CoopCulture Praga iniziativa OsceInnovazione digitale, sicurezza e sviluppo. L’Osce (l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa che raccoglie 57 paesi) ci crede e ha puntato i suoi riflettori su questo in un forum durato due giorni, il 6 e 7 settembre, a Praga. Molti i contributi da tutto il mondo. Per l’Italia è stata chiamata a partecipare ad una sessione dedicata a “Boosting innovative business model and economic connectivity in the digital era” (ovvero al potenziamento dei modelli innovativi e di connettività economica nell’era digitale) CoopCulture, la grande impresa culturale che gestisce una complessa serie di servizi e di attività all’interno del sistema culturale italiano.

L’INTERVENTO DI GIOVANNA BARNI

Intervenendo a Praga Giovanna Barni, presidente di CoopCulture, ha illustrato il peso e il ruolo di questa cooperativa che conta 1697 dipendenti – in gran parte donne – con un incremento di occupati e di valore creato confermando una tendenza di crescita accelerata anche rispetto ai brillanti risultati degli ultimi anni. Giovanna Barni ha in particolare sottolineato gli elementi di sostenibilità e di capacità di saper produrre valore e di distribuirlo sul territorio, oltre ad una funzione di rete economica, al lavoro svolto per la crescita culturale e per una maggiore coesione sociale e consapevolezza dei beni rinnovando anche il legame tra eredità culturale, fruitori e comunità.

LE ESPERIENZE

Tra le esperienze sottolineate a Praga vi sono sia quelle immediatamente legate all’innovazione degli strumenti di visita e di comprensione dei luoghi di cultura (come ad esempio le visite immersive e in 3D lanciate alle Terme di Caracalla e a quelle di Diocleziano), ma anche le attività promosse in una realtà particolare come Palazzo Merulana che è insieme luogo di una splendida collezione di arte italiana del ‘900 e centro di produzione culturale. Ma anche le esperienze come quella del nuovo Concept Store del museo Salinas di Palermo, e lavori di forte impatto sociale come quello nelle Marche a sostegno della lettura nelle carceri o in Sicilia, ad Agrigento, dove la splendida Valle dei Templi è diventata il teatro di un progetto “Culture contro la paura”.

PATRIMONIO CULTURALE E TECNOLOGIA

“Nel mio intervento – commenta Giovanna Barni – ho mostrato come il cultural heritage coniugato con la tecnologia può creare occasioni di sviluppo economico, di lavoro e di creazione di cittadinanza e di dialogo interculturale, favorendo la connettività tra persone e imprese e la partecipazione. Così la trasformazione digitale può aiutare la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile senza rischio di aumentare divari. disoccupazione e superare le disparità anche di genere. E in questo senso il capitale umano e la sua formazione sono centrali. Io ho messo in evidenza come la cooperazione e la cultura possono essere molto importanti: la cooperazione come forma di impresa che connette le persone, che ha radici sul territorio e distribuisce a questo il valore aggiunto e il patrimonio culturale come risorsa su cui investire nella trasformazione digitale perché disponibile a tutti i paesi e a sua volta in grado di far crescere la coesione e l’inclusione sociale e muovere una filiera più ampia. Insieme l’approccio cooperativo e innovativo applicato all’impresa culturale e creativa possono rispondere agli obiettivi e essere elementi portanti di quei processi di formazione che devono partire dall’infanzia e attraverso un aggiornamento costante devono accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita delle competenze professionali.

Il Forum è stato un’occasione di scambio, di relazioni a livello internazionale e -nell’anno in cui il coordinamento dell’Osce è in capo all’Italia – ho presentato la via italiana fatta di innovazione e cooperazione, di cultura e collaborazione, rammentando anche la forte presenza femminile ‘nostrana’ nel dibattito sull’era digitale”.

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