La Lombardia sarà la sede del Congresso Mondiale dell’arte rupestre IFRAO, che si terrà in Valcamonica (Brescia), a Darfo Boario Terme, dal 29 agosto al 2 settembre 2018. Il congresso è organizzato dal Centro Camuno di Studi Preistorici e dalla Cooperativa Archeologica Le Orme dell’Uomo, con il sostegno dell’assessorato all’Autonomia e alla Cultura di Regione Lombardia, della Provincia di Brescia e degli Enti Locali.

La conferenza stampa di presentazione del Congresso si è tenuta a Milano alla presenza di Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia; Pier Luigi Mottinelli, Presidente della Provincia di Brescia; Maria Giuseppina Ruggiero, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali; Sergio Bonomelli, Presidente del Gruppo Istituzionale di Coordinamento del sito UNESCO n. 94 “Arte Rupestre della Valcamonica”; professor Angelo Fossati, Segretario Generale del Congresso IFRAO, Tiziana Cittadini, Direttore del Centro Camuno di Studi Preistorici.

La Valcamonica è stata scelta in quanto primo sito con arte rupestre a entrare nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO: una decisione pionieristica che ha portato all’attenzione internazionale queste primordiali manifestazioni dell’intellettualità come momento fondante della cultura.

Il tema del congresso “Standing on the shoulders of giants / Sulle spalle dei giganti” sottolinea come l’arte delle origini costituisca una grande fonte di ispirazione per l’uomo moderno consentendogli di guardare al di là e al di sopra delle attuali culture.

Trentacinque sessioni affronteranno in 5 giorni soggetti e temi regionali (dalle statue stele alpine ai deserti australiani), recenti scoperte, nuove tecnologie e storia delle ricerche, per un totale di 530 comunicazioni. 500 relatori provenienti da oltre 50 Paesi di tutti i continenti illustreranno i risultati dei loro studi sull’arte rupestre a cavallo fra archeologia, antropologia, storia dell’arte, studi interdisciplinari, in un grande excursus cronologico e geografico.

Il Congresso sarà accompagnato da eventi culturali, uscite e visite a siti rupestri della Valcamonica, lectiones magistrales di importanti ricercatori. Grazie al prezioso sostegno delle istituzioni pubbliche e di sponsor privati l’accesso alle sale in cui si terranno le comunicazioni è libero e gratuito.

L’ARTE RUPESTRE

L’arte rupestre è un patrimonio ricco ma fragile, il miglior strumento per tutelarlo è farlo conoscere. La conoscenza delle origini, della propria storia, dei suoi riferimenti, collegamenti, fusioni deve essere parte delle conoscenze di ogni individuo. Permettere anche al vasto pubblico di percepire l’importanza storica e culturale dell’arte preistorica e tribale significa responsabilizzare e coinvolgere tutti nella sua salvaguardia.

Molto di questo patrimonio è andato perduto: delle manifestazioni artistiche minori poco ci è pervenuto, l’arte mobiliare è stata solo parzialmente ritrovata (perché interrata in siti archeologici). L’arte rupestre, proprio perché realizzata in buona parte all’aperto e su un supporto duraturo come la roccia, è in buona parte ancora visibile e costituisce oggi la documentazioni più completa delle culture più antiche.

La necessità di produrre arte ha accompagnato l’uomo fin dai suoi albori. In ogni area raggiunta dall’Homo sapiens sono stati ritrovati segni artistici: le indagini archeologiche hanno portato alla luce centinaia di siti di arte rupestre. Nel profondo delle grotte e dei rifugi oppure all’aria aperta, tutte le culture e le comunità preistoriche hanno prodotto arte rupestre dal Paleolitico fino alle soglie dell’età storica e a ragione si può affermare che l’arte rupestre sia l’elemento che accomuna tutti i Popoli.

I più antichi contesti di arte rupestre oggi conosciuti si trovano in Tanzania (Kondoa e Singida) e in Africa meridionale, con datazioni a partire dal 40.000 BP (Before Present) fino ai giorni nostri. Vasti ambiti rupestri sono presenti in Sud Africa e Lesotho (Drakensberg, Cederberg), Botswana (Tsodilo, distretto Nord Occidentale), Namibia (Twyfelfontein o /Ui-//aes, Damaraland), Zimbabwe (Matobo Hills), Malawi (Chongoni, Dedza), Chad (Ennedi) e Gabon (Lopé-Okanda, Ogooué Ivindo).

Il Nord Africa ha siti di arte rupestre databili a partire dal 12.000 BP in Marocco (Atlas), Libia (Tadrart Acacus), Algeria (Tassili n’Ajjer) e Egitto (Aswan, Nubia).

Nell’Asia Centrale ed Estremo Oriente, le prime documentazioni di arte rupestre risalgono a 35.000 anni fa. Importanti contesti rupestri più recenti sono presenti in India (Bhimbetka), Azerbaijan (Gobustan), Cina (Helanshan e Zuojiang Huashan), Kazakhstan (Tamgaly), Mongolia (Ukok) e Russia (Monti Altai, Siberia). Nell’Indonesia è stato recentemente ritrovato, nell’Isola di Sulawesi, un sito rupestre con figurazioni databili a partire dal 39.000 BP. Nel Medio Oriente, area obbligata dal passaggio delle grandi migrazioni, l’arte rupestre all’aperto è presente in Israele (Negev), Giordania (Wadi Rum), Arabia Saudita (Ha’il e Dahthami Wells) e Oman (Jebel Akhdar), con datazioni dal 12-10.000 BP fino a periodi più recenti.

Le prime forme documentate di arte rupestre in America settentrionale risalgono a circa 14.000 anni fa. I siti rupestri principali si trovano in Canada (British Columbia) e negli Stati Uniti (California, Nuovo Messico, Colorado, Texas e Washington). I siti dell’America centrale e meridionale hanno una cronologia che inizia da 25.000 BP in poi, anche se recenti studi stanno producendo datazioni più antiche. Ci sono importanti concentrazioni in Messico (Baja California), Brasile (Sierra da Capivara in Piauì e Serra do Lopo in Minas Gerais), Argentina (Cueva de las Manos, Santa Cruz), Cile (Rapa Nui e il deserto di Atacama) e nelle Hawaii.

In Australia le più antiche rappresentazioni sono datate intorno al 50.000 BP (con esempi anche molto più recenti) nel Kakadu e nel Kimberly. Altri importanti contesti rupestri si trovano nel Queensland, Northern Territory (Uluru), nel Nuovo Galles del Sud (Greater Blue Mountains Area) e nell’Australia meridionale (Panaramitee Hills). Ultimi, ma non meno importanti, sono i siti della Nuova Zelanda e delle Isole Salomone ad est di Papua Nuova Guinea.

L’arte rupestre più antica in Europa è databile al Paleolitico Superiore (circa 37.000 BP) e si trova in Francia (Chauvet, Ardeche), Portogallo (valle della Côa) e Spagna (El Castillo e Altamira, Santander). Esempi più recenti sono documentati in Francia (Bretagna e Perigord), Spagna (Levante spagnolo, Galizia), Portogallo (Valle del Côa, Duero e Tago), Gran Bretagna (Yorkshire e Scozia), Svezia (Tanum e Bohuslan) e Norvegia (Alta). L’arco alpino ha restituito siti di arte rupestre importanti in Italia (Valcamonica, Lombardia), Francia (Mont Bégo, Alpi marittime) e Svizzera (Carschenna, Grigioni).

In Valcamonica, l’escursus cronologico delle incisioni rupestri copre 12.000 anni.

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