Si terrà dall’8 all’11 ottobre a Bruxelles la Settimana europea delle regioni e delle città, un evento della durata di quattro giorni che consentirà a funzionari delle amministrazioni regionali e locali, esperti e accademici di scambiare buone pratiche e competenze tecniche in materia di sviluppo regionale e urbano. Tanti i temi trattati nel corso della quattro-giorni: cultura, sviluppo territoriale, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ma anche istruzione, occupazione, ambiente e clima.

Previste oltre 150 attività (sessioni di lavoro, mostre ed eventi intesi a creare reti di contatti), con circa seimila partecipanti e oltre 600 speaker. Interverranno nella giornata d’apertura, tra gli altri, Jean-Claude Juncker, presidente della commissione Europea e Corina Cretu, commissario per le Politiche regionali.

Una delle sessioni di lavoro, in particolare, sarà dedicata a come sfruttare al meglio la cultura per guidare lo sviluppo economico e sociale. Interverranno Valentina Montalto (della Dg Jrc della Commissione europea), Francesco Panella (ricercatore della Dg Jrc), Josean Urdangarin (Dipartimento della Cultura del Governo Basco, responsabile della pianificazione culturale), Albert Edman (Città di Umea ed ex capo dello sviluppo urbano e della sostenibilità, Coordinatore strategico dello sviluppo) e Paul Dujardin (direttore del Bozar di Bruxelles). L’incontro sarà moderato da Giorgia Boldrini, del dipartimento Economia e promozione della Città di Bologna.

Nel corso del workshop, che si terrà l’11 ottobre, verranno illustrati gli elementi principali del Cultural and Creative Cities Monitor (CCCM), un nuovo strumento che misura le prestazioni di 168 città europee utilizzando dati quantitativi e qualitativi.

“L’analisi dei dati del Cultural and Creative Cities Monitor dimostra che le città più culturali e creative sono anche quelle che sono cresciute di più in termini di PIL pro-capite, tra il 2009 e il 2013”, sottolinea Valentina Montalto ad AgCult. “Tuttavia, al di là del dato economico, il valore principale di questo progetto consiste nell’aiutare le città europee ad identificare le risorse culturali e creative a loro disposizione nonché nel mettere queste città in rete in un’ottica di scambio di buone pratiche e di apprendimento reciproco”.

“Per questo motivo, durante il workshop di Bruxelles non solo presenteremo il Cultural and Creative Cities Monitor ma inviteremo tre città ‘testimonial’ (Bologna, Umao e Bilbao) a raccontarci in che modo questo progetto possa contribuire a una migliore mappatura e comprensione delle risorse locali, ad arricchire le politiche locali in un’ottica di ‘specializzazione intelligente’, evidence-based, o ancora ad identificare città simili o complementari con cui sviluppare nuove proposte progettuali a livello europeo”, conclude.

GLI ALTRI WORKSHOP

Il 9 ottobre si terrà il workshop “Il ruolo e le sfide del patrimonio culturale nell’Ue di domani, nel corso del quale si evidenzierà il ruolo cruciale del patrimonio culturale in Europa, non solo come eredità del nostro passato, ma anche come risorsa e bene comune che determina attrattiva e competitività per le imprese e la ricerca.

Sempre il 9 si terrà l’incontro “Patrimonio culturale: vale l’investimento?”, moderato da Sneška Quaedvlieg-Mihailović, segretario generale di Europa Nostra. Nel corso della sessione si dimostrerà che piccoli investimenti nel patrimonio culturale possono avere un impatto che va ben oltre le aspettative.

Lo stesso giorno Erminia Sciacchitano, consigliere per l’Anno europeo del patrimonio culturale, modererà un workshop incentrato sulla qualità dei progetti relativi ad architettura e patrimonio culturale finanziati con i Fondi europei. Un’architettura di qualità e un patrimonio culturale ben conservato sono infatti fattori importanti per definire l’identità e l’attrattiva dell’Europa. Le regioni dell’Ue e i finanziamenti regionali dell’Ue svolgono un ruolo fondamentale per mantenere elevati gli standard di qualità dell’ambiente edificato. Nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale e in linea con la dichiarazione di Davos sulla “Baukultur”, si dimostrerà come un processo di qualità può portare ad uno sviluppo intelligente e sostenibile.

L’11 ottobre si terrà il workshop “Città culturali e creative per tutti”, nel corso del quale verranno presentate soluzioni innovative per consentire alle persone con bisogni speciali, alle minoranze, ai giovani e agli anziani di accedere pienamente ai siti urbani e rurali. Il workshop sottolineerà l’importanza delle attività culturali e creative per il benessere, la coesione sociale e come fattore di aumento della capacità innovativa delle città e delle regioni. Nel corso dell’incontro verrà presentato il caso “Partenariato pubblico-privato per la valorizzazione del patrimonio culturale e dell’identità dei piccoli comuni: il caso di Morazzone insieme alla Regione Lombardia e al Fondo italiano per l’ambiente”.

Tra gli speaker che interverranno Simona Tondelli, Barbara Stacher, Babette Winter, Jens Bley, Catherine Cullen, Magda De Carli, Markku Markkula, Kieran Mccarthy, Pier Luigi Sacco, Domaradzka Anna, Matteo Luigi Bianchi, Patrick Child, Marco Magnifico.

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