colosseo musei visitatori soprintendenzeEliminare la prima domenica del mese gratuita per i musei-grandi attrattori (presi di mira dal turismo) e conservarla per tutti gli altri, pubblici o privati che dovrebbero comunque sviluppare strategie di conquista di nuovi pubblici attraverso un’adeguata attività di accoglienza e narrazione. Anche Claudio Bocci, direttore di Federculture, entra nel dibattito aperto dal ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli che ha annunciato di voler eliminare l’iniziativa delle domeniche gratuite per i musei italiani (voluta dal predecessore Franceschini nel 2014) affidando contestualmente ai direttori dei luoghi della cultura un pacchetto analogo (o superiore) di giornate gratuite da gestire in modo autonomo.

DISTINGUERE TRA GRANDI ATTRATTORI E PICCOLI MUSEI

Il direttore di Federculture spiega ad AgCult che in ogni caso “l’accoglienza e la fruizione del patrimonio culturale devono essere le più estese possibili. È il tema della partecipazione culturale all’insegna, oggi più che mai, della Convenzione di Faro che prevede proprio la partecipazione attiva dei cittadini alle politiche culturali”.

Per Bocci, è evidente che lo “sterminato patrimonio culturale italiano pone problemi di fruizione e quindi una distinzione fra i grandi attrattori che sono già presi d’assalto dal turismo, e che presentano semmai un problema di gestione dei flussi, e i musei dei poli regionali, dei musei civici e di quelli privati che non hanno questo tipo di problemi”.

IMPEGNARE I LUOGHI DELLA CULTURA NELL’AUDIENCE ENGAGEMENT

Una distinzione in questo senso, quindi, varrebbe la pena di farla, aggiunge Bocci. Allo stesso tempo occorre “impegnare questi musei a sviluppare strategie di audience development e audience engagement”.

Per Federculture, l’appuntamento fisso della prima domenica del mese dovrebbe restare come ‘evento’: “Occorre affidare ai grandi attrattori una strategia diversificata nella logica di riconquista dei pubblici e diversificazione dei flussi. Mentre per gli altri musei andrebbe mantenuto in chiave simbolica l’appuntamento della prima domenica del mese impegnando l’offerta culturale ad attrezzarsi per creare occasioni di animazione e di partecipazione”.

Infine, Bocci invita a fare anche una distinzione “tra residenti e turisti, per permettere ai cittadini di riappropriarsi del patrimonio culturale”.

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