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La Commissione Cultura del Parlamento europeo si attende “un maggiore sforzo” su Erasmus ed Europa Creativa dal prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea. In particolare – emerge dall’ultima riunione della Commissione Cultura del PE del 3 settembre – si chiede di triplicare i fondi per Erasmus e raddoppiare quelli per Europa Creativa. Richiesta, inoltre, una maggiore chiarezza per quanto riguarda le sinergie messe in moto tra i vari programmi europei.

VALORE AGGIUNTO EUROPEO

“C’è una grande attesa del mondo della cultura, dell’audiovisivo e della creatività verso l’Europa – afferma l’eurodeputata Silvia Costa -. L’Europa ha bisogno di alimentarsi di cultura, di creatività e di libertà artistica e di espressione”. Secondo Costa bisogna rafforzare l’espressione “valore aggiunto europeo” facendo in modo che “ogni progetto abbia in sé qualcosa che aggiunge valore al progetto Ue”. “Condivido la proposta di una clausola di revisione obbligatoria di midterm che consenta di rifocalizzare la prospettiva del quadro finanziario pluriennale – prosegue l’eurodeputata -. Possiamo accettare atti di implementazione solo quando sono l’attuazione di un programma condiviso”.

RISORSE E SINERGIE

Costa si sofferma poi sulla questione delle sinergie tra i diversi programmi: “Mi piace che la Commissione preveda molto più di prima una maggiore possibilità di unire risorse e opportunità, ma sappiamo che nell’attuazione è molto difficile e i meccanismi previsti sono ‘light’. Dobbiamo puntare – sottolinea l’eurodeputata – a meccanismi trasparenti ed efficaci”. Costa torna poi sulla questione “centrale” delle risorse: “Bisogna mantenere l’impegno con i giovani, e triplicare Erasmus, e con il mondo della cultura e aumentare i fondi per Europa Creativa”.

EUROPA DIGITALE

Nel programma Europa digitale, secondo l’eurodeputata dovrebbe essere “più presente il riferimento a sostenere non solo la digitalizzazione delle imprese culturali e creative, ma anche la sfida tra ricerca, patrimonio culturale e digitalizzazione”. Questa, spiega Costa, “è la chiave della valorizzazione del patrimonio”.

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