Ministro BonisoliIl ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, di ritorno da Napoli dove ha presentato alla stampa tre epistole autografe di Giacomo Leopardi acquistate alcune settimane fa dal Mibac, è voluto tornare sul tema delle domeniche gratuite per spegnere le polemiche nate nelle ultime ore. “Sono rimasto molto stupito perché in un’intervista ho esattamente ripetuto quanto detto alcuni giorni fa alle commissioni Cultura di Camera e Senato, ovvero che le domeniche gratuite vanno superate”.

Le domeniche gratuite, ribadisce, sono state una “grande bella cosa all’inizio per promuovere i musei, tante persone che sono andate a visitarli, ma ora c’è l’opportunità di fare di più e meglio quello che abbiamo fatto fino ad adesso. Abbiamo la possibilità di fare qualcosa di nuovo”.

Magari, spiega, “si potrà differenziare per giorni della settimane, per stagioni, per fasce orarie, ma soprattutto si potrà adattare quelle che sono le regole alle singole specificità, perché Milano non è Pompei”.

“Vuol dire – sottolinea Bonisoli – che la gratuità, importante dare accesso gratuito al nostro patrimonio culturale, resterà ed anzi sarà aumentata proprio per far sì che attraverso un’operazione di valorizzazione intelligente si riesca a rendere più fruibile il nostro enorme patrimonio a un gran numero di cittadini, indipendentemente dalle condizioni economiche”.

“Questo è un nostro impegno e continueremo”, ha concluso il titolare del Collegio Romano.

L’APPELLO DI FRANCESCHINI: BONISOLI FACCIA MARCIA INDIETRO

Nelle scorse ore in molti avevano criticato le parole di Bonisoli che aveva espresso la volontà del governo di eliminare, nella loro forma attuale, le domeniche gratuite nei musei italiani. Tra questi anche l’ex ministro Dario Franceschini, che nel corso di una conferenza stampa improvvisata alla Camera ha chiesto al suo successore di fare marcia indietro.

Per l’ex ministro della Cultura, si è trattato di “una grande operazione culturale pedagogica che ha riavvicinato i cittadini al patrimonio culturale della propria città e che ha fatto anche aumentare i visitatori a pagamento. Ci sono persone che sono andate al museo per la prima volta nella loro vita grazie a questa iniziativa. Siamo anche andati incontro a migliaia di persone che non avevano la possibilità di pagarsi l’ingresso a un museo”.

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