agenda ue cultura

Un nuovo approccio per la raccolta dati nel settore culturale e un portale che raccolga tutte le informazioni su programmi e sovvenzioni. Sono alcuni dei temi toccati – il 3 settembre – durante la riunione della Commissione Cultura del Parlamento europeo. Protagonista della discussione la nuova Agenda europea per la cultura (adottata a maggio dalla Commissione europea) che sarà votata in Commissione Cultura del PE a novembre e discussa in plenaria a dicembre (per approfondimenti leggi: Dall’economia al digitale: l’Europa ha una nuova Agenda per la cultura). Nel frattempo, continua l’esame del progetto di relazione tra gli eurodeputati, chiamati a discutere sulla strategia culturale europea dei prossimi anni.

UN’OPPORTUNITA’ STORICA…

“Si tratta di un’opportunità storica – esordisce l’eurodeputato Giorgos Grammatikakis, relatore della nuova Agenda europea per la cultura in Commissione Cultura del PE -, l’opportunità di creare una politica culturale europea coordinata. La proposta della Commissione europea giunge tra l’altro in un momento importante, l’Anno europeo del patrimonio culturale, che ricorda come la cultura sia un importante anello di congiunzione tra popoli europei”.

…CON LE GIUSTE RISORSE

Un valore “non solo immateriale”, sottolinea l’eurodeputato greco ricordando che il settore culturale contribuisce al 5,3% del PIL europeo. Ecco perché la nuova Agenda europea per la cultura “può raggiungere gli obiettivi che si è prefissata solo se accompagnata dall’aumento delle risorse”, continua Grammatikakis. Una battaglia che vede in prima linea l’eurodeputata Silvia Costa, relatrice del programma Europa Creativa in Commissione Cultura del PE: “L’Agenda nasce nel 2007 e a distanza di 11 anni rilanciamo per il prossimo futuro una strategia culturale più olistica e comprensiva – commenta Costa -. Con la nuova Agenda abbiamo la possibilità di ragionare in termini di una strategia a lungo termine, che rende ancora più evidente l’assoluta inadeguatezza dei fondi stanziati. Per Europa Creativa chiederò il raddoppio delle risorse”. Necessarie più risorse anche per implementare “il rapporto tra ricerca e cultura (Horizon) e per la digitalizzazione”, spiega Costa.

RACCOLTA DATI, QUALITA’ E QUANTITA’

Grammatikakis ricorda poi che “un sostegno efficace al settore creativo richiede un profondo conoscimento del settore stesso e ciò comporta la raccolta dei dati, che oggi non ci sono o sono insufficienti. Chiedo quindi alla Commissione nuovi approcci per la raccolta dei dati in materia”. Si tratta di “un aspetto che mi sta molto a cuore – aggiunge Costa -: le statistiche dei dati qualitativi, e di valore intrinseco culturale-artistico, sono inadeguate rispetto a quelli quantitativi. Questa è una carenza strutturale delle politiche culturali che non aiuta i Paesi a mettersi a confronto e non aiuta a rafforzare l’evidenza dell’impatto positivo della cultura, non solo economico, digitale e di innovazione, ma di coesione sociale e di inclusione”. “E’ importante che la nuova Agenda europea per la cultura dia enfasi alla dimensione sociale della cultura – dice Grammatikakis -. La cultura è un bene comune, l’accesso per i cittadini va rafforzato e sarebbe utile che i Paesi membri dell’Ue facessero in modo che le arti e il pensiero creativo vengano inclusi in tutte le fasi dell’educazione e della formazione”.

UNA PIATTAFORMA CON TUTTE LE INFORMAZIONI

Nel progetto di relazione di Grammatikakis c’è anche l’idea di una piattaforma unica “che contenga informazioni su tutti i programmi e sulle sovvenzioni disponibili”. “Sono d’accordo sul portale – sottolinea Costa -affinché i cittadini possano conoscere tutte le opportunità. L’avevamo già chiesto, oggi rilanciamo questa richiesta”.

SOSTEGNO AGLI ARTISTI

Si chiede poi “più diffusione alle opere arte e alla mobilità degli artisti. L’azione della Commissione è un’iniziativa importante – continua Grammatikakis – ma è necessario che ciò sia accompagnato da un finanziamento adeguato e da regole precise per chiarire la posizione fiscale e agevolare la concessione di visti. Non ci può essere arte senza artisti né creazione culturale senza creativi, quindi i Paesi membri devono impegnarsi a migliorare la situazione economica e sociale degli artisti”.

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