teatro Maggio musica capodannoIl ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, si è impegnato ad inserire nel primo provvedimento legislativo utile, la proroga al dicembre 2019 dei termini concessi per l’esercizio della delega sul Codice dello spettacolo, “in quanto i pochi mesi che mancano alla scadenza del termine fissato dalla legge per l’adozione dei decreti attuativi non costituiscono un orizzonte temporale sufficiente a garantire la conclusione dei lavori”. Lo ha ribadito il sottosegretario al Mibac, Gianluca Vacca, rispondendo a un’interrogazione della deputata Flavia Piccoli Nardelli, che aveva chiesto al governo di procedere in tempi brevi all’adozione dei decreti legislativi al fine di dare piena attuazione alla legge (leggi l’interrogazione).

Nella sua risposta Vacca ricorda che il ministro si è impegnato a procedere con l’elaborazione e la messa a punto delle proposte dei testi normativi per la disciplina dello spettacolo dal vivo “a partire dalle Fondazioni Lirico Sinfoniche, per le quali ha evidenziato l’esigenza di intervenire tempestivamente al fine di procedere alla revisione delle modalità di individuazione e nomina della governance”.

PD: A RISCHIO RIFORMA DELLO SPETTACOLO DAL VIVO

“Parole al vento: nel decreto Milleproroghe non vi è traccia di quella proroga” è la replica della Piccoli Nardelli, che in una nota denuncia: “La riforma dello spettacolo dal vivo è a rischio”, “una risposta che non ci aspettavamo e che lascia in sospeso tutto il mondo dello spettacolo italiano. Una risposta – spiega l’ex presidente della commissione Cultura della Camera – che tradisce l’annuncio dello stesso Ministro Bonisoli che, presentando le proprie linee programmatiche al Parlamento, aveva promesso di inserire nel primo provvedimento legislativo utile la proroga dei termini al dicembre 2019 così da poter garantire la riforma”.

IL CODICE DELLO SPETTACOLO

La Camera dei deputati ha approvato l’8 novembre 2017 con 265 voti favorevoli, 13 contrari e 122 astenuti il ddl “Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia” (il Codice dello Spettacolo). Il provvedimento aveva già ricevuto il via libera dal Senato il 20 settembre.

Presente in Aula l’allora ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che commentò: “Ci sono molte cose innovative nel testo, più risorse al Fus, il tax credit per la musica, l’estensione dell’art bonus, nuove forme di spettacolo, insomma un provvedimento importante che si aggiunge all’approvazione della nuova legge sul cinema. Grazie alla maggioranza e alle opposizioni, non sarebbe la prima volta che sui provvedimenti che riguardano la cultura c’è un consenso più largo rispetto alla maggioranza parlamentare, e questo mi fa sperare che nella prossima legislatura, comunque vadano le elezioni, le politiche culturali resteranno centrali nelle scelte strategiche del paese”.

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