Via Francigena CamminiNel tempo in cui l’attenzione è rivolta ai moderni corridoi infrastrutturali di collegamento con l’Europa nelle direzioni nord-sud ed est-ovest, uno sguardo alla Via Francigena può contribuire fortemente alla riscoperta dell’identità originariamente europea del nostro Paese e delle radici dell’Europa, a intensificare gli scambi con gli altri popoli europei, a unire la geografia e la storia dell’Europa. E’ per questo che la senatrice di Forza Italia Maria Rizzotti ha presentato un disegno di legge che ha come obiettivo la valorizzazione dell’itinerario storico della Via Francigena, che (insieme al Cammino di Santiago di Compostela) rappresenta, a giudizio dei firmatari della legge, “un segno tangibile della comunità spirituale e culturale europea e che costituisce un momento importante in grado di sottolineare efficacemente l’impegno per la ricerca delle origini comuni e per la fattiva cooperazione tra diversi Paesi che anima questa fase di progressiva unità dell’Europa, per la costruzione dell’identità europea”.

Il disegno di legge è stato assegnato a fine giugno alla 7a commissione Cultura del Senato in attessa di essere calendarizzato. Il ddl intende inoltre promuovere azioni coerenti per la valorizzazione della Via Francigena, consentendone la migliore conoscenza e salvaguardandone la memoria, nella consapevolezza che “tale itinerario storico sia un elemento fondante della comune cultura europea, nonché favorire un adeguato sviluppo dei territori interessati anche grazie al consolidarsi di flussi di turismo culturale e ambientale”.

OBIETTIVI DEL DDL

Con questo disegno di legge si intende quindi rispondere alla necessità di affrontare organicamente, nell’ambito di un progetto unitario di chiara valenza nazionale ed europea, ed in modo il più possibile coordinato tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti – nel rispetto delle rispettive autonomie e degli specifici compiti istituzionali – l’insieme di azioni necessarie alla valorizzazione delle tradizioni spirituali, musicali, letterarie, artistiche, architettoniche e al miglioramento dell’offerta culturale, turistica e ambientale nei territori interessati dalle persistenze della Via Francigena.

Il disegno di legge ammette a finanziamento – previa valutazione dell’apposita Commissione – i progetti di intervento, anche in partenariato con i privati, per il recupero e la valorizzazione dei tracciati viari sopravvissuti (o rievocabili), dei luoghi di accoglienza (xenodochi, hospitalia, chiese e monasteri a loro collegati, oratori, luoghi di forte devozione popolare, alberghi veri e propri che sorgono soprattutto ad iniziare dall’età dei comuni), di ponti e guadi, delle direttrici secondarie incrocianti il percorso maggiore. Tutto questo, oltre che alla conoscenza della «cornice» spirituale culturale che sosteneva il valore e le funzioni della Via Francigena, deve portare alla rievocazione della complessa rete di comunicazioni e del contesto ambientale che ne costituivano la base insostituibile.

Proprio per questo si prevede di operare per progetti di area vasta, anche interregionale, che tengano conto dell’ampio quadro delle dinamiche storiche, economiche e di pianificazione che interessano il territorio. Lo scopo è anche quello di inserire in modo organico l’intervento straordinario per la Via Francigena nelle scelte di programmazione ordinaria già individuate, per favorire l’ottimizzazione delle risorse e la massima efficacia degli interventi.

L’ITINERARIO DELLA VIA FRANCIGENA

L’Arcivescovo di Canterbury Sigerico, intorno al 990, lascia traccia scritta dell’antico cammino di pellegrinaggio e fissa così il percorso che ancora oggi individua la Via Francigena. Dopo Canterbury si attraversavano i centri di Dover, Sombre, Guînes, Thérouanne, Bruay, Arras, Doingt, Seraucourt le Grand, Laon, Corbeny, Reims, Châlons sur Marne, Fontaine sur Coole, Donnement, Brienne la Ville, Bar sur Aube, Blessonville, Hurnes, Grenant, Cussey sur l’Ognon, Besançon, Nods, Pontarlier, Yverdon, Orbe, Lausanne, Vevey, Aigle, Saint Maurice, Orsières, Bourg Saint Pierre, Saint Rhétny. Attraversate le Alpi in Valle d’Aosta, la strada scendeva dal Piemonte e dalla Lombardia attraversando i centri di Aosta, Poley, Santhià, Vercelli, Tromello, Pavia, Santa Cristina e Corte Sant’Andrea nella pianura padana, proseguendo per Piacenza, Fiorenzuola d’Arda, ove si dipartiva la variante piacentina, Fidenza e Parma, valicava l’Appennino presso Berceto, scendeva da Montelungo lungo la valle del Magra per raggiungere Pontremoli, Villafranca (ove si riscuotevano i pedaggi della Romea), Aulla, Santo Stefano, Sarzana e Luni. L’itinerario proseguiva attraversando tutta la Toscana passando per Carrara, Massa, Ponte San Pietro, Lucca, Altopascio, Fucecchio, San Miniato, Chianni, Poggibonsi, San Gimignano, Siena, Montalcino, San Quirico d’Orcia, Abbadia San Salvatore, Radicofani e, attraverso la valle del Paglia, raggiungeva Acquapendente, Bolsena, Montefiascone e Viterbo. Percorrendo l’attuale via Monte Mario si giungeva a Roma.

L’itinerario era costituito non da una singola strada ma da un insieme di percorsi e sentieri, o meglio da un «fascio di strade», secondo l’efficace definizione della più recente storiografia. Numerose erano quindi le varianti e le possibilità che si aprivano al pellegrino, in ragione anche delle vicende politiche e militari dei diversi territori.

Tra le varianti più significative si può ricordare quella che dal Moncenisio via Torino-Asti-Gavi raggiungeva Genova per proseguire poi ad est lungo la costa ligure, congiungendosi all’itinerario sopra descritto poco prima di Sarzana. Il percorso della Via Francigena interessa quindi direttamente sette regioni italiane: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio. Ad esse si debbono poi aggiungere al sud i comuni della Campania e della Basilicata. Pare ovvio sottolineare l’effetto potenziale di attrazione e promozione all’utilizzo di tale percorso a fini turistici e di scambio culturale che si potrebbe ottenere mediante la proposizione di un’offerta turistica, culturale e ambientale, concretamente strutturata e preventivamente promossa e fatta conoscere: un’offerta turistica con una visione unitaria.

L’ATTENZIONE NEL TEMPO ALLA VIA FRANCIGENA

Nel 1994, il Consiglio di orientamento degli itinerari culturali del Consiglio d’Europa decise di raccomandare l’elezione della Via Francigena a itinerario culturale. Il 21 aprile 1994, la Direzione educazione, cultura e sport del Consiglio d’Europa ha ufficializzato il riconoscimento di itinerario culturale della Via Francigena (protocollo n. 459 del 4 maggio 1994).

Il 9 dicembre 2004 il Consiglio d’Europa ha dichiarato la Via Francigena «Grande itinerario culturale del Consiglio d’Europa» ai sensi della Risoluzione (98) 4, adottata dal Comitato dei Ministri il 17 marzo 1998.

A seguito di ciò alcune regioni hanno intrapreso singole azioni, a volte anche con il supporto di risorse europee, per favorire la conoscenza e la valorizzazione di specifici tratti dell’antica via anche attraverso interventi di restauro del patrimonio artistico e storico. In via indiretta anche taluni provvedimenti nazionali (ad esempio le azioni del Giubileo fuori del Lazio) hanno, in parte e residualmente, interessato il tema della valorizzazione della Via Francigena.

Tuttavia “è mancato a livello nazionale – spiega Rizzotti – un approccio unitario e coerente al tema della valorizzazione della strada, che tenesse conto delle valenze interregionali, nazionali e di quelle propriamente internazionali. Anzi proprio la necessità di una migliore e organica valorizzazione impone al Parlamento di affrontare il tema e garantire all’intero percorso quelle caratteristiche di qualità diffusa, di coerenza di realizzazione e di integrazione fra specificità territoriali e molteplicità delle azioni politiche, che sono garanzia per una concreta, ampia e soddisfacente promozione. Tutto ciò non può non vedere un importante ruolo nazionale a fianco dei governi regionali e locali”.

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