Vacca Mibac Musei Copyright“I grandi colossi del web devono pagare i diritti d’autore, ma la riforma del copyright al voto dell’Europarlamento è sbagliata nel metodo, almeno in parte. Mai come in questo caso si può dire che il fine non giustifica i mezzi”. Lo scrive su Facebook Gianluca Vacca, deputato del M5S e sottosegretario del Ministero per i Beni e le Attività culturali.

GLI ARTICOLI 11 E 13

“Vanno cancellati gli articoli 11 e 13 – aggiunge – perché pericolosamente ambigui. Sull’articolo 11, per esempio, è vero che l’Ue ha chiarito che la disposizione non si applica a chi fa un uso privato e non commerciale di un link, ma la confusione e i dubbi restano. Col rischio che senza la necessaria chiarezza si arrivi a limitare la circolazione di contenuti informativi, che si incida sulla libertà d’espressione in Rete. E anche la sola ipotesi di un bavaglio è inaccettabile”.

Quanto all’articolo 13, aggiunge il sottosegretario, “è innegabile che il problema del value gap va affrontato ma non si può certo dare ai privati il potere enorme di decidere cosa deve essere caricato in Rete e cosa no, né si può scaricare su di loro la responsabilità del caricamento di contenuti protetti da copyright. Per di più i costi ingenti cui le piattaforme digitali andrebbero incontro per mettersi a norma, magari adottando dispositivi tecnologici di controllo, creerebbero una chiara sperequazione tra big e piccole realtà del web”.

LA LIBERTA’ DI PANORAMA

Vacca è invece favorevole “ad altre proposte, come quella sulla libertà di panorama, affinché sia esteso a tutti i Paesi Ue il diritto di utilizzare liberamente fotografie, video o altre immagini aventi per oggetto opere situate in modo permanente in un luogo pubblico. E’ tempo di uniformare la normativa – conclude – perché in Europa il diritto di panorama sia riconosciuto ovunque”.

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