Commissione Cultura Camera“Dobbiamo registrare un sottosegretario all’Editoria abbastanza incerto e ha dimostrato che su alcuni argomenti il governo non sa ancora quali strade intraprendere”. Così il deputato Federico Mollicone (Fdi), commenta con AgCult il seguito dell’audizione del sottosegretario Vito Crimi in commissione Cultura della Camera.

“Abbiamo fatto domande sulla vicenda del diritto d’autore, sulla riforma in base alle direttive europee, sul contenzioso Siae-Soundreef, sulla difesa degli artisti italiani su Spotify. E su questo lo abbiamo anche incalzato, infatti ha detto apertamente che il governo non ha idea di come affrontare la vicenda”.

“Questo dimostra che il governo che doveva essere del cambiamento e dell’innovazione, in realtà su temi strategici come l’impatto dell’innovazione tecnologica sul diritto d’autore e sulla libertà d’espressione, è molto incerto e impreparato”. Per queste ragioni, conclude Mollicone, “come si fa con gli studenti, rimandiamo il sottosegretario a settembre”.

Nel suo intervento in commissione, Mollicone aveva posto il problema di Spotify e della tutela degli autori italiani. “Rispetto a questo il colosso svedese ha cause miliardarie a livello internazionale, perché prenderebbe le tracce di autori mettendole online senza riconoscerne i diritti. Gli autori italiani si lamentano pure che, quando vengono riconosciuti i diritti, sono talmente minimi che costituiscono uno sfruttamento della proprietà intellettuale”.

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