Europa CreativaPochi giorni fa Cassa Depositi e Prestiti ha annunciato l’attivazione anche in Italia di finanziamenti a condizioni agevolate specifici per le imprese culturali e creative a seguito dell’accordo sottoscritto tra la stessa Cdp e il Fondo di Investimento Europeo. L’iniziativa, grazie alle garanzie e alle risorse messe in campo dal programma Europa Creativa, promuove la concessione da parte della BEI di garanzie alle banche e istituti finanziari (per un valore complessivo di 300 milioni di euro) alle imprese operative in numerosi settori, tra i quali cinema, TV, editoria e architettura.

NASCE ‘INVEST EU’, NUOVO FONDO PER I SETTORI PIU’ FRAGILI

Adesso, come fa notare ad AgCult Silvia Costa, la Commissione europea sta pensando per il Bilancio 2021-2027 a un nuovo fondo unico (si chiamerà Invest Eu) che raccoglierà sotto una sola sigla i 14 Fondi attualmente esistenti. Costa, ora relatrice nel Parlamento europeo del programma Europa Creativa 2021-2027 che ha già iniziato l’iter legislativo, è “soddisfatta dei risultati fin qui ottenuti dal Fondo, in particolare dell’adesione dell’Italia”, e sta lavorando “perché la nuova edizione di Europa creativa sia ancor più efficace nel sostenere l’accesso al credito per i settori culturali e creativi”. In particolare, l’eurodeputata sta negoziando “affinché anche nel prossimo settennio siano garantiti il mantenimento di risorse finanziarie almeno di pari livello e la specificità nelle regole d’accesso per i settori culturali e creativi, senza disperdere la specificità dei crediti e del portfolio dedicati al settore”.

IL FONDO ATTUALE DI EUROPA CREATIVA

Cdp ha potuto piazzare sul mercato italiano questo imponente pacchetto di finanziamento agevolato alle imprese del settore culturale e creativo grazie al Fondo di Garanzia per i settori culturale e creativo, attivo dal 2016, gestito dal Fondo Europeo per gli investimenti della BEI (Banca Europea Investimenti) in base alle regole e con il finanziamento garantito dal programma Europa creativa 2014-2020. Dal 2017 a oggi, ricorda Costa, hanno aderito in tutta Europa 11 istituti finanziari: un istituto spagnolo, uno rumeno, quattro francesi, uno della Repubblica Ceca, due belgi, uno polacco, uno danese e, ora, un italiano (Cdp ha firmato l’accordo a marzo di quest’anno).

L’accesso al credito delle imprese operanti nei settori culturali e creativi può essere difficoltoso, principalmente in ragione della natura immateriale dei loro asset e delle loro garanzie, della ridotta dimensione del mercato, dell’instabilità della domanda, e della mancanza di esperienza da parte dei finanziatori nel saper soddisfare le specifiche esigenze di tali controparti.

È per questo che Europa Creativa ha previsto un fondo di sostegno per l’accesso al credito delle imprese culturali e creative. Ad accedere a questo fondo non sono solo le imprese audiovisive, ma al 50 per cento interessa anche altri settori: dall’architettura all’editoria fino ai costumi teatrali. I soggetti che alla fine del 2017 hanno beneficiato in Europa del fondo, spiega costa, sono 418 per 76 milioni di euro con un tasso di crescita esponenziale.

L’Italia, come detto, partecipa con Cassa Depositi e Prestiti che ha sottoscritto un accordo con il Fondo Europeo degli Investimenti che consente a Cdp di rifornirsi di denaro a un prezzo basso per poterlo prestare poi al settore delle imprese culturali e creative a condizioni particolarmente vantaggiose sia in termini finanziari sia in termini di garanzie.

Questo fondo di Europa creativa prevedeva una dotazione finanziaria iniziale di 120 milioni di euro per il settennato in corso. Cifra che, alla luce degli ottimi risultati raggiunti (quello di Europa Creativa è stato giudicato dalla Commissione uno dei due fondi più performanti tra i 14 attivati), è stata raddoppiata già in questi sette anni.

Leggi anche:

Ue e Cdp, finanziamenti per 300 mln alle PMI italiane dei settori culturali e creativi

Rispondi