libri e giovaniIl caro-libri? Una fake news secondo il Sindacato italiano dei librai di Confesercenti (Sil) che spiega come, sui dati in loro possesso, “la spesa, è vero che si concentra a settembre, ma quest’anno è assolutamente in linea con l’anno passato e andrebbe correttamente valutata nell’arco dei 365 giorni dell’anno come spesa a cui si deve ricorrere una sola volta l’anno”, sottolinea ad AgCult Antonio Terzi, vicepresidente del SIL con delega alla scolastica.

I DATI DEL SIL

Da un’indagine condotta da SIL sui prezzi dei testi obbligatori adottati da 52 istituti superiori in 39 differenti città italiane emerge infatti che nell’anno scolastico 2018-2019, la spesa media per i libri di testo obbligatori e per la cartoleria è di circa 300 euro, pressoché invariata rispetto all’anno scolastico precedente.

Alcuni esempi: la spesa media è di 307 euro per il liceo Classico, 275 euro per lo Scientifico e 206 per gli istituti Tecnici Nautici. Anche aggiungendo la spesa per i libri scolastici ‘consigliati’ la spesa media non cambia poi troppo: si tratta infatti di 38 euro l’anno per il Classico e di 13 per lo Scientifico, che portano le medie complessive, rispettivamente, a 345 e 288 euro. La spesa da sostenere per l’acquisto di libri varia in funzione delle classi frequentate: i valori più alti si registrano in quelle iniziali, dove al costo dei testi occorre aggiungere dizionari e altri acquisti una tantum che serviranno allo studente per tutto il ciclo.

LA DENUNCIA CODACONS

Cifre lontane quindi dalle stime over the top spesso diffuse da alcune Associazioni di consumatori. “Tra corredo e libri di testo – denuncia il Codacons – la spesa complessiva può facilmente superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani”.

DATI CERTI E REALI

Per Antonio Terzi, in ogni caso, è giunto il momento di “confrontarci tutti con dati certi e reali. Più volte abbiamo fatto una proposta concreta ai consumatori: individuiamo insieme un interlocutore indipendente per avere rilevazioni oggettive”. Un’offerta che ancora, spiegano, non è stata raccolta dai consumatori.

Cui si aggiunge anche un’altra proposta: “Dovremmo sederci intorno a un tavolo per non arrivare a settembre a fare i conti con questa situazione. Una situazione allucinante non tanto per le questioni di prezzo dei libri, quanto piuttosto per le percentuali di utilizzo di questi testi”. E il caro libri si potrebbe superare anche in un altro modo: dal 2014 infatti non è più neanche obbligatorio adottare un libro di testo, ma è possibile fornire direttamente dispense o materiale a scuola da parte dei docenti.

In ogni caso, aggiunge Terzi, “sarebbe opportuno fare una proposta concorde al governo di riforma di questa situazione che, anche secondo librai, va assolutamente affrontata. Facendolo insieme sarebbe certamente uno strumento migliore”.

NO ALL’ODIO VERSO I LIBRI

Il vicepresidente Sil stigmatizza anche un atteggiamento sensazionalista in questo campo che finisce per instillare negli studenti e nelle famiglie una diffidenza nei confronti dei libri di testo. “In questo modo – spiega – si genera nei ragazzi e nelle famiglie un odio nei confronti dei libri. Se parliamo di una scuola al servizio di una cultura un po’ più ampia forse dovremmo superare determinati preconcetti, parlare di dati reale e proporre delle soluzioni vere e non soluzioni tampone. Su questo fronte noi siamo disponibili a farlo tutti insieme, anche con i consumatori”.

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