Il ministero dei Beni culturali intervenga per sostenere l’avvio dell’istruttoria per l’apposizione dei vincoli paesaggistici su alcuni quartieri di Roma, a tutela dei valori urbanistici, architettonici e paesaggistici da questi rappresentati, e per tutelare villa Paolina di Mallinckrodt ed evitare così la demolizione di un edificio del ‘900. Lo chiede la deputata Flavia Piccoli Nardelli (Pd) in un’interrogazione indirizzata al Mibac.

Dopo la demolizione della palazzina anni trenta di via Ticino nel quartiere Coppedè, un altro edificio storico, Villa Paolina di Mallinckrodt, del Municipio II di Roma sembra andare verso lo stesso destino, al posto della quale dovrebbe sorgere un palazzo moderno di otto piani.

Il 30 marzo 2018, ricorda l’ex presidente della commissione Cultura della Camera, “il Segretario generale del Ministero per i beni e le attività culturali, rende noto che, in seguito a una riunione con l’Ufficio legislativo e l’Ufficio Unesco del Mibac, la dg per l’archeologica le belle arti e il paesaggio, la Soprintendenza speciale archeologia belle arti e paesaggio di Roma e i rappresentanti locali e nazionali dell’associazione Italia Nostra, verrà avviata l’istruttoria per l’apposizione di una serie di vincoli paesaggistici a salvaguardia dei valori urbani e storici delle testimonianze urbanistiche post unitarie e dei primi decenni del XX secolo presenti a Roma, riguardanti in particolare i villini del Novecento nei quartieri più esposti al rischio di manomissione”.

Anche un comitato di cittadini “ComitatoSalviamoVillaPaolina”, con più di 650 firme, ha inviato al Mibac un esposto per chiedere di salvare villa Paolina, perché riveste un interesse di importante rilievo artistico, architettonico e etno-antropologico, in quanto conserva ancora in originale l’espressione dello stile barocchetto tipico dell’Italia dei primissimi anni del ‘900.

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