Crimi Gallo editoria CameraQuello dell’Ordine dei giornalisti “è un tema complesso, le nostre prime preoccupazioni saranno quelle di tutelare le figure dei giornalisti. I nostri primi interventi legislativi – che non saranno calati dall’alto ma parlamentari –  saranno quindi sulla tutela dei giornalisti, sulla diffamazione intimidatoria e la tutela per quanto riguarda le fonti”. Lo ha assicurato il sottosegretario con delega all’Editoria, Vito Crimi, intervenendo in commissione Cultura della Camera per il seguito dell’audizione sulle linee programmatiche del Governo in materia di Editoria.

“Ho avuto l’accortezza – spiega Crimi – di incontrare i nuovi vertici dell’Ordine dei giornalisti: la mia prima preoccupazione è stata quella di attendere il processo di autoriforma che stanno cercando di mettere in atto. Una serie di interventi che ancora non ho visto e che dovrebbero essere proposti a ottobre. A seguito di questo faremo le nostre valutazioni su un eventuale sostegno o meno all’abolizione dell’Ordine”.

UN NUOVO MODO DI FARE INFORMAZIONE

“Abolire l’Ordine non è una cosa che si fa così, se si deciderà di abolirlo sarà necessario rivedere tutto il sistema degli automatismi, come Inpgi e Cassa dei giornalisti. Vanno riviste poi anche le nuove professioni e il nuovo modo di fare informazione: oggi c’è tutto l’insieme dei comunicatori, dei social media manager, si sta affacciando tutto un modo nuovo di fare informazione. Va affrontato questo tema, il riconoscimento della professionalità di questi giornalisti”.

DIRITTO D’AUTORE

Sul diritto d’autore “dobbiamo distinguere due tipologie: la primo è il reato, quando per esempio vengono diffusi eventi sportivi già comprati legittimamente da altre piattaforme. Sono dei business che vanno perseguiti. Altra è la diffusione dei contenuti in rete, che spesso avviene inconsapevolmente perché non c’è una cultura del diritto d’autore. L’utente singolo si trova a condividere contenuti non rendendosi conto che sta diffondendo un prodotto che dietro ha un autore, che vorrebbe essere tutelato. Qua bisogna fare una cultura del diritto d’autore, non si può delegare la decisione alle piattaforme”.

E’ necessario, prosegue il sottosegretario, “consentire alle piattaforme e ai soggetti che devono tutelare il diritto d’autore di creare dei protocolli d’intesa, dei sistemi di scambi –  o monetari o d’informazione – con il governo che vigila affinché questi eventuali protocolli non vadano a penalizzare i piccoli soggetti e non diventino dei protocolli tra over the top che vadano a sopprimere la tutela dei piccoli”.

SIAE

“Sicuramente va di fatto liberalizzato il mercato nella sostanza e non solo nel diritto, e per fare questo bisogna tenere conto di due aspetti: la vigilanza e dei sistemi che permettano la raccolta semplificata, in particolare per quei soggetti che hanno a  che fare con una molteplicità di soggetti. Si può creare un hub o un’associazione delle stesse aziende che fanno questo tipo di servizio, sul modello di altre esperienze estere. Sicuramente dobbiamo avere una grande attenzione nei confronti degli autori, che spesso sono dimenticati”.

SPOTIFY

Sulla questione Spotify “la questione è aperta”, ha poi concluso Crimi rispondendo a una domanda del deputato Federico Mollicone (Fdi). “Ancora non so dire che tipo di provvedimenti si possono prendere e che tipi di provvedimenti può prendere lo Stato nei confronti di un’azienda come quella. Sicuramente è un tema che non riguarda solo Spotify”.

A SETTEMBRE TRE TAVOLI DI CONFRONTO

“Ai primi di settembre – ha quindi annunciato – ho intenzione di aprire dei tavoli di confronto con tutti i soggetti interessati su tre temi: uno sul giornalismo, uno sulla Siae e sul diritto d’autore, e uno sulla filiera dell’editoria nel suo complesso che è un settore che va rivisto. Spero che sia possibile farli nella maniera più trasparente e pubblica possibile – ha detto – nel senso che sia consentita la partecipazione anche di rappresentanti di gruppi politici”, ha concluso Crimi.

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