Dal Piano strategico del Turismo alle guide turistiche, dall’Enit all’organizzazione del ministero per finire con i prossimi impegni dopo la pausa estiva e le accuse di aver ottenuto la delega al turismo per “un suo capriccio”. Il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio commenta i temi più caldi del settore in un’intervista rilasciata ad AgCult a margine dell’approvazione alla Camera della conversione in legge del Decreto che assegna al suo ministero la delega al Turismo spostandola dai Beni culturali dove l’avevano voluta i governi Pd della passata legislatura. È contento Centinaio “perché questo passaggio vuol dire partire ora il più velocemente possibile”.

Finora infatti – per rispetto nei confronti di Camera e Senato – aveva atteso la conversione formale del Decreto prima di entrare nel vivo del suo lavoro da ministro del Turismo. “Da settembre – spiega – comincerò a incontrare i dipendenti (che adesso hanno tempo 15 giorni per esercitare l’opzione se rimanere al Mibac o seguire la delega) con cui potremo parlare veramente di trasferimento del ministero. E sempre a settembre cominceremo a incontrare in modo ufficiale le associazioni di categoria”. Per ora “ho già incontrato le Regioni”. Il primo dossier interno da affrontare sarà l’Enit. “Penso che sia giusto che il braccio operativo del ministero inizi subito a lavorare in modo più mirato”.

PIANO STRATEGICO DEL TURISMO

In questa fase “stiamo valutando il Piano strategico del Turismo, anche se non mi entusiasma particolarmente perché è un piano senza dati. Venendo dal settore privato – quando faccio un piano strategico a breve, medio e lungo periodo – faccio sempre ragionamenti con dati e obiettivi. Qui vedo pochi obiettivi e pochi dati di analisi. Per questo non mi piace. Alcuni passaggi non mi dispiacciono, altri mi sembrano un po’ un libro dei sogni. Anche questo voglio vederlo coi privati e con la rappresentanza delle Regioni. Alcuni privati (albergatori, guide turistiche, etc) mi hanno detto che non serve a niente, ora dobbiamo vedere se davvero non serve a niente”.

GUIDE TURISTICHE

Sulla questione delle guide turistiche, il ministro Centinaio ha ben chiaro di voler arrivare a “una riforma. Ne ho già parlato con le Regioni che sono d’accordo: una riforma che sia il più territoriale possibile. Non posso pensare che una persona che ha conseguito l’abilitazione a guida turistica a Bolzano venga a spiegare Piazza Armerina. O, ancora peggio, che uno che arriva dalla Cina sostituisca una guida turistica al Colosseo. Io penso che più locali sono, meglio è. Più precise sono, più riusciamo a dare una risposta culturale ai territori”. Con le Regioni che sono andate avanti in maniera autonoma sull’organizzazione del sistema delle guide turistiche “sono disposto a ragionare su un piano nazionale che però preveda la peculiarità delle Regioni. Io voglio andare in quella direzione”.

LE ACCUSE DI CAPRICCIO

Nel corso del dibattito in aula prima dell’approvazione del trasferimento delle competenze del turismo al Mipaaf in molti hanno parlato di una misura adottata per soddisfare “un capriccio” dell’attuale ministro. A cominciare dall’ex titolare dei Beni culturali e del turismo Dario Franceschini. “Penso che la risposta a Franceschini l’abbia data il G20 dell’agricoltura – risponde Centinaio – dove all’unanimità i ministri dell’Agricoltura dei 20 Paesi più importanti al mondo dicono che il turismo e l’agricoltura è un abbinamento vincente per valorizzare le aree rurali e quelle non intasate da turisti come le città d’arte, dove adesso stiamo pensando anche di mettere il limite di accesso. Questo è un progetto importante”. E poi aggiunge: “Sono state le associazioni di categoria che hanno detto che doveva essere Centinaio il ministro del Turismo perché era competente”.

RAPPPORTO COL MIBAC E GLI ALTRI MINISTERI

In ogni caso, dopo il trasferimento delle competenze il rapporto col Mibac continuerà, assicura Centinaio. “Continuerà nel migliore dei modi – chiarisce -. Penso che assolutamente Bonisoli debba essere un attore protagonista del turismo in Italia. Ma penso pure che questo non valga solo per il Mibac. In molti non hanno capito che la delega al Turismo sarà una delega trasversale su tutti i ministeri. Ho già parlato con Di Maio, con Toninelli, con il ministro Bussetti e il ministro Grillo (penso ad esempio alle terme). Sarà un ministero che ragiona a 360 gradi con tutti”.

IL MINISTERO DEL TURISMO

L’obiettivo di Centinaio resta comunque arrivare a “un ministero del Turismo. Sono convinto che questo sia un passaggio. Lo abbiamo detto in più di un’occasione. L’obiettivo finale è quello di dare maggiore dignità al turismo nel nostro Paese. Oggi come oggi era praticamente impossibile. Bisognava ricostruirlo. Il fatto di averlo preso in carico all’agricoltura con un Dipartimento rappresenta già una crescita rispetto alla Direzione del Mibact. Il fatto che i dipendenti andranno nella sede dell’Enit ci permetterà di ricostruire la ‘casa del turismo italiano’ con la possibilità di avere controllore e controllato nello stesso edificio. C’è un bel fermento”, ha concluso.

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