Nuovo appuntamento domenica 2 settembre con la prima domenica del mese gratuita nei musei statali. Oltre 480 tra musei, siti archeologici e monumenti in tutta Italia accoglieranno liberamente cittadini e turisti per una giornata dedicata alla scoperta del patrimonio culturale nazionale (qui l’elenco dei luoghi).

In vigore dal luglio del 2014 l’iniziativa ha visto la partecipazione in tutte le sue edizioni di oltre 10 milioni di visitatori nei soli musei statali

Una misura che il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, ha deciso di rivedere, con l’obiettivo di aumentare la gradualità ma allo stesso tempo modulandola a seconda del sito, del flusso turistico e del periodo dell’anno, con particolare attenzione alle persone che non possono permettersi di andare al museo. Nel corso della sua prima audizione di fronte alle commissioni riunite di Camera e Senato, ai primi di luglio il ministro aveva annunciato: “Le domeniche gratuite rimarranno ad agosto e a settembre, a ottobre non lo so e da novembre vedremo. Sono un evento che ha aiutato a richiamare l’attenzione sui musei, sono aumentati i turisti, prendiamole come punto di partenza”.

Un’intenzione ribadita negli scorsi giorni da Bonisoli nel corso di un incontro con i direttori dei musei statali. In tutte le prime domeniche gratuite, ha spiegato il titolare del Collegio Romano, “oltre il 40% di cittadini e turisti sono entrati nei primi dieci musei e siti archeologici italiani, con problemi di ordine pubblico, sicurezza e fruibilità dei monumenti. Tra questi il Colosseo, Pompei e gli Uffizi. In oltre 160 altri musei e siti archeologici aperti, invece, sono entrate meno di 100 persone. È anche questo il patrimonio straordinario che va promosso e fatto conoscere a italiani e turisti, non solo i grandi musei che, invece, vanno resi accessibili ai cittadini in momenti in cui possono realmente goderne”.

“Va superato il sistema attuale che non funziona. Lo faremo non solo mantenendo le giornate gratuite, ma aumentandole e adattandole alle caratteristiche tipiche dei vari territori nei quali si trovano i musei, i siti e le aree archeologiche”.

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