Non è “di buon umore” il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli al termine del sopralluogo alla chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma il cui tetto è crollato giovedì scorso, per fortuna senza fare vittime. “La priorità ora è la sicurezza delle persone e in questo momento non mi fido più e non so se fidarmi delle altre chiese” poste sotto tutela, spiega a margine dell’ispezione Bonisoli. È per questo che il ministro ha annunciato un piano di “monitoraggio dei beni posti sotto tutela, anche di quelli che non appartengono allo Stato”. Se ne è già parlato in Consiglio dei ministri e dalla prossima settimana ci sarà un confronto anche col Vicariato: “Partiremo da Roma – dice il ministro -, ma non ci fermeremo qui. Procederemo come per il crollo di Genova”, verificando tutti i beni che dovrebbero essere già attenzionati.

LE RESPONSABILITÀ

Bonisoli non risponde direttamente alla domanda su eventuali responsabilità della Sovrintendenza, ma dice: “La Sovrintendenza deve monitorare i beni sotto tutela. Mi chiedo come sia successo qualcosa che non ci aspettavamo”. E aggiunge: “Per le responsabilità aspetto l’esito delle indagini della procura che sta facendo un ottimo lavoro. Siamo comunque a disposizione con i nostri tecnici”.

I TEMPI DI RICOSTRUZIONE

Sui tempi della ricostruzione il ministro non si sbilancia e dice di voler aspettare i risultati delle indagini sulle cause del crollo e le verifiche di stabilità dell’intero edificio. Intanto, sottolinea, è stato fatto un ottimo lavoro da parte dei vigili del fuoco e dei tecnici del Mibac. “Ancora la situazione non è risolta ma è stata realizzata una messa in sicurezza provvisoria. Non piove dentro e quello che si poteva salvare è stato salvato”.

Ad accompagnare il ministro Bonisoli c’erano il Segretario Generale Giuseppe Panebianco che coordina le unità del MIbac, il Capo di Gabinetto Tiziana Coccoluto, il comandante del Comando Tutela del patrimonio culturale Fabrizio Parrulli, il comandante dei Vigili del Fuoco di Roma Marco Ghimenti e il responsabile dell’Unità di Crisi del Mibac Fabio Carapezza Guttuso.

IL CROLLO

Lo scorso giovedì è crollato gran parte del tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, in Clivio Argentario, costruita tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600 a due passi dal Campidoglio e da via dei Fori Imperiali. “Il tetto è ceduto di schianto – ha commentato nelle ore subito dopo l’accaduto il soprintendente archeologico di Roma Francesco Prosperetti – e in passato non c’è stata nessuna avvisaglia”. È sembrato quindi un crollo improvviso tant’è che anche “il parroco ha confermato che nella quotidianità non ha riscontrato segnali tipici di un dissesto”, afferma il soprintendente.

LA RIUNIONE AL MIBAC

Lo scorso 31 agosto si è tenuta al Mibac una riunione presieduta dal Segretario generale Panebianco in cui sono stati acquisiti elementi di conoscenze e valutazione forniti dalla Soprintendenza speciale della Capitale che è competente per quanto riguarda la tutela della chiesa. Fin da subito la struttura Mibac si è attivata per mettere in sicurezza i manufatti. Con un intervento avviato già nella serata di giovedì e proseguito venerdì che ha visto collaborare in stretta sinergia i tecnici del Mibac, i Carabinieri del Nucleo Tutela e i Vigili del Fuoco, è stato possibile già trasferire, presso i locali del Vicariato, tele importanti quali: “Sacra Famiglia con Sant’Anna”, “Sposalizio della Vergine” e “Transito di San Giuseppe”.

LA MESSA IN SICUREZZA

La riunione di coordinamento è servita anche per avviare un’attività di monitoraggio sui lavori di messa in sicurezza della struttura che prevedono la cinturazione dell’edificio e il montaggio di una copertura. Intervento per il quale la task force del Ministero ha suggerito l’opportunità di coinvolgere sin da subito i Vigili del Fuoco in ragione della professionalità posseduta e dell’esigenza di accelerare al massimo le operazioni.

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