Tutto pronto per l’avvio del Sistema museale nazionale. Il direttore generale Musei del Mibac Antonio Lampis ha pubblicato il primo decreto organizzativo e di funzionamento del Smn costruito sui principi di ‘burocrazia zero’, autovalutazioni informatiche e comunicazioni digitali. Ora è anche stata completata, con le designazioni della Conferenza Unificata, la composizione della Commissione cui spettano compiti relativi all’accreditamento, attività di proposta per il potenziamento del Sistema e l’aggiornamento dei livelli di qualità.

Ma il passaggio è delicato. È necessario infatti che i passi iniziali siano impostati correttamente affinché il lavoro successivo possa procedere nella direzione giusta. È per questo che ICOM Italia interviene per evidenziare i passaggi più delicati di questa fase sottolineando i presupposti teorici e tecnici ai quali rimanere ancorati. Tiziana Maffei, presidente del Consiglio internazionale dei Musei, auspica pertanto che “sia convocata il prima possibile una riunione della Commissione appena nominata (di cui fa parte, ndr) per condividere l’impostazione del lavoro”.

TIZIANA MAFFEI (ICOM ITALIA)

“Il Sistema Museale Nazionale fondato su processi condivisi e partecipati dalle amministrazione responsabili dei musei – spiega ad AgCult Tiziana Maffei -, potrà affiancare l’accreditamento dei musei sui criteri minimi di qualità – formalmente definiti a febbraio dal Decreto Ministeriale in coerenza con i principi del Codice Etico dei musei di ICOM – alla costituzione su base cooperativa di sistemi territoriali. Il confronto avvenuto in seno alla comunità museale in questi ultimi mesi è a disposizione del Ministero per definire al meglio i caratteri della piattaforma di accreditamento. Uno strumento fondamentale non solo per comprendere la realtà esistente ma accompagnare il processo di miglioramento dei musei e sostenere una cultura di gestione sostenibile appropriata alle complesse potenzialità culturali della realtà patrimoniale italiana”.

ICOM Italia ha partecipato al percorso avviato dal Ministero per i Beni e Attività Culturali per la riforma dei musei statali. Con i suoi rappresentanti ha partecipato attivamente ai lavori della Commissione ministeriale (Commissione Casini) di studio per l’attivazione del Sistema Museale Nazionale e a vari gruppi di lavoro paritetici Ministero/Regioni per la definizione dei requisiti minimi di qualità della valorizzazione. Tale collaborazione ha contribuito alla stesura di documenti importanti per l’attuazione del Sistema Museale Nazionale, come la relazione conclusiva e i documenti preparatori della Commissione Casini e il documento finale del Gruppo di lavoro sui livelli minimi uniformi di qualità.

ICOM Italia ha quindi organizzato a fine giugno un Seminario del gruppo dirigente in cui ha discusso le modalità, le procedure e gli strumenti per la costituzione del SMN. In quell’occasione ICOM Italia ha richiamato l’attenzione di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti su alcuni temi prioritari. Innanzitutto, sull’individuazione delle istituzioni museali che potranno accedere al Sistema museale nazionale (aree e dei parchi archeologici, complessi monumentali, ecomusei, etc.). Ma anche la collaborazione istituzionale tra Stato, Regioni, Enti locali. E ancora i sistemi informatici e informativi che il Ministero intende mettere in atto. Per finire con un richiamo al personale che opera e opererà nei musei del Sistema e alla formazione.

LA COLLABORAZIONE STATO-REGIONI-ENTI LOCALI

Innanzitutto, ICOM Italia ritiene sia importante evidenziare che “l’accreditamento è strumento fondamentale per promuovere la crescita omogenea in tutto il Paese del livello di qualità dei musei pubblici e privati. Da questo punto di vista, la massima integrazione di azione e programmazione tra Stato e Regioni assume un valore decisivo per il successo del SMN. Per ICOM Italia tale integrazione è cruciale in ogni fase di organizzazione del SMN e nella definizione di ogni strumento di lavoro. Sarebbe inoltre auspicabile che anche nelle Regioni ove è previsto l’accreditamento automatico (e non è quindi richiesta formalmente la costituzione dell’Organismo regionale per l’accreditamento) oltre a quanto definito dal DDG Musei (art 1 c.7) si creino forme di collaborazione e confronto con il Polo museale statale, con le associazioni di Musei e l’ANCI al fine di condividere politiche comuni per i Musei di diversa proprietà e gestione”.

GLI STRUMENTI INFORMATICI E INFORMATIVI

Il processo di accreditamento al SMN richiede la realizzazione di un sistema informativo nazionale condiviso dal MiBAC, Regioni e Province autonome che permetta l’eventuale interazione con i sistemi regionali e la creazione di una banca dati nazionale. Poiché sono previste procedure diverse, è di particolare importanza che sia garantita la massima omogeneità di azione e di valutazione in ogni regione e a livello nazionale e che gli strumenti informatici siano coerenti e interoperabili.

IL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO DEI SINGOLI MUSEI

Nel documento ICOM Italia di fine giugno si faceva notare che “anche se si prevede che l’accreditamento sia unico (cioè attribuito all’istituto museale complesso formalmente istituito e non ai singoli Musei che lo compongono), il sistema di rilevamento, autovalutazione e accreditamento deve essere predisposto in modo da registrare le caratteristiche e il livello dei servizi delle singole strutture, anche per poterne seguire i miglioramenti nel tempo e per garantire omogeneità con i vari sistemi informativi regionali e con le rilevazioni ISTAT. Peraltro non si possono escludere eventuali futuri cambiamenti organizzativi e amministrativi per gli istituti oggi senza autonomia amministrativa e organizzativa”.

Pertanto, “per i Musei o Luoghi della Cultura appartenenti ad una rete, è quindi necessario che la piattaforma nazionale riesca a distinguere i requisiti garantiti dal singolo istituto dai requisiti, come previsto dalla normativa, assicurati in condivisione con le altre strutture di una rete. È opportuno inoltre riuscire a identificare e rilevare le caratteristiche della rete di appartenenza, come avviene in alcuni sistemi regionali. Conoscenze che possono stimolare politiche culturali innovative e di ampio respiro anche dal punto di vista della sostenibilità gestionale ed occupazione professionale”.

IL PERSONALE E LA FORMAZIONE

Senza personale professionalmente qualificato, responsabilizzato e motivato – spiega infine ICOM – “non sono possibili percorsi di crescita della qualità degli istituti museali. Il rispetto degli standard minimi sul personale sono tanto impegnativi quanto indispensabili”. Pertanto, è necessario prevedere “la realizzazione di un programma di formazione permanente per operatori museali e la messa in rete di alcune figure professionali specializzate per esigenze specifiche e/o temporanee di alcuni Musei, anche grazie alla semplificazione dell’amministrazione delle risorse umane nel pubblico impiego”.

Approfondimenti:

Il Documento del direttivo Icom Italia

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