l’informazione primaria che deve rimanere un soggetto che si occupa prevalentemente dei reparti dello Stato. Se riduciamo troppo quella fetta, significa che il mercato condizionerà anche questo settore. Già sappiamo che in parte può condizionare, e già lo sta facendo, l’informazione secondaria dei giornali perché alcune linee editoriali sono subordinate, non dico alle inserzioni, ma almeno alle quote societarie che governano quei gruppi editoriali”.

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