Vacca Mibac MuseiLe domeniche gratuite per i musei statali sono servite come ‘lancio’ dell’iniziativa, ma adesso si può fare di più, calibrando le misure sulle esigenze dei singoli luoghi della cultura in un’ottica di aumento delle gratuità, in particolare per i piccoli e medi musei. Senza rinunciare alla possibilità di avere appuntamenti fissi. Gianluca Vacca, sottosegretario ai Beni culturali, torna con AgCult sul tema dell’accesso gratuito ai musei italiani ogni prima domenica del mese parlando a margine del question time in commissione Cultura alla Camera. Un’iniziativa voluta nel 2014 dall’allora ministro Dario Franceschini e che in questi giorni il successore, Alberto Bonisoli, ha detto di voler riformare abolendole nella loro formulazione attuale.

Vacca ribadisce l’intenzione del governo di predisporre in autunno un piano di aggiornamento della gratuità nei musei statali. Un lavoro ancora in corso che i tecnici del ministero stanno predisponendo confrontandosi e ascoltando le esigenze di tutti i soggetti interessati.

Un piano, assicura Vacca, pensato “per coniugare flessibilità con alcuni appuntamenti fissi differenziati – anche in base al tipo di museo – tra grandi attrattori e piccoli musei”. Secondo Vacca, bisogna “incentivare maggiormente quei luoghi dove le persone vanno meno, quindi medi e piccoli musei”.

Il sottosegretario non esclude che il piano possa prevedere in ogni caso “giorni fissi uguali per tutti e una maggiore flessibilità su altre giornate per permettere ai musei di proporre un’offerta calibrata sulle esigenze di ciascuna realtà, ragionando anche sulla stagionalità”. Nell’ambito di questa discrezionalità che avranno alcune realtà infatti – aggiunge Vacca – “si potrà ragionare sui periodi di maggiore e minore afflusso”.

Il sottosegretario torna anche sulle polemiche innescate dall’annuncio del ministro, ribadendo che Bonisoli “non ha mai detto che avremmo rinunciato ad appuntamenti fissi. Abbiamo sottolineato invece che da un appuntamento fisso, rigido per tutti i musei – che era servito all’inizio come lancio -, si poteva passare adesso a una fase più ragionata in cui diversificare, sempre nell’ottica di aumentare la gratuità calibrandola però sulle esigenze dei singoli musei. In particolare per quei luoghi della cultura che arrancano un po’ di più e che ovviamente hanno un minor afflusso”.

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