luigi gallo imprese culturali cultura“Per le prima volta si guarda a quello che sarà lo scenario futuro dell’editoria prendendo in considerazione il fatto che, indipendentemente dalla politica, il mondo del giornalismo e della fruizione sta cambiando. È necessario quindi adeguare l’intervento dello Stato in funzione di un sistema che sta cambiando”. Il presidente della commissione Cultura della Camera, Luigi Gallo, commenta con AgCult l’audizione del Sottosegretario all’editoria, Vito Crimi, chiamato in Parlamento ad illustrare le linee programmatiche del Governo in materia di giornali e agenzie di stampa.

“Il rischio – prosegue Gallo – è che, se non succede questo, automaticamente le persone che lavorano in questo settore verranno cancellate dal mercato proprio per colpa di uno Stato che investe su di una modalità di fruizione editoriale e di produzione dell’informazione che può risultare vecchio rispetto al sistema dell’innovazione e del mercato”.

È importante, allora, aggiunge il presidente della VII commissione, “salvaguardare l’informazione primaria che deve rimanere un soggetto che si occupa prevalentemente dei reparti dello Stato. Se riduciamo troppo quella fetta, significa che il mercato condizionerà anche questo settore. Già sappiamo che in parte può condizionare, e già lo sta facendo, l’informazione secondaria dei giornali perché alcune linee editoriali sono subordinate, non dico alle inserzioni, ma almeno alle quote societarie che governano quei gruppi editoriali”.

È importante, ribadisce Gallo, che “l’informazione primaria non subisca lo stesso trattamento, quello cioè di essere svenduto al mercato, ma abbia una tutela differente”.

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