Il Marchio del patrimonio europeo è un riconoscimento comunitario assegnato a siti che hanno apportato un contributo significativo alla storia e alla cultura europee. Un’azione importante – orientata a valorizzare il patrimonio comune – ma ancora troppo poco conosciuta in Italia. Ecco perché il ministero dei Beni culturali ha organizzato l’11 settembre una giornata informativa nazionale, con l’obiettivo di presentare il programma agli addetti ai lavori (operatori culturali, comuni, Regioni) e di fare il punto sulle prossime scadenze.

IL VALORE EUROPEO E IL PATRIMONIO COMUNE

Progetti come quelli del Marchio del patrimonio europeo “contribuiscono a diffondere la coscienza di un patrimonio comune, di valori condivisi da tutti gli Stati dell’Unione europea – afferma ad AgCult Luisa Montevecchi, direttrice del Servizio I del segretariato generale del Mibac. “I processi per cui si raggiunge il riconoscimento del Marchio – continua Montevecchi – possono essere anche lunghi, ma l’aspetto più significativo è il lavoro di elaborazione, il lavoro che nasce e che si porta avanti per arrivare all’obiettivo. Questo è già un accrescimento per chi lo compie, anche nell’ottica di diffondere il valore europeo della nostra cultura”. Montevecchi assicura che “il ministero continuerà a supportare coloro che vogliono intraprendere questo cammino così come supporta le realtà che chiedono l’iscrizione alle liste Unesco. L’azione del ministero è di sostegno e di diffusione di questi valori anche attraverso giornate come queste”.

MARCHIO UE, UN’OCCASIONE DI INTEGRAZIONE EUROPEA

“Questa giornata informativa è stata voluta perché si tratta di un’azione importante ma purtroppo poco conosciuta – afferma ad AgCult Elisabetta Scungio, coordinatrice nazionale del Marchio del patrimonio europeo – sia nell’ambito del ministero sia nell’ambito accademico, che invece è necessario coinvolgere perché viene raccomandata una base scientifica molto forte su questi progetti culturali che devono essere realizzati nell’ambito del Marchio”. Scungio ricorda che dei 38 siti che hanno ricevuto il Marchio, solo due sono italiani (Forte Cadine e Museo Casa De Gasperi): “Auspichiamo – continua Scungio – che tramite giornate informative e convegni, questa possa essere recepita maggiormente come occasione di valorizzazione e di integrazione europea”. A detenere il più alto numero di siti con il Marchio del patrimonio europeo sono Francia, Germania e Polonia, che ne hanno quattro ciascuno.

LE SCADENZE

In Italia la prossima scadenza per presentare le candidature è il 14 dicembre. Partirà quindi la fase preselettiva: il Focus Point italiano “European Heritage Label”, istituito presso il Mibac, manderà le domande preselezionate alla Commissione europea entro il 1° marzo 2019. “Ci rivolgiamo a tutti gli operatori culturali del settore e non solo agli enti pubblici – sottolinea ancora Scungiu -. In molti casi i siti vengono gestiti da privati e quindi è normale che i progetti li facciano le associazioni culturali, le istituzioni private, chiaramente in partenariato con l’ente pubblico che detiene il sito in quel caso”. Il consiglio che dà Scungio è quello “di confrontarsi con noi: non si tratta di sottolineare la qualità estetica e monumentale del sito quanto l’essere in grado di redigere un progetto che metta in evidenza le valenze europee del sito e per fare questo è necessario un confronto. Siamo abituati a trattare i siti dal punto di vista storico ma non in funzione di una candidatura così specifica”.

CONVEGNO INTERNAZIONALE A OTTOBRE

Il 10 ottobre, inoltre, al Mibac si terrà un convegno internazionale che vedrà la presenza dei funzionari responsabili del Marchio del patrimonio europeo presso la Commissione europea e dei coordinatori nazionali del Marchio di Francia, Germania, Polonia, Spagna e Grecia. Ci saranno anche i gestori dei due siti italiani che hanno ricevuto il Marchio e la presidente della commissione di valutazione internazionale.

Per approfondimenti:

Il sito del Focus Point italiano “European Heritage Label”

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