Architettura

Quali azioni la Commissione europea ha intrapreso o previsto per facilitare la mobilità e l’attività professionale transfrontaliera degli architetti di interni? Ha preso in considerazione la possibilità di armonizzare a livello europeo la regolamentazione della professione di architetto di interni? E’ quanto chiede l’eurodeputato di Sinistra Italiana Sergio Cofferati in un’interrogazione alla Commissione europea. Secondo l’ex sindacalista “la regolamentazione delle professioni è di fondamentale importanza per conseguire determinati obiettivi di interesse generale, tra cui la protezione dei consumatori, dei destinatari dei servizi e dei lavoratori, la prevenzione delle frodi e la protezione dell’ambiente e degli spazi urbani”, ma “la professione di architetto di interni è regolamentata solo in alcuni Stati membri”.

ARMONIZZARE LA REGOLAMENTAZIONE

“Il quadro normativo per gli architetti di interni varia considerevolmente all’interno dell’UE – spiega Cofferati – e gli architetti di interni che desiderano trasferirsi in un altro Stato membro per esercitare la loro professione devono affrontare notevoli difficoltà e ostacoli”. Differenze che “possono anche produrre confusione e rendere meno efficace la protezione dei consumatori”, prosegue l’eurodeputato di SI chiedendo inoltre alla Commissione Ue se ritiene che “la regolamentazione giustificata, non discriminatoria e proporzionata della professione di architetto di interni, a livello di Stato membro, sia conforme al quadro e all’acquis europei, compresa la direttiva che stabilisce un test della proporzionalità”.

Per approfondimenti:

Regolamentazione della professione di architetto di interni: l’interrogazione di Cofferati

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