Quasi 100 storie arrivate da 23 Paesi: sono i numeri della call per le storie del patrimonio europeo (European Heritage Stories), iniziativa pilota lanciata ad aprile e inserita nell’ambito delle Giornate europee del patrimonio. La call invitata i cittadini, le organizzazioni e le associazioni a raccontare la loro storia dell’Europa legata al patrimonio culturale (per approfondimenti leggi: Storie condivise per il patrimonio culturale: aperta la call che dà voce alle esperienze europee). Tutte le storie sono state pubblicate sul portale delle Giornate europee del patrimonio. Per 25 di loro è partita, inoltre, la fase di preselezione: la call, infatti, sosterrà un minimo di dieci storie europee con un finanziamento di massimo 10mila euro ciascuna (budget totale 100mila euro). Sei storie arrivano dall’Italia.

IL LAVORO DELLE COMUNITA’

Con 98 storie presentate, European Heritage Stories è una delle iniziative chiave dell’Anno europeo del patrimonio culturale. Presentando le storie legate al patrimonio nascosto dell’Europa, il progetto consente un più ampio riconoscimento di luoghi e oggetti, evidenziando il lavoro svolto dalle comunità locali. Il valore delle storie sta nella loro unicità e nel fatto che svelano storie poco conosciute (oggetti culturali, siti, tradizioni e persone) come i segreti del ducato perduto in Polonia o l’impatto della prima guerra mondiale sull’identità svedese. Ci sono anche storie che si concentrano sui paesaggi europei, come i sentieri della Finlandia o l’Ulcinj Salina, uno dei principali siti naturali del Montenegro.

LE STORIE ITALIANE

La prima storia italiana arriva dalla Sardegna e precisamente dal paese di San Sperate, vicino Cagliari. Nel 1968, sull’onda della contestazione giovanile, il muralista Pinuccio Sciola concepì il progetto di trasformare il proprio paese in un “Paese Museo”. I murales resero famoso il piccolo centro, che fu raggiunto da artisti italiani e stranieri. “Una storia che racconta come le comunità, grandi o piccole, fanno parte di ciò che rende l’Europa unica per storia e diversità: Paese Museo è solo uno degli esempi di coinvolgimento e partecipazione attiva della comunità per la promozione dell’arte e dello scambio culturale. C’è poi l’esperienza de ilCartastorie, Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, nato per valorizzare l’enorme patrimonio di storie e di personaggi custodito nelle scritture degli antichi banchi pubblici napoletani. Circa ottanta chilometri di scaffalature contengono diciassette milioni di nomi, centinaia di migliaia di pagamenti e dettagliate causali che ricostruiscono un affresco vivo di Napoli e di tutto il Mezzogiorno, dal 1573 sino ai giorni nostri. Un tesoro di memorie lungo 450 anni.

Si torna in Sardegna con il Santuario nuragico di Santa Vittoria di Serri, uno dei più importanti complessi culturali della Sardegna nuragica. È situato sull’estremità occidentale della Giara di Serri, in posizione di largo dominio geografico tra le regioni storiche della Marmilla e del Sarcidano, in un’area complessiva di circa 22 ettari. La sua scoperta risale agli anni 1907-1909 quando l’archeologo Antonio Taramelli mise in luce sull’altopiano basaltico una serie di antiche strutture che svelavano un’intensa frequentazione durante l’epoca nuragica con una continuità d’uso in età punica, romana e bizantina. Tappa in Lombardia per la terza storia italiana: si tratta dei racconti di quattro donne (Ippolita, Agnese, Anna e Alba) che hanno avuto un ruolo di primo piano a Palazzo Besta, dimora rinascimentale parte del Polo museale della Lombardia. C’è, infine, il restauro di un crocifisso del XIV secolo nella Chiesa di San Zaccaria a Venezia, finanziato dall’Associazione dei Comitati Privati internazionali per la Salvaguardia di Venezia. La Chiesa di San Zaccaria è un luogo che ha non solo un’importanza storico-artistica per le importanti opere d’arte che conserva, ma è una testimonianza dell’ “attraversamento” di diverse religioni.

Per approfondimenti:

European Heritage Stories

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