E’ già stato avviato l’iter per assicurare risorse aggiuntive al settore dello spettacolo dal vivo in sede di legge di assestamento del bilancio dello Stato e sono allo studio strumenti tecnici volti oltre che al possibile reintegro delle assegnazioni 2018 anche alla individuazione di progetti meritevoli che non siano stati già individuati tra i beneficiari FUS. Lo ha assicurato il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, rispondendo a un’interrogazione dei deputati M5S, Michele Nitti e Paolo Lattanzio, nella quale si chiedeva al Mibac di assumere iniziative per rispondere “con efficacia ed incisività” alle preoccupazioni sorte in merito all’esclusione dal Fondo unico per lo spettacolo di tanti soggetti operanti nei diversi settori dello spettacolo dal vivo.

Nella sua risposta Vacca spiega che il decreto ministeriale 27 luglio 2017 – che delinea i criteri e le modalità per l’assegnazione dei contributi allo spettacolo dal vivo, a valere sul Fus – “non si basa sul principio della storicità di un organismo come valore in sé o della continuità della contribuzione, quanto piuttosto sulla capacità di aderire agli obiettivi strategici richiesti dal decreto ministeriale, declinati in obiettivi operativi e questi in fenomeni individuati per ogni tipologia di attività e a cui corrispondono i punteggi attraverso i quali le Commissioni competenti esercitano la propria attività di valutazione”.

In particolare, si prevede che nel primo anno di ciascun triennio (nel caso di specie, per il triennio 2018-2020, l’anno 2018) le Commissioni consultive competenti per materia, valutino “il raggiungimento della soglia minima di ammissibilità qualitativa pari a dieci punti. Qualora il punteggio conseguito dalla singola domanda sia inferiore a tale punteggio, la domanda stessa è respinta per carenza di qualità artistica”.

Per quanto riguarda le Commissioni consultive per lo spettacolo, il sottosegretario ricorda che la loro attività “è inserita all’interno di un complesso iter procedurale che necessita di un arco temporale ampio e non comprimibile, che deve essere avviato tempestivamente all’inizio di ciascun anno, per assicurare lo svolgimento di tutti gli adempimenti connessi sia alla liquidazione dei saldi dei contributi assegnati nell’anno precedente, sia all’assegnazione del contributo per l’anno in corso”.

Poiché le precedenti Commissioni consultive per lo spettacolo avevano completato il loro mandato il 31 dicembre 2017, al fine di garantire la continuità dell’azione amministrativa ed il regolare espletamento delle procedure previste dalla norma per la ripartizione dei Fondi Fus tra i diversi settori dello spettacolo con l’acquisizione del parere delle Commissioni consultive competenti per materia e successivamente quello della Conferenza Unificata, l’Amministrazione ha provveduto a pubblicare in tempo utile per la gestione del FUS 2018, ovvero il 6 novembre 2017, gli avvisi aventi ad oggetto la manifestazione di interesse alla nomina a componente delle commissioni consultive per lo spettacolo (Musica, Teatro, Danza, circhi e spettacolo viaggiante). Alla scadenza del 28 novembre sono pervenute 82 candidature.

Infine, per quanto riguarda il numero delle imprese storiche non ammesse, Vacca evidenzia che dai dati emerge che il numero dei nuovi ingressi ed il totale dei soggetti ammessi a contributo nel triennio 2018/2020 registra un saldo attivo in termini quantitativi rispetto ai soggetti beneficiari dei Fondi FUS del precedente triennio.

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