FUS incontro Mibac Bonisoli MolliconeDue le novità che attendono il Fondo Unico per lo Spettacolo: stanziamenti integrativi rispetto a quanto già deciso per il triennio 2018-2020 e nuovi criteri di assegnazioni per il prossimo triennio.

È quanto è emerso dall’incontro voluto dal ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli e accolto con soddisfazione dai referenti del Movimento Spettacolo dal vivo, Vincenzo Zingaro e Mvula Sungani.

LE REAZIONI

“L’incontro è stato abbastanza positivo – spiega Vincenzo Zingaro ad AgCult – prima di tutto perché positivo è il fatto che il Ministro ci abbia voluto incontrare anche in tempi piuttosto brevi. Ci avviamo verso un processo di rinnovamento del Fus con un tavolo aperto con il Ministro di cui il Movimento Spettacolo dal vivo farà parte”.

Un sentimento positivo evidenziato anche da Mvula Sungani che sottolinea ad AgCult che “nessuno del mondo dello spettacolo, né chi decide né chi riceve i finanziamenti, è felice” del sistema attuale. “Il Fus va definitivamente riformato e andrà anche cambiato il nome del Fondo” per mettere in risalto le diverse stratificazioni sociali ora inserite nel Fondo Unico. “Si lavorerà insieme alle Commissioni Cultura di Camera e Senato”, continua Sungani dicendosi “sufficientemente ottimista” in merito alla decisione e all’attenzione dimostrata da Bonisoli.

IL FONDO INTEGRATIVO E IL NUOVO FUS

Gli stanziamenti che integreranno il Fondo Unico per lo Spettacolo nel triennio 2018-2020 porteranno a una rivalutazione delle imprese escluse dai finanziamenti. Ancora incerta la cifra da destinare, prosegue Sungani, ma è forte l’impegno del Ministro per la sua istituzione. Il Fondo integrativo “nasce non perché il Movimento Spettacolo dal vivo si lamenta di qualcosa in particolare, ma perché si rilevano delle problematiche di assegnazione che portano ad esclusioni in maniera a volte arbitraria e fortuita, casuale”.

Questo in attesa del 2021 quando si prevede l’entrata in vigore della riforma del Fondo Unico per lo Spettacolo, annunciate nell’incontro. Un lavoro di revisione che porterà modifiche con lo specifico intento di “dare una giustizia maggiore”, sottolinea Sungani, alle realtà che richiedono l’accesso ai finanziamenti.

Altra novità annunciata riguarda la convocazione delle Commissioni consultive. Si è parlato di una convocazione “tra i sei e gli otto mesi prima in modo tale che chi viene escluso o chi vuole fare domanda sa già di che morte morire”. L’anomalia del sistema, infatti, conclude Sungani, è che “l’attività svolta per l’80% sia poi priva di finanziamenti”.

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