Il ministero dei Beni culturali adotti iniziative al fine di permettere al Centro Rat – Teatro dell’Acquario di Cosenza, “struttura di eccellenza a livello nazionale che ha svolto anche una importante attività di recupero di strutture e di formazione di giovani attori”, di poter proseguire la propria attività di programmazione teatrale e di sviluppo culturale di un territorio che non ha certo bisogno di ulteriori tagli alla cultura. Lo chiedono i deputati di Forza Italia, Roberto Occhiuto e Jole Santelli, in un’interrogazione indirizzata al Mibac.

La Cooperativa Teatrale Centro R.A.T./Teatro dell’Acquario nasce a Cosenza nel 1976 e da allora svolge la sua attività attraverso la produzione teatrale, la programmazione di spazi ed eventi teatrali e la formazione (ideazione, promozione e gestione del C.I.F.A. Centro internazionale formazione delle arti).

Il centro ha prodotto fino ad oggi circa ottanta spettacoli che sono stati rappresentati nei teatri italiani ed internazionali e ha ottenuto numerosi e prestigiosi premi e riconoscimenti per la qualità degli spettacoli proposti, il che ha permesso al teatro di proseguire per tanti anni la sua attività.

Il Centro R.A.T./Teatro dell’Acquario di Cosenza è stato, in questi anni, destinatario dei contributi pubblici a valere sul Fondo unico per lo spettacolo, ma per il 2018, non avendo raggiunto per pochi decimali di punto la soglia minima di valutazione necessaria, non potrà accedere a finanziamenti pubblici.

Il Teatro dell’Acquario negli ultimi anni è stato finanziato come “impresa di produzione di teatro di innovazione nell’ambito della sperimentazione, infanzia, gioventù”, ha sempre ricevuto valutazioni positive e per il 2018 ha definito e sviluppato un progetto complessivo di potenziamento dell’attività.

Per questo, sottolineano i deputati, “ha colto di sorpresa che una valutazione estremamente positiva dell’attività e delle proposte del Centro Rat da parte della commissione ministeriale di valutazione, che nel 2017 è arrivata fino al 75 per cento, sia crollata lasciando senza alcun contributo il Teatro dell’Acquario che ha già operato per i primi 7 mesi del 2018”.

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