Venezia biennale cinema“Quando un rappresentante del Governo di fronte all’espressione di un’opinione politica rinfaccia ad un artista l’utilizzo di soldi “pubblici” c’è da tremare”. Così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Anna Ascani commenta “gli attacchi del ministro Salvini, della sottosegretaria ai beni culturali, Borgonzoni e del presidente Zaia al padrino della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, Michele Riondino, ‘colpevole’ di aver espresso alcuni giudizi politici sul leader della Lega”.

“È bastato che Riondino dicesse ‘Salvini non mi rappresenta’ che dal governo è partito un fuoco di fila che lo invita a tacere e a non presentarsi stasera all’apertura del Festival. ‘Se gli fa tanto schifo questo governo dovrebbe evitare di aprire il Festival’ ha detto testualmente la sottosegretaria Borgonzoni nel silenzio assordante del ministro Bonisoli, mentre Salvini e Zaia hanno invitato Riondino a tacere criticando l’utilizzo dei fondi pubblici”.

“Peccato – prosegue Ascani – che “pubblici” vuol dire “di tutti”, non vuol dire “del Governo”. E coi soldi pubblici bisogna finanziare chi la pensa come Salvini e chi no, senza distinzioni. Se invece siamo già arrivati all’equazione per cui i soldi di tutti si danno solo agli amici di Salvini (o alla fidanzata) e guai a criticare il Governo forse il pericolo che la nostra democrazia degeneri in qualcosa di diverso è più attuale di quanto pensavamo”.

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