Franceschini periferie 2L’ex ministro dei Beni culturali Dario Franceschini interviene nel dibattito aperto dalla volontà del governo di eliminare, nella loro forma attuale, le domeniche gratuite nei musei italiani e chiede al ministro Bonisoli di fare marcia indietro. “In questi mesi – spiega Franceschini in una conferenza improvvisata alla Camera – ho scelto di non parlare delle cose del mio ministero per lasciar lavorare il mio successore. Oggi non posso tacere”.

Le domeniche gratuite nei musei “non sono una cosa mia”. Dal momento della sua istituzione, “sono stati più di dieci milioni gli italiani (13,5, ndr) che sono andati al museo” la prima domenica del mese. Sono diventate “una festa di popolo”, spiega Franceschini. Ai musei dello Stato si sono aggiunti poi i musei dei Comuni, i musei privati.

Per l’ex ministro della Cultura, si è trattato di “una grande operazione culturale pedagogica che ha riavvicinato i cittadini al patrimonio culturale della propria città e che ha fatto anche aumentare i visitatori a pagamento. Ci sono persone che sono andate al museo per la prima volta nella loro vita grazie a questa iniziativa. Siamo anche andati incontro a migliaia di persone che non avevano la possibilità di pagarsi l’ingresso a un museo”.

Rinunciare a tutto questo “per marcare una discontinuità politica è un errore molto grave. Chiedo al ministro e al governo di ripensarci”. Quando una cosa funzione e va incontro ai bisogni delle persone, aggiunge Franceschini, “non ha colore politico e non c’è bisogno di cambiarla”.

Non convince l’ex ministro neanche la scelta di Bonisoli di lasciare in mano ai direttori dei musei un pacchetto equivalente di giornate gratuite da gestire in modo autonomo. “L’evento per gli italiani e per il pubblico europeo – spiega – è dato dal fatto che in quattro anni è diventata un’abitudine. Abbiamo avvicinato anche persone che hanno problemi di reddito. Farlo in modo sporadico, un museo sì un museo no, crea un grande disagio e mi chiedo che bisogno c’è di cambiare”.

Dall’inizio dell’iniziativa, aggiunge Franceschini, questa misura “ha trainato anche gli incassi a pagamento. Se scopri che è bello vedere un museo poi ci torni. Hanno marcato una discontinuità su tante cose, lascino stare almeno quelle che sono state condivise da tutti”.

LE DOMENICHE GRATUITE

Dal luglio 2014, data della prima domenica gratuita nei musei statali, i visitatori gratuiti sono stati circa 13,5 milioni. Nel 2017, per la prima volta nella storia italiana, i visitatori nei luoghi di cultura dello Stato hanno superato i 50 milioni e dal 2014 gli incassi dei musei sono cresciuti del 50 per cento.

A settembre – come anticipato da Agcult – il Mibac valuterà “una gestione più flessibile dell’iniziativa, con maggiore autonomia per i singoli direttori che avranno a disposizione un pacchetto di giornate gratuite (numericamente simile a quanto avviene oggi)” da gestire con maggiore discrezionalità da parte dei vertici museali.

In vigore dal luglio del 2014 l’iniziativa ha visto la partecipazione in tutte le sue edizioni di oltre 10 milioni di visitatori nei soli musei statali. Il decreto Franceschini (Decreto 27 giugno 2014, n. 94) stabilisce che ogni prima domenica del mese non si paga il biglietto per visitare monumenti, musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali dello Stato.

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