Dopo Toscana, Lombardia, Veneto e Sardegna, anche la Regione Molise vede dichiarati di notevole interesse pubblico alcuni territori. Si tratta del centro antico del Comune di Campobasso e di parte del territorio dello stesso comune, del centro storico del Comune di San Giovanni in Galdo. I provvedimenti riguardano anche i territori del Comune di Isernia, Toro, Chiauci, Civitanova del Sannio, Sessano del Molise, Carpinone, Frosolone e Macchiagodena. Dichiarati di interesse pubblico anche l’Alta Valle del Biferno, il Comune di Pescolanciano e alcune parti dei Comuni di Ripalimosani, Ferrazzano e Santa Maria del Molise.

I provvedimenti con i quali sono state rese le dichiarazioni di notevole interesse pubblico sono stati pubblicati nelle Gazzette Ufficiali del 3, 4, 5 e 6 settembre.

Le dichiarazioni sono state rese sulla base delle disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio in seguito a proposte originarie che risalgono alla fine degli anni Settanta. Nella loro adozione, si è tenuto conto del Protocollo d’Intesa sottoscritto tra il MiBAC e la Regione Molise il 25 gennaio 2018. Con esso, le parti si impegnavano alla elaborazione del piano paesaggistico regionale che porterà alla valutazione di tutte le prescrizioni d’uso del territorio in funzione degli specifici ambiti paesaggistici.

I testi integrali dei decreti sono pubblicati sul sito del Segretariato regionale del Mibac per il Molise all’indirizzo www.molise.beniculturali.it.

IL CENTRO ANTICO DI CAMPOBASSO

Nel 1977, la Commissione provinciale di Campobasso aveva proposto di vincolare la zona del Colle di S. Antonio “delimitata a partire dalla porta Mancina dalle vie Orefici, Marconi, S. Antonio Abate, il sentiero che, costeggiando le pendici del colle, ricongiunge quest’ultima alla via Garibaldi, via Garibaldi fino all’altezza di via Breccelle, via Breccelle e via del Castello”.

Solo nel mese di agosto scorso, in una delle riunioni tenute dalla Commissione Regionale per il patrimonio culturale, sono state esaminati i documenti della proposta originaria. Considerando il riscontro della permanenza dei valori paesaggistici e storico-culturali dei luoghi, la Commissione Regionale ha confermato le valutazioni dell’allora Commissione provinciale di Campobasso procedendo alla dichiarazione di notevole interesse pubblico.

In particolare, nella dichiarazione si evidenzia che «la parte antica di Campobasso rappresenta un tipico esempio di abitato medioevale con ampliamento a ventaglio di epoca rinascimentale armoniosamente inserito lungo il pendio del monte S. Antonio”. Il centro storico presenta “un profilo sobrio ed elegante nel quale spiccano monumenti come il castello Monforte, le romaniche chiese di S. Giorgio e S. Bartolomeo e, tra vicoli singolarmente suggestivi che discendono a raggiera lungo il pendio, la piazza S. Leonardo con l’omonima chiesa gotica, palazzo Cannavina, palazzo Iapoce, palazzo dell’Archivio o quello cinquecentesco di porta Mancina”. Rilevante anche il patrimonio arboreo, “che contribuisce a formare una ricca cornice di verde a questo quadro di inusitata bellezza”.

I TERRITORI DEL COMUNE DI CAMPOBASSO

Il provvedimento fa riferimento a tre distinte aree del Comune di Campobasso: un complesso urbanistico del periodo murattiano, l’area verde comprendente le Ville Correra e Brienza e la collina di S. Giovannello.

Il complesso urbanistico del periodo murattiano riveste un grande valore estetico e tradizionale per le costruzioni di stile neoclassico “distribuite secondo un razionale schema urbanistico di pretto stampo illuministico”. Il provvedimento evidenzia l’unicità dello schema urbano che le ha valso la denominazione di “città giardino”. Il complesso è, infatti, intervallato da spazi di verde, come la villa De Capoa, quella dei Cannoni, quella del municipio. Il provvedimento interverrà laddove i normali strumenti urbanistici “si sono dimostrati insufficienti ad assicurare una efficace tutela del predetto complesso”. I numerosi interventi funzionali operati hanno sì risposto all’incremento demografico della zona ma sono stati per lo più eseguiti “senza alcun rispetto delle caratteristiche urbanistiche ed ambientali”.

Anche per l’area verde comprendente le Ville Correra e Brienza, la tutela interviene per prevenire la speculazione edilizia. Si tratta di un’area “particolarmente interessante per la varietà e l’ampiezza delle visuali panoramiche che da essa si godono”. In essa, si trovano antiche ville signorili. La tutela appare ancor più necessaria per la fitta vegetazione che circonda le ville. “É probabile – si evidenzia – che in un prossimo futuro questa zona boschiva rappresenti l’unica soluzione di continuità tra Campobasso e la città satellite di Ferrazzano”

La collina di S. Giovannello, infine, rappresenta “una rara oasi di verde che assolve a una funzione di filtro tra la estrema periferia urbana ed il centro abitato; prossima a un quartiere popolare e popoloso, di recente realizzazione, questa oasi assolve ad una funzione vitale per gli abitanti del quartiere che trovano in essa l’opportunità di un contatto con la natura adeguato alla loro possibilità ricreative”. Un ambiente, “l’unico”, che l’opera dell’uomo non ha ancora compromesso e che per questo va salvaguardato.

IL CENTRO STORICO DI SAN GIOVANNI IN GALDO

Dal 1977, il territorio comunale di San Giovanni in Galdo è stato sottoposto continuativamente a tutela paesaggistica vedendo solo con il provvedimento del 2 agosto il riconoscimento di luogo di notevole interesse pubblico.

“La zona “A” di questo centro – si spiega nel provvedimento – è la più antica ed è compresa entro un muro di cinta ad est, ed un profondo fossato ad ovest. Vi si accede da due porte una a nord est che è alla base della torre campanaria ed un’altra a sud ovest. L’area indicata è caratterizzata dalla presenza di numerosi vicoli suggestivi che si inerpicano lungo il pendio in direzione della Chiesa di S. Germano, oggi rudere, ma sicuramente di antica origine”. L’area è impreziosita “dalla presenza di monumenti di particolare pregio”, tra i quali il campanile medievale.

IL TERRITORIO DEL COMUNE DI TORO

Per la dichiarazione di notevole interesse pubblico del territorio del Comune di Toro, permangono le motivazioni addotte dalla richiesta originaria.

Il territorio del Comune risulta trovarsi in una posizione “eminente” essendo un territorio collinare “che sovrasta la fertile valle del Tappino”. Altra caratteristica che differenzia Toro dal punto di vista paesaggistico è lo “stradale che culmina in un borgo arroccato a guisa di acropoli sulla cui cima sorgono la bella Chiesa settecentesca e il Castello che sovrasta con le sue mura le case, le strette vie e le piazze del centro storico”.

L’area, dal 1977, è stata sottoposta a tutela. Il provvedimento interviene perché “le direttrici dello sviluppo moderno, se non indirizzate potrebbero snaturare la fisionomia attuale del luogo”.

L’ALTA VALLE DEL BIFERNO

Nel 1977, i territori comunali ricadenti nell’Alta Valle del Biferno venivano dichiarati omogenei sotto il profilo paesaggistico e quindi unificabili in una unica proposta di vincolo.

La dichiarazione di notevole interesse pubblico, resa in data 2 agosto, considera l’Alta Valle del Biferno “una delle poche aree del Molise centrale rimaste intatte”. Questo a differenza della media e bassa Valle del Biferno dove, a seguito della costruzione della superstrada, si sono avuti interventi edilizi considerati “incontrollati ed inopportuni” e che “male si inseriscono nel paesaggio”.

“La zona, solcata da numerosi torrenti, è caratterizzata dall’alto corso del fiume Biferno a cui fanno da cornice pendii montuosi coperti da una ricca verdeggiante vegetazione. L’uomo attraverso millenni, sfruttando sapientemente le condizioni naturali, ha saputo impreziosire questa valle. (…) Il paesaggio rurale, con le sue armoniose variazioni cromatiche ed i suoi ondeggianti sentieri, forma un pittoresco quadro d’insieme”. Tra le opere citate dal provvedimento il recinto megalitico di Monte Vairano, i ruderi del castello di Colle d’Anchise, il Castello d’Evoli di Castropignano, la Torre dei briganti presso Oratino e le chiese di Casalciprano e Roccaspromonte.

IL TERRITORIO NEL COMUNE DI PESCOLANCIANO

Sottoposto a tutela paesaggistica dal 1977, anno della prima proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico, si riconosce al territorio nel Comune di Pescolanciano un importante valore storico-paesaggistico.

Il Comune “presenta una delle tipiche conformazioni naturali delle montagne molisane fra le quali Monte Totila, (…) Colle Meluccio, con una bellissima fustaia mista di abete bianco e di cerro; Colle Rannurata, Colle Pertuso con Selvabella. Tutto il sistema montano è ricoperto da incontaminato manto boschivo, interrotto solo da zone di pascolo, che crea profondi e suggestivi aspetti estetici nel paesaggio”. “Il centro abitato di Pescolanciano – prosegue il provvedimento – e soprattutto il centro storico, che è ancora perfettamente conservato, ricco di aspetti tradizionali e pittoreschi, riveste particolare importanza sotto il profilo panoramico”. Un grande castello, visibile da tutte le vie di comunicazione anche a grande distanza, domina il paesaggio.

Il “tratturo Lucera-Castel di Sangro” attraversa tutto il territorio e “rappresenta un peculiare aspetto della tradizionale attività pastorale della regione che, fin dalla preistoria, ha trasfuso i propri caratteri nel paesaggio modellandolo armoniosamente alle proprie esigenze”.

IL TERRITORIO DEL COMUNE DI CHIAUCI

Dal 1977, il territorio del Comune di Chiauci, in provincia di Isernia, dichiarato di notevole interesse pubblico è sottoposto a tutela.

Esso, infatti, “presenta una delle tipiche conformazioni naturali delle montagne appenniniche molisane fra le quali Colle S. Onofrio, Monte Calvario, Colle del Molino, Colle della Foce. Tutto il sistema montano è ricoperto da incontaminato manto boschivo interrotto solo da zone di pascolo che crea profondi e suggestivi effetti estetici nel paesaggio. Di eccezionale interesse è il bosco di S. Onofrio, bellissima faggeta (…). Il territorio è attraversato dal corso del fiume Trigno con il suo caratteristico aspetto carsico e dal tratturo Lucera-Castel di Sangro che rappresenta un peculiare aspetto della tradizionale attività pastorale della regione che, fin dalla preistoria, ha trasfuso i propri caratteri nel paesaggio modellandolo armoniosamente alle proprie esigenze”.

Il centro abitato “completa il quadro naturale inserendosi in maniera armoniosa per il suo caratteristico aspetto ricco di valori estetici e pittoreschi e per la particolare posizione”.

CIVITANOVA DEL SANNIO

Il territorio nel Comune di Civitanova del Sannio “presenta una delle tipiche conformazioni naturali delle montagne molisane fra le quali Monte Russo, Colle Cardito, Colle Castelluccio, Colle Favara, Colle Pizzuto. Inoltre sono notevoli da un punto di vista paesaggistico Monte Carovello, Colle Puzzacchio, Colle Gagliardella, ricoperti da un incontaminato manto di faggete”. Proprio per questo, lo stesso territorio viene dichiarato di interesse pubblico dopo oltre trent’anni dalla proposta iniziale.

“Il territorio al confine è lambito dal corso del fiume Trigno con il suo caratteristico aspetto carsico. Contribuisce alla bellezza del paesaggio, oltre le numerose sorgenti, anche il lago di Civitanova, che occupa una bellissima conca, che d’inverno arriva ad occupare una superficie di otto ettari, tutta circondata da faggete di alto fusto”.

IL TERRITORIO NEL COMUNE DI SESSANO DEL MOLISE

Anche questo territorio, “presenta una delle tipiche conformazioni naturali della montagna molisana fra cui le falde del Monte Totila, Colle Cicchetto, Colle dei Fichi, Colle Casarinello, Colle la Croce e il Tratturo, quest’ultimo ricoperto da un incontaminato manto boschivo di faggi. Il sistema montano è interrotto dalla piana di Sessano, che con le sue coltivazioni contribuisce alla formazione di un caratteristico paesaggio agrario”.

In questo paesaggio rurale, il centro abitato di Sessano e gli altri piccoli agglomerati di Pantaniello, Durante e Pescocupo “si integrano armoniosamente”.

IL COMUNE DI CARPINONE

Oltre alle tipiche conformazioni naturali delle montagne molisane, il provvedimento riconosce che il centro abitato di Carpinone e soprattutto il centro storico sia “ancora perfettamente conservato, ricco di aspetti tradizionali e pittoreschi”. Esso “riveste particolare importanza sotto il profilo panoramico essendo dominato da un grande castello, visibile da tutte le vie di comunicazione anche a grande distanza”.

“Tutto il sistema montano – continua il provvedimento – è ricoperto da un incontaminato manto boschivo, interrotto da zone di pascolo che crea profondi e suggestivi effetti estetici nel paesaggio, tutto il territorio è attraversato da una fitta rete di piccoli tratturi che rappresentano un peculiare aspetto della tradizionale attività pastorale della regione. Contribuiscono alla bellezza del paesaggio numerose sorgenti, corsi d’acqua, di cui il più caratteristico è il fiume Carpino, e grotte naturali”.

IL COMUNE DI FROSOLONE

Colle dell’Orso, Colle dei Castrati, Colle Cervaso, Monte Pesco la Messa, Monte Marchetta, Collecarrise e Morgia Quadra sono le montagne appenniniche molisane caratterizzanti il territorio del Comune di Frosolone. Si tratta di “uno splendido paesaggio di aspetto quasi dolomitico” che “presenta fianchi ripidi e scoscesi, intagliati e modellati dagli agenti naturali. Alcune guglie, pinnacoli e creste costituiscono una singolarità sempre eguali nel Molise.

L’abitato di Frosolone, inoltre, “il cui centro storico è perfettamente conservato, con il caratteristico aspetto, ricco di valori estetici e pittoreschi, completa il quadro naturale inserendosi in maniera armoniosa nel contesto generale. L’insieme è visibile da innumerevoli punti di osservazioni”.

IL COMUNE DI ISERNIA

Più recente la proposta per la dichiarazione di notevole interesse pubblico che interessa il territorio del Comune di Isernia. Risale, infatti, al 2003 la comunicazione dell’avvio del procedimento che riconosce al territorio un particolare valore alla sua geomorfologia, vegetazione e inquadramento storico territoriale.

Dalla catena delle Mainarde a nord-ovest al Massiccio del Matese a sud, il territorio è caratterizzato da fondali scenici di elevato valore ambientale. Un valore arricchito dallo “sviluppo delle colture agricole nei terreni pianeggianti o a moderata tendenza e dalla riduzione dei boschi (…) nelle zone a maggiore acclività e con ridotta fertilità”.
Dal punto di vista storico territoriale, “l’ubicazione di Isernia, sul caratteristico sperone calcareo ne fece dalle origini, un importante nodo viario per le comunicazioni: a sud con Bovianum e Beneventum; a nord con Aufidena, la valle del Sangro e le miniere di ferro del Monte Meta; ad ovest con Venafrum e la vallata del Liri. Due vie di collegamento ottocentesche, l’orientale e l’occidentale replicano il tracciato dei fiumi”.

L’abitato, “nonostante le continue vicissitudini, ha mantenuto la persistenza delle forme insediative preesistenti. Si può far risalire, il primo insediamento di una colonia latina al 263 a.C. per opera di coloni arruolati da città confederate con Roma, provenienti da Tusculum, Lanuvium, Aricia, Pedum, Nomentum, Lavinium. Tale data potrebbe coincidere con l’avvio di una pianificazione urbanistica estesa alla città e al suo territorio circostante. Con la fondazione della colonia latina, cominciò a delinearsi il primo tracciato che costituirà il tessuto regolante tutta l’attività edilizia da allora fino ai nostri giorni”.

Notevoli le emergenze archeologiche e architettoniche che fanno del territorio un’area di grande pregio culturale. Tra esse, il Ponte Giancanise, la cattedrale dedicata a S. Pietro Apostolo, la chiesa dell’Immacolata Concezione, i ponti ottocenteschi.

IL TERRITORIO DEL COMUNE DI MACCHIAGODENA

Il territorio nel Comune di Macchiagodena “presenta una delle tipiche conformazioni naturali delle montagne molisane fra le quali: Colle Monacello, Colle Fonte Marica, Colle Morrone e Monte Torre. Tutto il sistema montano è ricoperto da un incontaminato manto boschivo interrotto da zone di pascolo e suggestivi effetti estetici nel paesaggio. Basta ricordare il bosco di Macchiagodena. Contribuiscono alla bellezza del paesaggio numerose sorgenti con altrettanti corsi d’acqua”.

Macchiagodena presenta un centro storico perfettamente conservato, “è ricco di valori estetici e tradizionali e riveste particolare importanza nel paesaggio”.

ALCUNI TERRITORI DEL COMUNE DI RIPALIMOSANI

Viene riconosciuta di notevole interesse pubblico la zona settentrionale del territorio comunale di Ripalimosani, ricompresa tra il margine meridionale del tratturo Lucera – Castel di Sangro e i confini comunali.

La realizzazione del tratto di raccordo tra la città di Campobasso e la strada fondovalle del Biferno, denominato viadotto dell’Indotte, ha infatti reso possibile la scoperta di angoli visuali del paesaggio molisano che presenta molteplici aspetti di rilevante interesse paesistico. L’abitato di Ripalimosani, arroccato su una emergenza rocciosa, presenta “un carattere primitivo di eccezionale valore plastico”, dovuta all’azione aggressiva degli agenti atmosferici.

“La massa tufacea emerge improvvisamente nel manto verde a prevalente andamento orizzontale e gradualmente cede il posto alle povere case composte dello stesso materiale, ora non più scolpito dalla inconscia maestria degli eventi naturali, ma sapientemente aggregati, pur nella semplicità di una modesta tecnologia, dalla paziente opera dell’uomo”.

NEL COMUNE DI FERRAZZANO

L’antico borgo di Ferrazzano si colloca, come riportato nel provvedimento, in un paesaggio caratterizzato da “scorci panoramici di particolare suggestione”. “Sulla sommità tra case stretta e strade ancora selciate secondo l’uso antico il centro abitato che scende lungo il pendio della collina: nel punto più alto il campanile della chiesa. una caratteristica ricorrente degli abitati molisani da far si che ognuno di essi conservi un suo profilo caratteristico, una sua precisa identità paesaggistica”.

“In contrasto a questa realtà paesaggistica di tale suggestione il paese di Ferrazzano, come centro più prossimo a Campobasso, costituisce oggi una delle direttrici di sviluppo già individuate dalla speculazione edilizia, per cui si rende urgente ed indispensabile un controllo che assicuri la salvaguardia e la conservazione delle attuali condizioni ambientali e paesaggistiche”.

…E NEL TERRITORIO DI SANTA MARIA DEL MOLISE

L’area interessata dal provvedimento non comprende tutto il territorio del Comune di Santa Maria del Molise. Si tratta di un’area delineata nel dettaglio dagli allegati al provvedimento e che “presenta una delle tipiche conformazioni naturali delle montagne molisane” oltre agli abitati di S. Maria del Molise e di S. Angelo in Grotte.
Questi due centri “sono ricchi di valori pittoreschi e completano il quadro naturale inserendosi in maniera armoniosa nel contesto generale”.

Approfondimenti:

Il centro antico del Comune di Campobasso

Gli altri territori del Comune di Campobasso

Il centro storico di San Giovanni in Galdo

Il territorio nel Comune di Toro

L’Alta Valle del Biferno

Il territorio nel Comune di Pescolanciano

Il Comune di Chiauci

Il territorio nel Comune di Civitanova del Sannio

Sessano del Molise

Il Comune di Carpinone

Il Comune di Frosolone

Il territorio nel Comune di Isernia

Il Comune di Macchiagodena

Alcuni territori del Comune di Ripalimosani

I territori nel Comune di Ferrazzano

Alcuni territori del Comune di Santa Maria del Molise

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