camera aula elezioni Faro proposteRiprende alle 13 di lunedì alla Camera l’esame degli emendamenti al Milleproroghe. Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio passeranno al vaglio le proposte emendative che restano da esaminare con l’obiettivo di licenziare il provvedimento entro la giornata per consentire l’approdo in Aula martedì 11 settembre.

Particolare attenzione all’articolo 13, ampiamente rivisto nel primo passaggio al Senato, che “sospende” i fondi previsti dal Bando Periferie. La norma, passata con un emendamento a Palazzo Madama, differisce infatti al 2020 (sospendendo la misura per il 2019) l’efficacia delle convenzioni sottoscritte dalla presidenza del Consiglio dei ministri con 96 sindaci di capoluoghi (87) e Città metropolitane (9) per un investimento complessivo di un miliardo e 600 milioni.

DA FERRARA A PERUGIA, TANTI I PROGETTI CHE I DEPUTATI CHIEDONO DI SALVARE

Sono 132 gli emendamenti presentati all’articolo 13, alcuni dei quali chiedono direttamente di abolirlo, mentre molti altri propongono di salvare almeno alcuni specifici progetti.

C’è chi chiede – solo per citarne alcuni – di salvare il “Programma per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie” presentato dalla città metropolitana di Roma (Marianna Madia e Michele Anzaldi), chi il progetto “Santa Chiara Open Lab. Programma di rifunzionalizzazione e riuso sostenibile dell’area Santa Chiara” presentato dal Comune di Trento (Maria Elena Boschi), chi il progetto “Connecting city, connecting people” presentato dal Comune di L’Aquila (Stefania Pezzopane).

Si chiede anche il progetto “di fattibilità tecnica ed economica del nuovo quartiere nell’area della Darsena di S. Paolo, EX MOF E MEIS” presentato dal comune di Ferrara (Dario Franceschini), il progetto: “Sicurezza e sviluppo per Fontivegge e Bellocchio” presentato dal Comune di Perugia (Anna Ascani), il “Programma per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie” presentato dal Comune di Parma (Andrea Orlando).

C’è poi chi chiede di escludere dalla misura i i Comuni delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessati dagli eventi sismici del 24 agosto 2016 (Paolo Trancassini).

L’ANCI AL PREMIER CONTE: EVITARE QUESTA SCELLERATA DECISIONE

Nei giorni scorsi il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, a nome di tutti i sindaci che contavano sulle risorse del bando periferie, ha scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiedendogli di intervenire per “evitare che tale scellerata decisione dispieghi in toto i suoi effetti nefasti” e per “ripristinare un importante, e strategico per il Paese, vincolo di solidarietà tra istituzioni”.

L’Anci ha esaminato lo stato di avanzamento dei progetti di 39 delle 96 amministrazioni locali coinvolte. L’importo complessivo dei 39 progetti è di 1.218.483.706 euro. Le amministrazioni hanno contrattualizzato impegni per 42.717.919 euro. Le spese certificate dai soggetti affidatari ammontano a 12.381.058 euro, mentre pagamenti sono stati effettuati per 8.832.529 euro. Nel 33% dei casi sono già state attivate le procedure di gara per l’esecuzione dei lavori, per un importo complessivo vicino ai 65 milioni di euro, mentre nel 9% dei casi i cantieri sono già stati aperti. Molti Comuni hanno già chiesto l’anticipazione del 20 per cento dell’importo dovuto e ammesso a finanziamento, senza ricevere riscontro, e altri Comuni, per il solo finanziamento delle spese iniziali di progettazione, hanno usufruito dell’apposito Fondo rotativo costituito da Cassa depositi e prestiti.

I Comuni e le Città Metropolitane hanno dunque già sostenuto, a decorrere dalla data di efficacia delle convenzioni, spese, oneri amministrativi e gestionali, inserito nelle programmazioni triennali delle opere pubbliche tali investimenti, nei bilanci triennali le previsioni di spesa, convocato le conferenze dei servizi per l’acquisizione dei necessari pareri e autorizzazioni paesaggistiche, avviato procedure ad evidenza pubblica, assunto specifiche obbligazioni contrattuali. Insomma i Comuni sono in fase avanzata nell’attuazione della misura.

L’ARTICOLO 7 DEL MILLEPROROGHE

La scorsa settimana le commissioni I e V di Montecitorio hanno respinto tutte (eccetto una, accantonata) le proposte di modifica all’articolo 7 del provvedimento, quello che prevede la proroga di alcune misure in ambito culturale. In particolare, il decreto originale presentato dal governo prevede l’estensione anche a chi compie diciotto anni nel 2018 del Bonus cultura, una card che consente di fare acquisti fino a un massimo di 500 euro per una serie di prodotti culturali: libri, concerti, musica, etc.

L’EMENDAMENTO SU OVIDIO

L’unico emendamento che, per ora, si è salvato è quello presentato dalla deputata Pd Stefania Pezzopane (identico a uno presentato da Antonio Martino) sulle celebrazioni per l’anno ovidiano. La proposta dell’esponente abruzzese del Partito democratico è stato, infatti, accantonato in attesa di valutare la copertura finanziaria della misura proposta. Nella sua illustrazione in commissione, la Pezzopane ha difeso il suo emendamento e ha ottenuto l’accantonamento che, con ogni probabilità, porterà all’approvazione oggi quando sarà esaminato di nuovo. L’emendamento prevede l’estensione di un anno di alcune misure previste dalla Legge istitutiva dell’anno ovidiano e della celebrazione della ricorrenza dei duemila anni dalla morte di Ovidio. In particolare, si chiede di prorogare al 31 dicembre 2019 la permanenza in carica del comitato promotore e di prevedere, sempre entro lo stesso termine, la pubblicazione della relazione conclusiva, insieme con gli atti e il rendiconto sull’utilizzazione dei contributi ricevuti.

Una misura a cui la deputata democrat tiene molto (“Ci ho messo molta passione nel presentarla alle Commissioni”, ha sottolineato ad AgCult) e che serve a permettere al Comitato di completare le procedure previste dalla Legge sulle celebrazioni del Bimillenario Ovidiano. La proposta Pezzopane, prosegue la deputata, “non comporterà nessun nuovo onere per lo Stato, ma solo uno slittamento dei tempi per consentire al Comitato l’approvazione del progetto del museo e la rendicontazione dell’attività svolta, cosa che diventa difficile entro il 31 dicembre 2018”. Nella passata legislatura la Legge su Ovidio aveva ottenuto un voto bipartisan in sede di approvazione. Una condizione che dovrebbe facilitare oggi l’accoglimento dell’emendamento.

GLI ALTRI EMENDAMENTI

Inizialmente gli emendamenti presentati all’articolo 7 erano 18 e andavano dall’estensione della card cultura anche ai nati nel 2001 al Museo statale tattile di Omero, dall’acquisto di strumenti musicali per gli studenti allo slittamento di sei mesi della delega sul Codice dello spettacolo, dall’audiovisivo al Progetto Bellezza.

Di questi non se ne è salvato nessuno. Quello presentato da Emanuele Prisco (FdI) – che prevedeva l’estensione a diciotto mesi (invece di dodici) del tempo concesso al governo per esercitare la delega relativa al Codice dello spettacolo approvato a fine 2017 dal Parlamento – è stato giudicato inammissibile perché la materia è estranea al provvedimento del Milleproroghe. Quello di Andrea Mandelli (FI) – che chiedeva di far slittare di un anno gli obblighi previsti dalla Legge di Stabilità 2018 per i produttori di prevedere un’interfaccia di servizi di radio digitale negli apparecchi venduti dalle aziende produttrici ai distributori – è stato ritirato perché identico a un altro presentato dal Pd (comunque poi bocciato dalle commissioni). Tutti gli altri sono stati respinti.

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