Jazz italiano Mibac sismaAnche quest’anno il jazz italiano torna a mobilitarsi per le terre colpite dal sisma. Saranno quattro le città coinvolte, confermando l’impegno avviato nell’edizione 2017 in quattro giornate consecutive di concerti: il 30 agosto a Camerino (Mc), il 31 agosto a Scheggino (Pg), l’1 settembre ad Amatrice (RI) e il 2 settembre a L’Aquila.

Centinaia di musicisti coinvolti, provenienti da tutta Italia, confermeranno la loro partecipazione a questo grande evento, ormai simbolo dell’impegno e dell’Unione del mondo del jazz a favore dei territori e delle popolazioni colpite dal terremoto.

Fortemente voluta dal Mibac, dai sindaci dei quattro centri coinvolti e dal musicista e direttore artistico Paolo Fresu, l’iniziativa sarà caratterizzata da una natura itinerante, che ne contraddistingue l’organizzazione dal 2017: quattro giorni di grande musica che tracceranno un ponte ideale, un filo indissolubile di bellezza e arte nel cuore dell’Italia.

L’evento è stato presentato al Mibac alla presenza, fra gli altri, del sottosegretario Gianluca Vacca, di Paolo Fresu Direttore artistico e Presidente IJI, Filippo Sugar Presidente Siae e Andrea Miccichè Presidente NUOVOIMAIE. Presenti Pierluigi Biondi, Sindaco de L’Aquila, Gaetano Blandini Direttore Generale SIAE e i sindaci e gli assessori dei comuni di Amatrice nel Lazio, Camerino nelle Marche e Scheggino in Umbria.

IL SOTTOSEGRETARIO VACCA

“Sono emozionato, non in maniera retorica, perché per noi abruzzesi il 2009 è uno spartiacque: c’è un prima e un dopo”, ha spiegato Vacca. “Mi sento particolarmente emozionato nel presentare un evento come questo. Il 2009 l’ho vissuto da cittadino, il 2016 da parlamentare – e da deputato della commissione Cultura ho cercato di dare un contributo concreto – e ora sono al governo. Voglio quindi in questa veste impegnarmi in prima persona sulla ricostruzione e sul restauro dei beni culturali, per questo ho chiesto al ministro la delega alla ricostruzione post sisma”, ha sottolineato, “a testimonianza di come l’arte e la cultura siano un mezzo di rinascita di una comunità”.

“Le mie prime visite da sottosegretario – ricorda Vacca – sono state a L’Aquila e presto andrò a visitare i luoghi del sisma del 2016. Il compito del ministero è di far sì che iniziative come queste abbiano una durata nel tempo, per dare anche un messaggio di come la cultura possa aiutare la rinascita di un popolo”. Dal Mibac, ha concluso Vacca, “c’è l’impegno massimo su questo e sul restauro dei nostri beni”.

PAOLO FRESU

“Un’esperienza straordinaria per gli abitanti ma anche per noi musicisti, oltre 2.500, che ci siamo alternati in questi tre anni a L’Aquila e nei territori colpiti dal sisma”, ha spiegato Fresu. “Oltre 60mila persone sono giunte a L’Aquila per sentire la nostra musica, il jazz: una musica capace di superare le barriere, ma anche di raccontare e di mettersi in connessione con il territorio. Questa città ci ha fatto comprendere la potenza del jazz, una musica che poteva andare molto più in là di quanto pensavamo. La storia del jazz italiano si divide tra il prima L’Aquila e il dopo L’Aquila, perché quella esperienza ci ha fatto comprendere l’importanza di stare insieme”.

Quest’anno, ha aggiunto, “molti luoghi dove andremo sono luoghi che un anno fa non c’erano. L’Aquila ha fatto passi da giganti in questi tre anni: la città è un cantiere perenne, che lavora e che costruisce. La città diventerà una delle più belle città d’Italia”, ha concluso Fresu.

“Quest’anno – ha concluso – chiuderemo questa esperienza di quattro anni, ma finiremo solo quando verrà consegnato alla città un Festival italiano del jazz. Noi ci saremo e la Federazione italiana del jazz delineerà il cartellone di questo Festival”.

FILIPPO SUGAR

“Non ho mai sentito un senso di comunità in un evento musicale artistico così grande come quello che ho sentito a L’Aquila. È un’esperienza che ha qualcosa di magico, un esempio di grande collaborazione tra arte e istituzioni”, ha dichiarato Sugar. “La Siae conferma anno dopo anno il suo impegno in prima linea nel sostenere progetti e manifestazioni come questa, che sanno unire musica e solidarietà per la ricostruzione del tessuto sociale e la rinascita della vita culturale delle popolazioni colpite dal terremoto”.

PIERLUIGI BIONDI

“Vogliamo che questa esperienza abbia una durata nel tempo, a testimonianza di come la cultura concorra a far ripartire il senso di comunità”, ha sottolineato il sindaco de L’Aquila. “La relazione che esiste tra la città e il jazz è intensa, quasi intima, ad accomunarli sono la tradizione, la continua ricerca di nuove forme di sperimentazione e l’apertura al futuro che, però, non può non tenere conto di solide radici”.

L’Aquila, conclude il primo cittadino, “sarà la città più bella d’Italia perché rappresenterà tutte le città italiane su cui si è posata la grande solidarietà del paese”.

UN PO’ DI STORIA

“Il jazz italiano per L’Aquila” è stato il primo capitolo di un percorso importante, significativo, indimenticabile che ha visto riversarsi nel capoluogo abruzzese, il primo weekend del settembre 2015, un fiume di persone appassionate che si sono strette attorno al cuore di una realtà ancora profondamente segnata dal terremoto del 2009.

L’anno successivo, il tentativo di organizzare una seconda edizione è stato spazzato via dal terribile sisma che ha messo in ginocchio il centro Italia, il 24 agosto. Tutta l’Italia del jazz, però, si è prontamente mobilitata per riuscire a riunire i pezzi di un progetto che, alla luce di quanto successo, poteva avere ancora più valore.

Il 4 settembre 2016 la penisola intera, da Courmayeur a Lampedusa, ha visto nascere “Il jazz italiano per Amatrice”, una maratona nazionale che ha avvicinato e unito i cuori e i luoghi bel grande abbraccio della musica.

Nel 2017 gli organizzatori hanno quindi dato vita al progetto “Il jazz italiano per le terre del sisma” in un’ottica ancora più integrata di condivisione e diffusione del forte messaggio di solidarietà.

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